"Gil" De Ponti, l'allegria di venire dal nulla

"Gil" De Ponti, l'allegria di venire dal nulla

L'attaccante fiorentino balzò dalla C alla A e divenne un simbolo del Cesena dei miracoli negli anni Settanta. A Bologna e soprattutto ad Avellino le sue stagioni migliori, a suon di gol e all'insegna della leggerezza

Alessandro Ruta/Edipress

13 luglio

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Quando si poteva tentare la scalata dai dilettanti alla Serie A, Gianluca "Gil" De Ponti è stato uno dei rappresentanti più validi. Bomber a tutte le latitudini e in tutte le categorie, non si è mai fatto mancare nulla, dentro e fuori dal campo. Simbolo tipico di un certo prototipo di giocatore che ormai non esiste quasi più.

Fiorentino

Lo chiamavano "Il Bettega dei poveri", Gianluca, uno che in realtà come idolo aveva Gigi Riva e che si divertiva come un matto a scimmiottare un altro Gigi, Meroni. Come vezzo, infatti, aveva quello di girare per il centro di Cesena con un'anatra al guinzaglio, vestito ovviamente con un cappotto di pelliccia. Altri tempi, gli anni Settanta nella provincia italiana del pallone, dove un tipo estr

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