Juve-Inter, nel 1965 la Coppa Italia la vinse Heriberto Herrera

Juve-Inter, nel 1965 la Coppa Italia la vinse Heriberto Herrera

La squadra del Mago venne sconfitta dai bianconeri grazie a un gol di Giampaolo Menichelli in uno Stadio Olimpico gremito

Alessio Abbruzzese/Edipress

11 maggio

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Anche l’edizione della Coppa Italia 1964-65 ha visto nel suo atto finale sfidarsi Juve e Inter. Non è la prima volta che un Derby d’Italia assegna la coppa nazionale: qualche anno prima infatti, nel 1959, Inter e Juve si incontrarono e a sfangarla furono sempre i bianconeri. È il 29 agosto del 1965. L’Italia sportiva a dire il vero è concentrata su un altro evento: la disastrosa caduta a Robbiano dei nostri migliori ciclisti, nella penultima gara di preparazione per i mondiali. Gimondi, Taccone e Adorni ne escono infortunati, gettando nello sconforto milioni di appassionati in un tempo in cui il ciclismo era il primo, autentico sport nazionale, in grado di oscurare anche gli accadimenti calcistici.

Heriberto contro Helenio

La partita viene giocata a Roma, in uno Stadio Olimpico dove accorrono circa 50.000 spettatori, per lo più tifosi del sud Italia, nonostante qualche polemica dell’ultima ora da parte dei due club, che avrebbero senza dubbio preferito una location più vicina. La sfida sulle panchine vede confrontarsi i due omonimi Herrera che non potrebbero venire da momenti più diversi. Helenio, tecnico dell’Inter, nell’ultima stagione ha trionfato in tutte le competizioni che ha disputato: campionato, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale; la Coppa Italia sarebbe la ciliegina sulla torta che anticiperebbe quel record arrivato solamente nel 2010. Heriberto dall’altra parte, tecnico che godeva di una certa antipatia da parte dell’ambiente e della stampa, sino a quel momento poteva fregiarsi di ben pochi meriti, anzi. È proprio l’inflessibile e rigido allenatore paraguaiano che rompe con l’istrionico Sivori, allontanando il Cabezón dalla Juventus e facendolo accasare a Napoli, lasciando interdetti tutti i tifosi juventini. La vittoria della Coppa servirebbe a entrambi, a Heriberto per far ricredere chi lo considera un visionario, e a Helenio per far tacere tutte quelle polemiche nate dopo la disastrosa amichevole di Barcellona della settimana precedente, dove l’Inter è uscita sconfitta in malo modo.

La vittoria di Menichelli, romano e bianconero

La Grande Inter, forse appagata dalle numerose vittorie, scende in campo senza il piglio delle grandi occasioni, lasciando ai bianconeri il pallino del gioco, soprattutto a centrocampo. La Juventus dal canto suo, orfana di Sivori, fa del gioco corale il suo punto di forza, non fa spiccare nessuna individualità e i suoi attaccanti, lenti e lontani dalla manovra, ne sono l’esempio più lampante. Il vantaggio degli uomini di Heriberto viene infatti dal centrocampo: Del Sol imbuca Menichelli ma la palla è lunga e finisce tranquillamente tra le braccia di Sarti che, sfortunatamente, urta Bedin e perde la sfera. È proprio l’ala bianconera a gettarsi per prima sul pallone e a insaccarlo in rete, tutto questo al 15esimo minuto del primo tempo. Menichelli segna dunque nel suo vecchio stadio, lui romano, che all’Olimpico ha tirato i primi calci al pallone da professionista alla fine degli anni ’50. L’Inter, sfilacciata e mai davvero in partita, non riesce a impensierire i bianconeri, forti di una difesa rocciosa formata da Castano, Bercellino e Salvadore. L’uomo più ispirato della formazione juventina è senza dubbio Del Sol, che ben coadiuvato da Cinesinho rappresenta una vera e propria spina nel fianco della difesa nerazzurra. Perlomeno fin quando al 30’ della ripresa non pensa bene di dar vita a un vero e proprio duello rusticano con Burgnich: i due vengono alle mani, vola qualche cazzotto e finiscono sotto la doccia prima del tempo. L’ultimo quarto d’ora vede un’Inter più aggressiva, ringalluzzita dall’espulsione dello spagnolo, che si fa vedere con pericolosità dalle parti di Anzolin. Alla fine l’estremo difensore bianconero verrà salvato dal palo, che lo assiste su una conclusione di Jair che sembrava destinata a finire in rete. La partita termina così sull’1-0. Il trofeo, il quinto della storia bianconera, finisce tra le grinfie di Heriberto Herrera, che si prende la sua prima, piccola rivincita su tutti i diffidenti oltre che sui suoi detrattori.

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