Liverpool-Real Madrid, nel 1981 trionfarono i Reds di Bob Paisley

Liverpool-Real Madrid, nel 1981 trionfarono i Reds di Bob Paisley

Al Parco dei Principi di Parigi più di quarant’anni fa gli inglesi superarono gli spagnoli di Boskov per 1-0 grazie al gol di Alan Kennedy

Alessio Abbruzzese/Edipress

28 maggio

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La prima volta che Liverpool e Real Madrid si incontrano in una finale di Coppa dei Campioni è il lontano 27 maggio del 1981. Allora (come oggi per un curioso caso del destino) i Reds e i Blancos scendono in campo in terra francese, a Parigi. In quella mite giornata di fine maggio il mondo è da poco entrato in quella decade dalle tante luci e dalle tantissime ombre che sono stati gli anni ’80: negli States Reagan diventa presidente e subito rischia di morire per mano di un pazzo, da noi invece è Giovanni Paolo II a scampare miracolosamente alla mano assassina di Ali Agca, mentre con l’omicidio di Stefano Bontate inizia la seconda guerra di mafia. In Inghilterra il mai dimenticato Bobby Sands si lascia morire in carcere, mentre qualche giorno dopo, per un melanoma al piede, viene a mancare anche il leggendario Bob Marley. Sono giorni strani, a tratti cupi, in cui il mondo si prepara a scoprire e a dover affrontare un nuovo terribile virus dal nome strano e sconosciuto, ma che purtroppo diventerà ben noto a tutti di lì a poco. Il calcio nel frattempo si appresta a vivere l’appuntamento più importante della stagione, ovvero la finale di Coppa dei Campioni: al Parco dei Principi si affrontano il Liverpool di Bob Paisley e il Real Madrid di Vujadin Boskov

Le grandi del calcio europeo 

I due club sono già delle autentiche corazzate del calcio europeo e insieme vantano otto coppe dalle grandi orecchie in bacheca, due per gli inglesi e ben sei per gli spagnoli. Da un lato però bisogna ricordare che le Merengues non sono più quella squadra formidabile che negli anni ’50 e ’60 faticava a trovare degni rivali, mentre il Liverpool vive forse uno dei momenti più floridi della sua storia. I Reds dunque si presentano alla sfida di Parigi da favoriti. 

Road to Paris

Il cammino delle due formazioni verso l’atto finale è stato abbastanza simile: sia il Liverpool che il Real Madrid non hanno incontrato avversari irresistibili prima delle semifinali, dove affrontano e superano, non senza qualche difficoltà, rispettivamente il Bayern Monaco di Rummenigge e l’Inter di Oriali, Beccalossi e di un giovanissimo Bergomi. Il difensore interista, tra l’altro, si mette in luce nella partita di ritorno riuscendo ad annientare Juan Gomez Gonzalez, al secolo Juanito, il celebre e velocissimo numero 7 delle Merengues. 

Il trionfo dei Reds e il gol di Alan Kennedy

Bob Paisley si affida al capitano Phil Thompson, al grande Ray Kennedy, inventato proprio da lui come mezz’ala, oltre che ai soliti Kenny Dalglish, Terry McDermott e Graeme Souness. Dall’altra parte i Blancos davanti schierano un tridente formato dal sopracitato Juanito, Santillana e l’inglese Cunningham. Davanti a quasi 50.000 persone l’arbitro ungherese Karoly Palotai dà il via ad una finale che inizialmente si rivela tesa, senza guizzi da una parte e dall’altra. In un primo tempo davvero avido di emozioni, arrivano due squilli da parte del Real, che prima col tedesco Uli Stielike e poi con Juanito, si rende pericoloso dalle parti della porta di Ray Clemence, ma senza trovare fortuna. La seconda frazione vede l’inerzia del gioco spostarsi vertiginosamente dalla parte dei Reds, che incalzano a più riprese gli avversari, avvicinandosi in più di un’occasione ad andare in vantaggio. La partita si sblocca solamente all’ottantunesimo, quando sugli sviluppi di un fallo laterale il terzino sinistro Alan Kennedy entra in percussione in area e supera Agustìn, segnando il gol decisivo che consegna la vittoria al Liverpool. Non sarà l’ultima volta che il difensore inglese deciderà una finale di Coppa dei Campioni con un suo gol (segnerà l’ultimo rigore nella finale dell’edizione 1983/84), ma questa è un’altra storia. Per i Reds si tratta della terza vittoria nella più grande competizione europea per club, e tutte e tre le volte in panchina c’è Bob Paisley, vera leggenda dei Reds. È così che il presidente Uefa Artemio Franchi consegna a Phil Thompson la coppa dalle grandi orecchie, che il capitano inglese alza fiero contro il cielo di Parigi.

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