Difensore tra i più forti della sua generazione, in Italia lasciò il segno sotto il Vesuvio ma non a Milano. Poi in Spagna visse gli anni della maturità calcistica
Approdato all’Avellino nell’estate del 1977, divenne il capitano della squadra che raggiunse orgogliose salvezze anche negli anni successivi al terremoto del 1980
Protagonista nel Real Madrid, nel 2002 vinse il Mondiale con il Brasile. Oltre che per i trofei, è ricordato per il modo devastante con cui calciava dalla lunga distanza
Dagli esordi alla Massimiana fino alla Juventus, club del quale divenne un'icona. Nella finale contro la Jugoslavia nel '68 segnò il gol che fece partire la festa all'Olimpico
Il tecnico romagnolo ha segnato il calcio italiano con il suo schema unico, il 3-4-3, con cui diventò grande all'Udinese e che tentò di replicare al Milan dove vinse uno scudetto insperato
Giocatore iconico degli anni '90, era celebre per la sua proverbiale velocità, per il suo ottimo dribbling e per la capacità di calciare con entrambi i piedi
Unico capocannoniere azzurro della Serie A negli anni Cinquanta, con la Nazionale non riuscì a qualificarsi ai Mondiali del 1958. Nel 1963 vinse la storica finale di Wembley
Dall’Under 21 a Italia '90 e la scommessa Schillaci, dal gol di Caniggia al palo di Rizzitelli: la storia del tecnico cui mancò solo la ciliegina sulla torta
Il formidabile difensore olandese vinse due Coppe dei Campioni con Psv e Barcellona, segnando la rete decisiva nella finale del 1992 contro la Sampdoria
Cresciuto nel vivaio giallorosso, con la Fiorentina arrivò allo scudetto nel 1969. Fu tra i protagonisti dell’Italia di Valcareggi, con cui vinse l’Europeo e giocò la finale a Messico ’70
Nato in Suriname il 13 marzo del 1973, grazie al suo look stravagante e alla sua grandissima prestanza fisica, rappresenta uno dei calciatori più iconici di sempre. Dopo aver vinto tutto con l'Ajax, in Italia vestì le maglie di Milan, Juventus e Inter
Il suo stile era efficace e spettacolare: dominò la scena per un decennio. O Galinho vinse tutto con il Flamengo, e quel legame speciale con Maradona...
Gli esordi, il Maestro Nils Liedholm, lo scudetto, il Trofeo Bravo, il rigore contro il Liverpool in una notte maledetta: come direbbe Mourinho, storia di un “bambino” della Roma
Giramondo, guidò il Brasile alla vittoria del Mondiale di Usa 1994 ai calci di rigore in finale contro l’Italia di Arrigo Sacchi. E quel record condiviso con Bora Milutinovic
Il centrocampista francese fu il perno della mediana dei Galacticos, del Chelsea e del PSG nei primi anni Duemila. La sua storia dagli esordi col Nantes ai successi con Mourinho
Nato il 17 febbraio del 1943, dopo aver difeso le porte di Pro Patria, Poggibonsi, Monza, Reggina e Taranto, fu il vice di Luciano Castellini nell’anno del tricolore granata
Difensore vecchia maniera, soprannominato “Sceriffo”, vestì la divisa biancorossa dal 1982 al 1993 conquistando ben due promozioni e indossandone la fascia di capitano