Joe Cole, il talento inglese di West Ham, Chelsea e Liverpool

Joe Cole, il talento inglese di West Ham, Chelsea e Liverpool

Cresciuto nell’Academy degli Hammers, è stato uno dei calciatori più forti della sua generazione. Con Mourinho raggiunse la maturità calcistica

Alessio Abbruzzese/Edipress

8 novembre

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Londra è da sempre la città del football: decine di club che militano nei maggiori campionati, impianti da sogno, senza contare il fatto che si tratta del luogo dove alcuni ragazzi di Eton cominciano a correre con una sfera tra i piedi nel “dribbling game” verso la metà diciannovesimo secolo. La capitale inglese, di conseguenza, ha dato i natali a schiere di calciatori nel corso degli ultimi 150 anni. Uno dei più talentuosi è Joe Cole, nato all’ombra di Wembley l’8 novembre di 40 anni fa. 

Gli Esordi al West Ham e il passaggio al Chelsea

Giocatore dal talento cristallino, Joe è londinese come la Pie and Mash o come un film di Guy Ritchie. A 8 anni entra nelle giovanili del West Ham e ci resta fino ad esordire in prima squadra appena maggiorenne. Di quel gruppo diventa ben presto la stella: trequartista con un estro fuori dal comune, fa innamorare migliaia di tifosi che ogni sabato accorrono ad ammirarne le magie a Boleyn Ground. Migliaia di tifosi che purtroppo, come spesso accade nel calcio moderno, verranno sedotti e abbandonati. Nella stagione 2002/2003 infatti, anno in cui diventa capitano degli Hammers a soli 21 anni, non riesce a salvare la squadra che retrocede in Championship. Cole è in quel momento forse il giovane calciatore più desiderato d’Inghilterra e alla porta si presenta Roman Abramovich, fresco nuovo proprietario dei rivali del Chelsea, che lo porta via. Per i tifosi degli Irons è un vero e proprio tradimento.

Gli anni a Stamford Bridge con Mourinho

“Prima il Chelsea era una squadra simpatica, poi è arrivato Mourinho e ci ha fatto diventare cattivi” dirà tempo dopo parlando dei suoi anni alla corte dello Special One. Dopo un primo periodo con Claudio Ranieri, arriva sulla panchina dei Blues l’allenatore portoghese e rivoluziona totalmente l’ambiente. Il cambiamento investe anche Joe, che da trequartista puro viene spostato sulla fascia sinistra. Per molti addetti ai lavori è un delitto sprecare l’estro di Cole. Estro talmente grande da non riuscire a essere sfogato esclusivamente all’interno del rettangolo verde e che lo rende protagonista di qualche notte brava finita sui sempre attenti tabloid d’Oltremanica. Celebre la sua fuga in perfetto stile Casanova dalla finestra della signorina Keeley Hazell, procace pagina 3 del Sun, per sfuggire dalle grinfie del di lei fidanzato. Tornando al campo, alla fine avrà ragione Mou. Sulla fascia e alla corte dello Special One il numero 10 vivrà gli anni della sua maturità, alzando ben 6 trofei e segnando molti gol.

Il Liverpool e gli ultimi anni

Nel 2010 decide di salutare Londra per la prima volta nella sua vita, direzione Liverpool. Messi può fare cose incredibili, ma tutto ciò che fa lo può fare anche Joe, se non meglio” dirà il capitano Steven Gerrard all’arrivo di Cole, a testimoniare la grandissima validità tecnica del fantasista londinese. Purtroppo il talento di Joe, assopito dopo anni a cercare di far bene un ruolo non totalmente suo, comincia a latitare per non tornare mai più. Quantomeno non con la brillantezza dei primi anni. La parabola discendente lo porterà prima all’Aston Villa e poi al Coventry City nella terza divisione inglese. Il giocatore che ammaliava l’Inghilterra nel Mondiale del 2006 con uno splendido gol da fuori contro la Svezia non c’è più, come è inevitabile che sia. D’altronde si può anche raggiungere la cima dell’Everest, ma non ci si può di certo rimanere a viverci. Dopo una breve parentesi negli States appende gli scarpini al chiodo e torna in patria dove dal 2019 è assistente tecnico nell’Academy del Chelsea. Un lungo viaggio da Londra a Londra, capitale del football e casa di Joe Cole, uno dei suoi figli più talentuosi.

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