Adriano, dalla “bomba” al Real Madrid all’oblio

Adriano, dalla “bomba” al Real Madrid all’oblio

La carriera dell’Imperatore tra successi e cadute. Esploso con l’Inter, alla Roma cercò il riscatto ma fu un clamoroso flop

Vincenzo Lo Presti/Edipress

17 febbraio

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14 agosto 2001. Mentre milioni di persone si preparano a festeggiare la notte di Ferragosto, a Madrid si gioca il Trofeo Santiago Bernabeu. A 5’ dalla fine Bobo Vieri esce dal campo per fare spazio a un giovane brasiliano arrivato all’Inter dal Flamengo pochi giorni prima. Quel ragazzo con il numero 14 sulle spalle è Adriano Leite Ribeiro. A Pipoca, come veniva soprannominato dagli amici da bambino per via della madre che un giorno interruppe una partita per comunicargli che i pop corn erano pronti, bastano appena 8 minuti per scrivere la prima pagina di un lungo romanzo che lo porterà a diventare uno dei centravanti più forti degli anni a venire. Allo scadere c’è una punizione dal limite e sul punto di battuta ci sono già Seedorf e Materazzi. Adriano si avvicina e inizia a disc

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