Johnny Rep, la fenomenale ala olandese che giocò sia con Cruijff che con Platini

Johnny Rep, la fenomenale ala olandese che giocò sia con Cruijff che con Platini

Nato il 25 novembre di 70 anni fa, vinse con l’Ajax del calcio totale prima di vivere una seconda parte di carriera in giro per l’Europa. C’è anche la sua firma sull’ultimo storico titolo del Saint-Étienne

Jacopo Pascone/Edipress

25 novembre

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Quando si parla di Johnny Rep si potrebbero interpellare i più datati tifosi della Juventus, che sicuramente non hanno dimenticato quel ragazzino olandese che infranse i loro sogni europei in una notte di quasi cinquant’anni fa. Il 30 maggio 1973, nella finale della Coppa dei Campioni giocata a Belgrado tra Ajax e Juve, fu proprio il biondo numero 16 a decidere la contesa: sulla palombella alzata dal vertice dell’area dal difensore tedesco Horst Blankenburg, Rep saltò in testa al terzino bianconero Longobucco e scavalcò Zoff con una traiettoria beffarda. “Non avevamo dormito per niente, sotto il nostro albergo a Belgrado c’era il delirio. Avremmo dovuto essere nervosi solo che eravamo abituati a vincere”A 21 anni Rep mise il sigillo sulla terza coppa consecutiva vinta dal leggendario Ajax. Come da lui stesso ricordato, una squadra abituata a vincere e della quale – al pari di campioni come Cruijff, Krol e Neeskens – è stato assoluto protagonista. 

Le vittorie all’Ajax

Rep era già aggregato alla rosa dalla stagione precedente, quando giocò un paio di gare in Coppa Campioni e una manciata in Eredivisie. Nel 1972-73 la consacrazione, come dimostrano i 17 centri in sole 25 presenze di campionato. Segna come una punta ma è un’ala destra naturale, veloce e abile nel dribbling, caratteristiche alle quali unisce un tiro potente. Visti i suoi notevoli centimetri (187) non disdegna il gioco aereo, specialità con la quale andrà a segno svariate volte in carriera. Abbonato a gol importanti – oltre alla rete nella finale con la Juve marchia il suo debutto in nazionale contro la Spagna, va a segno nella finale di andata della Supercoppa Uefa e si presenta anche nel ritorno della Coppa Intercontinentale, punendo con una doppietta l’Independiente –, si dimostra un habitué delle marcature multiple: saranno ben sette al termine della stagione. L’asse con Cruijff funziona alla perfezione: il Profeta ispira, Rep segna. Nel 1972-73 l’Ajax lascia per strada solo la coppa nazionale. È però l’ultima stagione passata ad Amsterdam dal leggendario numero 14 (che poi tornerà nel biennio 1981-83). Nell’annata successiva, in cui i Lancieri centrano la Supercoppa Uefa, il De Meer si appresta a salutare anche Neskeens. Rep resta per un altro campionato prima di raggiungere i due ex compagni nella Liga. A differenza loro, che si sono accasati a Barcellona, per vestire la maglia del Valencia

La seconda parte di carriera e il titolo al Saint-Étienne 

Al biennio con i Pipistrelli, ne segue un altro nel campionato francese, dove Rep gioca con il Bastia. Tutto questo prima di trasferirsi al Saint-Étienne. Qui trova un’altra leggenda del calcio: Michel Platini. Arriva in biancoverde dopo essersi distinto con ottime prestazioni individuali che non hanno però portato titoli a livello collettivo. Se la prima annata termina con un terzo posto, quella successiva riporta in dote a Saint-Étienne il titolo dopo cinque anni. Sono 14 le reti messe a segno dall’olandese, divise in 12 gare che vedono i biancoverdi sempre uscire vittoriosi. Quello del 1980-81 è il decimo titolo per la squadra francese e resta oggi, a quarant’anni di distanza, l’ultimo storico campionato conquistato. Rimane a Saint-Étienne fino al 1983, per poi tornare in Olanda dove chiuderà la carriera con un solo grande rimpianto: “So con certezza di aver avuto la palla che poteva cambiare il destino e di averla mancata. E so che dopo aver sbagliato quel gol non mi sono preoccupato. Eravamo certi di poter cambiare risultato in qualsiasi momento”. Riferito alla finale Mondiale persa contro la Germania Ovest nel 1974.

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