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E il Milan se ne va

A 450 minuti dalla fine del campionato, otto ore scarse prima del gong finale, i giochi sono fatti. Accettati tutti gli scongiuri e le prudenze del caso, il Milan è ormai irraggiungibile. La sconfitta interna del Napoli - battuto da un’Udinese fisicamente più brillante - toglie ai rossoneri del bravo Allegri l’ultima rivale per lo scudetto. D’accordo: le trasferte di Brescia (sabato), Roma e Udine restano tappe scomode, ma siamo sicuri che il Napoli vincerà la prossima a Palermo? Adesso la squadra di Mazzarri deve soprattutto tenere, resistere, puntellare uno di quei tre posti che regalerebbero un’estate di pace meritata. La benzina scarseggia, conterà solo la testa. E capiremo se il gruppo è davvero maturo come io credo. L’Inter era uscita dalla volata prima ancora del rettilineo finale. Precisamente dal disastroso derby del 2 aprile, antipasto del doppio crollo contro lo Schalke e della caduta di sabato a Parma. Al danno si è aggiunto danno: squadra divisa, giocatori esclusi, dubbi sul futuro, il sogno di riavere quanto prima Mourinho. A proposito, dove sono finiti i tanti infangatori che due settimane fa avevano preso di mira questa rubrica per le pacate critiche a Leo? Se hanno voglia di leggersi i giornali di oggi, ne troveranno di ben più dure. Semplicemente avanzate a uova rotte, tecnica molto italica. Dietro a Milan, Napoli e Inter, la Lazio è la notizia più bella di tutte. Direi della stessa stagione. Tre vittorie nelle ultime quattro giornate, con dieci gol fatti, rilanciano le ambizioni di una squadra che vive nella freddezza dei tifosi una stagione esaltante. Pensate: se non si fosse fatta rimontare al San Paolo (Lotito opporrebbe i torti arbitrali), oggi sarebbe addirittura seconda. Mauri è il valore aggiunto, ma tutti stanno dando un contributo importante, anche il poco gestibile Zarate. Entrando dalla panchina, fa la differenza. Reja ha lavorato bene, benissimo, ma c’è una serpeggiante sfiducia attorno a lui, alla squadra, in modo noto alla presidenza. Un peccato. Il resto è caos. Deludono ancora Roma e Juventus, a metà del guado, idem la Fiorentina, che non riesce neppure a riempire la mezza bottiglia. Il Bologna ha chiuso il campionato tre turni fa a Brescia, il Chievo si è salvato, mentre il successo del Cesena rende drammatica la situazione della Samp. Non voglio esasperare i toni, quello che è successo sabato notte è già troppo allarmante. Garrone ha sbagliato a cedere Pazzini. Ma questa è ormai storia. Se esiste ancora una squadra, cosa che dubito, Bari è l’ultima spiaggia. Non quella di Nervi. Spettacolo? Insomma. Torte? Diverse.