Tommaso Maestrelli: un esempio immortale, oltre lo scudetto della Lazio

Tommaso Maestrelli: un esempio immortale, oltre lo scudetto della Lazio

Il 7 ottobre del 1922 nasceva il tecnico del primo tricolore biancoceleste. Da calciatore - per un errore burocratico - scampò alla tragedia di Superga. Le sue doti umane plasmarono uno spogliatoio ribelle 

Simone Pieretti/Edipress

6 ottobre

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L’anniversario della nascita di Tommaso Maestrelli evoca una figura apicale del calcio nazionale. Il suo profilo certifica lo spessore umano di un personaggio che personaggio non è mai stato, neanche quando il presidente federale Artemio Franchi gli offrì la panchina dell’Italia. Non se ne fece nulla; il tecnico toscano decise di restare alla Lazio: quella che per gli altri poteva rappresentare soltanto una squadra, per lui era diventata una famiglia. È intorno al suo nucleo familiare che Maestrelli costruisce e sviluppa la propria carriera, ma il connubio tra l’uomo e l’allenatore è talmente stretto che squadra e famiglia diventano un’unica fonte di aggregazione, di condivisione, di affetti. Maestrelli ha saputo impreziosire il poco tempo che l’avaro destino gli ha riservato; a

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