Il cuoio

Makélélé, dal Real Madrid dei Galacticos al Chelsea di Abramovich

Storia di un equilibratore e dei suoi trionfi: il centrocampista francese nato a Kinshasa è il doppio ex della prima semifinale di Champions League

Tra i doppi ex della semifinale di Champions League tra Real Madrid e Chelsea, spicca un nome su tutti: Claude Makélélé. Il centrocampista nato in Zaire e cresciuto in Francia fu tra i primi acquisti dell'era Abramovich, iniziata nel 2003 con una campagna trasferimenti faraonica. "Perché mettere un altro strato di vernice dorata sulla Bentley quando le togli l'intero motore?", così Zinedine Zidane, attuale tecnico del Real Madrid, commentò il passaggio dell'allora compagno Makélélé al Chelsea per lasciare spazio a David Beckham. Un attestato di stima che certifica l'importanza di un equilibratore come il francese in un organico come quello dei Galacticos, zeppo di campioni dotati di una tecnica superiore. E pensare che i suoi primi calci al pallone li diede da esterno offensivo. Ben presto, però, capì che il suo posto era un altro, in mezzo al campo, a sradicare la sfera dai piedi degli avversari per darla a chi era in grado di disegnare calcio sul rettangolo verde.

Con il Real Madrid

È l'alba del nuovo Millennio quando Makélélé passa al Real Madrid dopo essersi messo in mostra con le maglie di Brest, Nantes, Marsiglia e Celta Vigo. Qui incontra il suo angelo custode, Vicente Del Bosque. "Da lui mi sentivo molto apprezzato. Conosceva la mia posizione e sapeva che ero un elemento chiave per l'equilibrio della squadra", dirà Claude. Makélélé si ritrova a ricoprire il ruolo di un certo Fernando Redondo, una sorta di semidio dalle parti del Santiago Bernabeu, e dopo una prima fase complicata diventa il motore della mediana dei Galacticos. Lui corre, gli altri inventano. E così arrivano trofei in quantità industriale. L'idillio dura fino all'estate del 2003, quando la società gli fa capire che è tempo dei saluti. Lui prova fino all'ultimo a convincerli. Il club e il suo presidente Florentino Perez, che dopo la sua cessione dirà "arriveranno calciatori che lo faranno dimenticare", si svegliano tardi, quando è pronto per salire la scaletta dell'aereo che lo porta a Londra, al Chelsea di Abramovich e Claudio Ranieri.

Florentino Perez sulla strada di Bernabeu

Al Chelsea

Con il tecnico italiano vive una stagione di alti e bassi prima di tornare a vincere con l'approdo al timone dei Blues di Mourinho nella stagione 2004-05. Il suo compito è sempre lo stesso, corsa e legna in mezzo al campo, qualità che gli valgono il soprannome di The Octopus. Il rapporto con il tecnico portoghese, però, inizia a incrinarsi tanto che Makélélé, una volta appesi gli scarpini al chiodo, dirà: "Mourinho ha distrutto tutto, mettendo ai margini gli elementi chiave di quel gruppo e trattando altri giocatori come stelle”. Parole forti, come lui, che del suo nome di battesimo, Claude Sinda Makélélé, che in dialetto singala significa "il rumoroso", ne ha fatto una nemesi pur agendo nell'ombra, al servizio degli altri, ma restando comunque il motore senza il quale la squadra non sarebbe stata nemmeno in grado di iniziare a camminare.

L'ultimo Mourinho