Il decennio d’oro di Chris Evert la cannibale

Il decennio d’oro di Chris Evert la cannibale

Con cinque trionfi a Roma, l'americana è la donna più vincente agli Internazionali di Tennis 

Alessandro Ruta/Edipress

9 maggio

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Ci hanno provato in tante, a detronizzarla in quanto a edizioni vinte degli Internazionali d’Italia, ma nessuna ci è ancora riuscita. Chris Evert è ancora lì, dall’alto dei suoi cinque successi a Roma, a conferma della fenomenale campionessa che è stata. E peccato per le due finali perse, una contro Evonne Goolagong (ci stava) e un’altra contro Manuela Maleeva (più sorprendente).

 

La grande rivale Navratilova

È curioso che la Evert, diventata nel tempo Evert-Lloyd per via del matrimonio, a Roma abbia avuto un percorso a specchio: sette finali, la prima e l’ultima perse e in mezzo, appunto, i cinque trionfi. Tra il 1973 e il 1984 l’americana è stata la dominatrice del torneo del Foro Italico, vincendo le finali del 1974 e del 1975 contro la sua avversaria di sempre, la sua rivale per antonomasia: Martina Navratilova. Ottanta volta si sono sfidate le due campionesse, con un bilancio di 43-37 a favore dell’ex cecoslovacca, ormai naturalizzata statunitense. Eppure a Roma due vittorie su due per Chris, senza cedere nemmeno un set. Anzi, concedendo un solo game nella finale del 1975, letteralmente dominata: 6-1 6-0. D’altronde all’epoca la Evert, che ha appena compiuto vent’anni, è una sorta di “Nadal ante-litteram”, che macina record su record sulla terra battuta con il suo gioco regolare e una calma in campo quasi glaciale. Un primato su tutti: 125 partite consecutive vinte sulla terra tra il 1973 e il 1979 (senza giocare tutti i tornei, naturalmente), da Roma a Roma, dalla sconfitta in finale con la Goolagong a quella in semifinale contro l’astro nascente Tracy Austin

 

L'impavida Ruzici

Due volte contro Martina Navratilova, due volte contro Virginia Ruzici, una contro Hana Mandlikova: queste, le rivali delle cinque finali vinte da Chris al Foro Italico. L’unica ad averle strappato un set, prima di essere rimontata, è stata la Ruzici, romena, grandissima specialista della terra battuta, ma sempre un passo indietro rispetto all’americana. Nel 1980 Virginia strappa il primo parziale 7-5, però in seguito viene spazzata via 6-2 6-2. Non c’è trippa per gatti sulla terra quando in tabellone c’è la Evert, in quegli anni, tanto che poche settimane dopo a Parigi si verifica, al Roland Garros, la stessa situazione: finale tra Chris e Virginia e dominio della tennista Usa 6-0 6-3. Sì, perché quando la Evert vinceva, un set su quattro finiva con “l’uovo”, tenendo l’avversaria a zero. La Mandlikova, invece, pur sconfitta a Roma nel 1982, a Parigi aveva interrotto l’anno prima una seconda striscia clamorosa di vittorie consecutive di Chris sulla terra: 72. Piccole macchie su una carriera eccezionale, che a Roma ha vissuto momenti straordinari.

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