Il futuro campione del mondo giocò la prima partita in azzurro a Firenze: il 30 dicembre 1975, Italia-Grecia finì 3-2 e la sua prestazione fu oggetto di qualche critica.
Biografia completa, statistiche, trofei e momenti iconici: dal gol all’Argentina a Buenos Aires ai 179 gol in bianconero. Perché Bettega resta uno dei più grandi attaccanti italiani
Un Parma in crisi profonda e penultimo in classifica decide di puntare su un ragazzo di neanche 20 anni emigrato negli Stati Uniti. Il risultato è una delle imprese più memorabili nella Serie A del nuovo millennio
Titolare inamovibile nell'anno dello scudetto biancoceleste, per cinque anni a Roma non salterà una partita di campionato. Una volta ritiratosi entrerà nello staff legale del club
Dal 1981 al 2025 si sono affrontati “maestri” del calcio giochista (come Liedholm ed Eriksson) e italianisti convinti (Capello, Mondonico e Bianchi): oggi è Gasperini contro Fabregas
Il futuro campione del mondo giocò la prima partita in azzurro a Firenze: il 30 dicembre 1975, Italia-Grecia finì 3-2 e la sua prestazione fu oggetto di qualche critica.
Biografia completa, statistiche, trofei e momenti iconici: dal gol all’Argentina a Buenos Aires ai 179 gol in bianconero. Perché Bettega resta uno dei più grandi attaccanti italiani
Un Parma in crisi profonda e penultimo in classifica decide di puntare su un ragazzo di neanche 20 anni emigrato negli Stati Uniti. Il risultato è una delle imprese più memorabili nella Serie A del nuovo millennio
Titolare inamovibile nell'anno dello scudetto biancoceleste, per cinque anni a Roma non salterà una partita di campionato. Una volta ritiratosi entrerà nello staff legale del club
Dal 1981 al 2025 si sono affrontati “maestri” del calcio giochista (come Liedholm ed Eriksson) e italianisti convinti (Capello, Mondonico e Bianchi): oggi è Gasperini contro Fabregas
Nel 1995 la Corte di Giustizia dell’UE emise un verdetto che modificò per sempre il rapporto tra società e giocatori, aprendo la strada ai grandi guadagni dei top player di oggi
Difensore inglese di enorme carisma, bandiera del Chelsea, tuttavia non presente nelle grandi vittorie internazionali dei Blues per squalifica o infortunio: protagonista, invece, del celebre rigore sbagliato nella finale di Champions del 2008
Se ne andò il 25 novembre 2005: con quel suo look da “quinto Beatles”, il numero 7 del Manchester United cambiò per sempre l’immagine stereotipata del calciatore
Arrivato nell’estate del 1988 per volere di Zoff, il portoghese venne ceduto nel 1990 a causa della presunta incompatibilità col “calcio champagne” di Maifredi. Con il Porto collezionò innumerevoli trofei
Paolo Valenti/Edipress
24 novembre
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