Rivaldo, dalle favelas al Pallone d’Oro

Rivaldo, dalle favelas al Pallone d’Oro

Nato in povertà a Paulista il 19 aprile 1972, ha saputo imporsi come uno dei calciatori brasiliani più forti di sempre. Negli anni trascorsi al Barcellona era semplicemente inarrestabile

Jacopo Pascone/Edipress

19 aprile

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Con quel fisico longilineo e quelle lunghissime leve resta ancora difficile capacitarsi del come Rivaldo possa aver fatto determinate cose con il pallone tra i piedi. Metteva giù la sfera e riusciva, in un lampo, a dribblare gli avversari per partire in accelerazione o esplodere un sinistro formidabile. Non era veloce Rivaldo, ci arrivava semplicemente prima, anticipava i difensori grazie a una rapidità di pensiero impressionante, che spesso gli consentiva di spostare il pallone all’ultimo, facendo incappare in continue figuracce i diretti marcatori. La sua finissima tecnica sudamericana gli permetteva di guadagnare velocità quando in possesso di palla, risultando davvero inarrestabile. Inoltre, anche questo inspiegabile vista la conformazione fisica, era abilissimo nell’acrobaz

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