“Little” Billy Bremner, la leggenda scozzese del Leeds United

A Ellan Road dal 1959 al 1974, il ragazzo di Stirling era il vero braccio armato di Don Revie, icona di quella formidabile squadra degli anni ’60 e ‘70

“Little” Billy Bremner, la leggenda scozzese del Leeds United

Alessio Abbruzzese/EdipressAlessio Abbruzzese/Edipress

Pubblicato il 9 dicembre 2022, 01:02

Se nasci a Stirling con molta probabilità non ti mancheranno un grande coraggio, una forte personalità, abnegazione e spirito di sacrificio. Tutte caratteristiche che l’11 settembre dell’anno del Signore 1297 permisero a William Wallace e ai suoi sodali di sconfiggere gli inglesi e di scacciarli dall’altra parte del ponte. Non ti mancheranno anche se sei alto appena un metro e sessantacinque, giochi a centrocampo in un calcio duro, quello degli anni ’60 e 70’, in mezzo a gente che nella migliore delle ipotesi ti supera di una quindicina di centimetri. Non ti mancheranno soprattutto se ti chiami Billy Bremner, la leggenda del Leeds United.

Billy Bremner, una vita ad Elland Road

Lo sanno bene i tifosi dei Whites quanto vale Little Billy, che lo elogiano ancora oggi con un’intera strofa del coro “Glory Glory Leeds United”, quella in cui cantano come si farebbe in due per i Peacocks con la sua testa rossa e la fascia di capitano al braccio. Lo sa bene anche Don Revie, il grande trascinatore dei ragazzi in maglia bianca in quei gloriosi anni, che una volta disse: “Nessun allenatore potrebbe desiderare un leader o un giocatore più grande. Se fossi in trincea in prima linea, l’uomo che vorrei sul mio lato destro è Billy Bremner”.

Un calciatore divenuto simbolo eterno del club, immortalato per sempre con una statua fuori da Elland Road, lì a pochi metri dal rettangolo verde dove Little Billy ha corso, sudato e morso le caviglie degli avversari per più di 500 partite tra il 1959 al 1976. Bremner rappresenta la vera e propria anima, l’essenza più pura di quel maledetto United di Don Revie, di quella squadra arcigna e rocciosa ai limiti del regolamento che per più di un decennio rimase ai vertici del calcio inglese. Il piccolo Billy arriva a Leeds giovanissimo, dopo esser stato scartato da Arsenal e Chelsea per via della sua corporatura troppo minuta, e qui rimane praticamente quasi per tutta la carriera. Con i Whites in quegli anni, a capo della colonia scozzese formata da Joe Jordan, Frank ed Eddie Gray, David Harvey, Peter Lorimer e Gordon McQueen, conquista due campionati, due Coppe delle Fiere, una Coppa di Lega, una FA Cup e un Charity Shield.

La nazionale scozzese e gli ultimi anni

Parallelamente alla sua grande storia calcistica passata nello Yorkshire, Billy Bremner diventa ben presto una colonna portante della nazionale scozzese. Anche qui Little Billy porta in dote la sua grande atleticità e la sua tecnica: esordisce nel 1965, ma è nel mondiale del 1974 che si impone come uno dei migliori giocatori del torneo. La sua Scozia non riesce a superare il girone con Brasile, Jugoslavia e Zaire solamente per la differenza reti. Dopo l’eliminazione Billy, che nel frattempo ha guadagnato i gradi di capitano anche in nazionale, riceve i complimenti persino di Pelé che dopo averlo visto giocare contro i verdeoro lo incorona come miglior centrocampista della manifestazione mondiale. Nel 1976, a ormai 33 anni, dopo una vita spesa a difendere i colori del Leeds United, decide di passare gli ultimi sprazzi di carriera tra Hull City e Doncaster, cittadina dove si spegne nel 1997, poco prima di compiere 55 anni, per le complicazioni cardiache dovute ad una polmonite.

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