Berti Vogts, il campione silenzioso che annullò Cruijff nel Mondiale 1974

Berti Vogts, il campione silenzioso che annullò Cruijff nel Mondiale 1974

Colonna del Moenchengladbach e della nazionale tedesca occidentale degli anni ‘70, è l'unico ad aver vinto un Europeo sia da calciatore che da allenatore

Alessio Abbruzzese/Edipress

30 dicembre

  • Link copiato

È il 7 luglio del 1974. All’Olympiastadion di Monaco di Baviera si gioca l’atto finale del mondiale tedesco che vede da un lato i padroni di casa della Germania Ovest e dall’altro la formidabile Arancia Meccanica, l'Olanda di Rinus Michels e Johan Cruijff. Gli Oranje hanno rivoluzionato il modo di giocare a calcio in quel torneo, con la loro manovra brillante che verrà ribattezzata nel tempo con la celebre perifrasi del calcio totale. Consapevoli della loro forza, gli Oranje partono in quarta: dopo appena due minuti Cruijff semina Vogts, viene atterrato in area da Hoeness e si procura un calcio di rigore. Dal dischetto Neeskens porta in vantaggio i suoi con un potentissimo tiro centrale.

Il duello tra Vogts e Cruijff

Questo è l’inizio, oltre che della partita, del duello personale tra Berti Vogts e Johan Cruijff, che durerà per tutto il match. In questo frangente il difensore tedesco si fa cogliere impreparato, ma per il resto della sfida non sbaglierà più nulla. La sua marcatura a uomo sul numero 14 olandese riesce a far scemare pian piano l’aggressività della formazione di Michels. Vogts pressa con sempre maggiore intensità, costringendo Cruijff a indietreggiare fino alla linea della difesa per prendere il pallone. Senza il suo faro, la manovra Oranje inizia a perdere lucidità e gli olandesi cominciano a vacillare. I tedeschi alla fine della ripresa hanno già ribaltato il risultato, grazie ai gol di Breitner (rigore) e Müller. Il secondo tempo è un vero capolavoro difensivo: Vogts continua a non dare tregua al Pelé bianco fino al 90’ con un pressing asfissiante. La partita termina 2-1 e la Germania Ovest si laurea campione del mondo. Quella nazionale verrà ricordata da molti come quella di Müller e Beckenbauer, ma la vittoria finale si deve in grandissima parte a un campione silenzioso, un difensore piccolo di statura ma dalle grandissime capacità atletiche e dall’ineguagliabile spirito di sacrificio: Berti Vogs.

Vogts, una carriera tra Moenchengladbach e nazionale tedesca

Nato Hans Hubert Vogs a Büttgen, nel cuore della Vestfalia, viene prelevato giovanissimo dal Borussia Moenchengladbach, con cui resterà per l’intera carriera. Sarà il simbolo di quella squadra che durante gli anni ’70 accenderà con il Bayern Monaco una delle rivalità calcistiche più belle dello scorso secolo. Con i Die Fohlen vince cinque campionati tedeschi, una coppa di Germania e due volte la Coppa UEFA, nel 1974-75 e nel 1978-79. Vero e proprio mastino difensivo, Vogts è un marcatore destro, uno degli interpreti migliori del ruolo, celebre per il suo tempismo perfetto nell’anticipo e nel tackle in scivolata. Giocatore estremamente roccioso ma allo stesso tempo leale e corretto, ha partecipato attivamente a tutte le grandi vittorie della Germania Ovest e del Gladbach durante il corso degli anni ’70. Campione d’Europa nel 1972 oltre che del mondo nel 1974, come abbiamo raccontato poco sopra, si ritira dal calcio giocato nel 1979 prima di intraprendere la carriera di allenatore. Vice di Beckenbauer nella fortunata spedizione di Italia ’90, da allenatore vince anche Euro ’96, diventando l’unico nella storia del calcio a essere riuscito a conquistare un campionato Europeo sia da calciatore che da allenatore.

Condividi

  • Link copiato

Commenti