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L'ultimo Mourinho

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L'esonero al Tottenham è arrivato dopo due strane mezze stagioni, in cui l'allenatore portoghese è sembrato molto diverso rispetto al passato...

La carriera ad alto livello di José Mourinho è finita con l’esonero al Tottenham? Ne dubitiamo, anche se l’allenatore portoghese ha 58 anni e così tanti trofei vinti, senza pensare ai soldi, da potersi permettere una umana mancanza di motivazioni. Certo Daniel Levy nel novembre 2019 lo aveva chiamato al Tottenham, al posto di Pochettino, proprio per vincere trofei. Con una squadra che peraltro pochi mesi prima aveva sfiorato la Champions League, perdendo in finale dal Liverpool.

Fuori dal campo Mourinho ha ovviamente fatto Mourinho, anche ad uso delle telecamere (bellissimo il documentario All or Nothing, su Amazon), ma fin da subito è sembrato troppo tranquillo e per certio versi sedato per poter dare il meglio di sé, oltretutto in un ambiente abbastanza asettico come quello del Tottenham, con il suo stadio da un miliardo di euro e tutto il resto. Forse gli 11 mesi di assenza dal campo, dopo l’esonero dal Manchester United, gli hanno tolto un po’ di fuoco, ma il finale di stagione 2019-2020 dopo lo stop da Covid era stato buono e la squadra nonostante i tanti infortuni si era qualificata per l’Europa League dopo avere a lungo sognato la Champions.

Un discreto calciomercato (Hojbjerg, Reguilon, Doherty, Rodon, Hart, il prestito di Bale) ha portato ad un eccellente inizio di questa stagione: il 4 ottobre vittoria 6-1 sul Manchester United all’Old Trafford e ad inizio dicembre, dopo il 2-0 all’Arsenal, il Tottenham era primo. Poi il crollo, nelle coppe e soprattutto in Premier League. Per Mourinho la quinta volta, in vent’anni di carriera da capo-allenatore, in cui una stagione viene chiusa in anticipo, dopo le dimissioni dal Benfica, quelle con cui terminò il suo primo periodo al Chelsea, quelle con cui terminò il suo secondo periodo al Chelsea, e di due esoneri con Manchesetr United ed appunto Tottenham.