L'intervista impossibile: Johan Cruijff

L'intervista impossibile: Johan Cruijff

Abbiamo immaginato di incontrare di nuovo il fuoriclasse olandese e chiedergli: l'infanzia, la carriera, il numero 14, gli insegnamenti e il suo lascito al calcio di oggi 

Redazione Edipress

10 giugno 2019

  • Link copiato

Temporalmente incastonato tra Pelè e Maradona, obnubilato dalle gesta mediaticamente sovraesposte dei più recenti Messi e Ronaldo, Johan Cruijff è stato l’emblema indiscusso del calcio totale dell’Olanda degli anni Settanta. Parimenti osannato da pubblico e critica (Gianni Brera lo soprannominò “Pelè bianco” mentre Sandro Ciotti lo omaggiò col film documentario “Il profeta del gol”), il fuoriclasse olandese ha saputo incidere, con lo stesso carisma esibito in campo, anche nelle vesti di allenatore, lasciando ai posteri un'eredità culturale che varca i confini del calcio. Un’eredità che proviamo a distillare sotto forma di intervista, artificio narrativo ideale per raccogliere il pensiero rivoluzionario di un talento a tutto
tondo.

Johan, sei stato uno dei cal

Abbonati per continuare a leggere

Questo è un contenuto riservato agli abbonati. Hai letto tutti gli articoli gratis del mese, non smettere di leggere e attiva l’offerta, tanti contenuti con un unico abbonamento.

Abbonati a € 0,99 € 2,99 al mese

Abbonati ora

Commenti