Juventus-Como, una formazione di doppi ex (con allenatore)

Da Tardelli a Paolo Rossi, da Zambrotta a Vierchowod: ecco il nostro undici con i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, a volte passando direttamente dai lariani ai bianconeri, o viceversa
Juventus-Como, una formazione di doppi ex (con allenatore)

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 21 febbraio 2026, 07:08

Una volta la Juventus pescava tantissimo in Lombardia: celebre è il canale di mercato che si era creato con l'Atalanta, ma non da sottovalutare è sempre stato anche quello con il Como. Andata e ritorno, al massimo qualche tappa intermedia, ma quel legame lì c'è sempre stato. Abbiamo creato, in vista della prossima sfida tra i bianconeri e i lariani, addirittura un undici fatto di doppi ex, di varie epoche.

 

 

Portiere e difensori

Ci abbiamo messo un po' per trovare un estremo difensore e ci siamo rivolti a un giocatore quasi di culto, che in Italia non è andato granché né alla Juventus né al Como: parliamo del portiere brasiliano Rubinho, 4 scudetti in bianconero da riserva e una manciata di giorni come tesserato dei lariani, senza mai giocare. Ben più robusta la difesa, dove possiamo contare su ben tre campioni del mondo. Marco Tardelli dal Como andò alla Juventus direttamente, nel 1975, quando ancora veniva impiegato come terzino, prima di diventare un tuttocampista ante-litteram, lo "Schizzo" del gol e dell'urlo alla Germania nella finale del Mondiale del 1982. Ed è come terzino che lo schieriamo qua.

 

 

Dall'altra parte uno che di Como è pure originario, Gianluca Zambrotta. Destra o sinistra per lui cambiava poco, anche se lui nasceva come esterno offensivo. Bravissimo Lippi a reinventarlo inesauribile cavallo a tutta fascia. In mezzo una coppia di veri duri. Pietro Vierchowod pure lui ha vinto il Mondiale del 1982, senza mai giocare; scoperto dal Como, passato da Fiorentina, Roma e Sampdoria, vincendo scudetti, sfiorandone e poi completando la sua bacheca con la Champions conquistata con i bianconeri nel 1996. Accanto a lui Pasquale Bruno: il salentino pure dal Como finì direttamente alla Juventus, nel 1987.

 

 

 

Centrocampisti

Quantità e qualità, polmoni e gambe. Le incursioni le lasciamo a Fabio Pecchia, il "dottor Pecchia" visto che si è laureato in Giurisprudenza nel corso degli anni. Una sola stagione a Torino, abbastanza deludente, e un'altra migliore quantomeno dal punto di vista dei numeri personali quantomeno, nel disastroso Como 2002-03, retrocesso malamente in B. Accanto a lui in questa mediana tutto sommato molto completa mettiamo Roberto Galia, vero mastino della Juventus a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, giocatore molto polivalente in realtà. Infine Luca Fusi, con il suo profilo inconfondibile, lecchese diventato professionista al Como e in seguito per una stagione e mezza alla Juventus, vincendo uno scudetto nel 1995.

 

 

 

Attaccanti

L'abbiamo già citato, il pessimo Como 2002-03, costruito mischiando molti giocatori in fase calante e qualche vecchia lenza della Serie A. Categorie in cui rientrano due dei nostri doppi ex: Daniel Fonseca e Nicola Amoruso. L'uruguaiano era già abbondantemente nella fase calante della carriera, dove aveva dispensato magie al Cagliari, al Napoli, alla Roma e alla Juventus, uomo di rotazione per ben 4 stagioni, dal 1997 al 2001. Un anno dopo era già quasi alla frutta. Suo compagno di reparto, appunto, Amoruso, che a non ancora 30 anni poteva vantare una lunga serie di maglie cambiate, tra cui quella della Juventus, quando era poco più di un ragazzino, ma terribile, tra il 1996 e il 1999. In chiusura però non possiamo non citare uno dei più grandi di sempre: Paolo Rossi. La Juventus lo presta al Como ancora gracilino e inesperto, sulla carta un'aletta senza arte né parte. Va in B nel 1975, ma tornerà eccome tra i grandi, fino a diventare "Pablito", il Paolorossi campione del mondo.

 

 

Allenatore

Abbiamo anche un tecnico doppio ex, naturalmente. Si tratta di Rino Marchesi, che da Como fece il tragitto verso Torino salvo poi tornare sulle sponde del lago, tra 1985 e 1989. Una salvezza coi lariani e un secondo posto con la Signora i suoi punti più alti. La top 11: Rubinho; Tardelli, Vierchowod, Bruno, Zambrotta; Galia, Pecchia, Fusi; Fonseca, P.Rossi, Amoruso.

 

 

 

 

 

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