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Una pista sulla carta a lei favorevole. Dopo la pausa estiva la McLaren (e con essa l’intera Formula 1) è pronta a riaccendere i propri motori approdando questo weekend a Zandvoort per il Gp d’Olanda (quindicesima prova del Mondiale 2025), su un circuito destinato ad esaltare una volta di più le caratteristiche della MCL39. Studiando le caratteristiche della pista e ripensando alla gara della scorsa stagione (che aveva visto pole e vittoria di Lando Norris, il quale riuscì così a spezzare il dominio sul suolo olandese della Red Bull di Max Verstappen, vincitore della gara di casa dal 2021 al 2023), è impossibile non pensare al team di Woking come assoluto favorito della gara olandese, su una pista estremamente tortuosa dove la mancanza di rettilinei particolarmente lunghi e la massiccia presenza di curve a media velocità sembrano fatte apposta per esaltare come detto il potenziale tecnico della MCL39, che nell’arco della stagione (pur andando forte un po' su tutte le piste) non ha mai nascosto di prediligere quelle dotate di curve a media velocità. Sulla carta, quindi, Zandvoort potrebbe essere lo scenario giusto per la McLaren per ottenere con Lando Norris e Oscar Piastri la quinta doppietta consecutiva, dopo quelle ottenute nelle ultime quattro gare (Austria, Gran Bretagna, Belgio e Ungheria). Eppure, come dice il celebre detto, “non è tutto oro quello che luccica”. Se nel corso della stagione abbiamo infatti avuto modo di apprezzare il massimo rendimento della McLaren con temperature più calde, bisogna anche dire che questo weekend a Zandvoort non solo le temperature dovrebbero attestarsi tra i 20 e i 21 gradi, ma sopratutto che dovrebbe esserci molto vento (nell’ordine dei 27-35 Km/h, previsto sopratutto sabato pomeriggio in occasione delle qualifiche). Come abbiamo visto in Ungheria, l’aumento e il cambio di direzione del vento privarono la McLaren di una pole di fatto sua (favorendo alla fine la Ferrari di Charles Leclerc), evidenziando una MCL39 più fragile del previsto sotto questo aspetto.
Se in conclusione i pronostici per qualifiche e gara vedono la McLaren favorita, le temperature più fresche così come il maggior vento previsto nella giornata di sabato in occasione delle qualifiche potrebbero rendere meno facile del previsto il weekend del team di Woking, mettendo così i principali avversari nelle condizioni di lottare per la prima fila, se non addirittura per la pole.
Il Gp d’Olanda rappresenta un esame probante per la Ferrari, candidata sulla carta a ricoprire potenzialmente il ruolo di seconda forza alle spalle della McLaren. Se fino alle qualifiche dell’Ungheria l’accoppiata rappresentata dal nuovo fondo introdotto in Austria e dalla nuova sospensione posteriore introdotta in Belgio sembrava aver definitivamente risolto il problema relativo all’eccessivo consumo del fondo autorizzando la SF-25 a poter finalmente usare delle altezze da terra più basse potendo così finalmente ritrovare prestazione, l’ultimo stint di Leclerc nel Gp d’Ungheria ha fatto sollevare non pochi dubbi in merito all’effettiva risoluzione di tale problema. Se nel dopogara la scuderia di Maranello ha dichiarato che alla base del crollo prestazionale di Leclerc nell’ultimo stint di gara ci fossero dei danni al telaio, a caldo George Russell aveva dichiarato a fine gara che il crollo prestazionale accusato dal pilota monegasco della Ferrari fosse dovuto a un ultimo set di gomme con una pressione maggiore volto ad alzare maggiormente la monoposto ed evitare una squalifica per eccessivo consumo del plank.
Sull’argomento è tornato Charles Leclerc: se ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky) il pilota monegasco ha dichiarato che (pur non potendo andare troppo nel dettaglio) quanto accaduto in Ungheria si potrebbe riproporre altrove ma che è una cosa che può essere affrontata in modo differente rispetto a quanto occorso a Budapest escludendo al contempo qualsiasi cambio di telaio, in una successiva intervista rilasciata ad alcuni media ha aggiunto di non aver alcuna intenzione di commentare le dichiarazioni rilasciate a suo tempo da Russell, sostenendo che la situazione è molto più complessa di quanto descritto, e che è una cosa che la squadra sta cercando di risolvere.
Indipendentemente dai problemi effettivamente occorsi in Ungheria, il Gp d’Olanda rappresenta come detto un test probante per verificare l’effettiva risoluzione delle altezze da terra da parte della Rossa, visto che le due curve sopraelevate (la 3 e la 14) per via dell’elevato banking (19°) e delle forze centrifughe tendono a schiacciare la macchina verso il suolo, favorendo così il consumo del plank.
In base alle indicazioni che arriveranno dal weekend di gara di Zandvoort sarà possibile capire se sul suolo olandese la Ferrari potrà essere effettivamente o meno la seconda forza in campo, con Mercedes e Red Bull pronte ad approfittarsi dell’eventuale passo falso di Leclerc, così come di Hamilton (atteso a una prova di riscatto dopo la pausa estiva, e che ha sfruttato la pausa estiva per staccare la spina e per ricaricarsi in vista della seconda parte di campionato).
In vista della seconda parte di campionato proprio la Mercedes potrebbe essere la squadra da osservare con maggiore attenzione. Dopo che in Ungheria il team tedesco guidato da Toto Wolff ha deciso di rinunciare alla nuova sospensione posteriore e di ritornare alla vecchia specifica di inizio stagione, la W16 sembra aver trovato una maggiore guidabilità, con Russell e Antonelli tornati ad essere decisamente più competitivi. Ecco, quindi, che, guardando alla gara di Zandvoort, anche il team tedesco potrebbe tranquillamente ambire al podio alle spalle della McLaren, con Russell che guarda con profonda fiducia anche al rinnovo contrattuale con il team tedesco (definito da ambo le parti sostanzialmente una formalità).
Chi si presenta senza obiettivi (ma con la voglia dentro di se di fare bene nella gara di casa) è senza ombra di dubbio Max Verstappen, che in caso di pole diventerebbe il pilota ad aver acquisito il più alto numero di pole position sul suolo olandese in Formula 1, mentre in caso di una potenziale vittoria eguaglierebbe le quattro vittorie ottenute a Zandvoort da Jim Clark al volante della sua Lotus nel triennio 1963-1965 e nel 1967.
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