Calciomercato invernale, Recoba al Venezia e quella salvezza insperata

Calciomercato invernale, Recoba al Venezia e quella salvezza insperata

Nella sessione di riparazione del 1999 i lagunari in piena crisi si assicurarono in prestito le prestazioni di un campione che cambiò le sorti della stagione

Jacopo Pascone/Edipress

6 giorni fa

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Anche se solo in prestito, il trasferimento di Alvaro Recoba dall’Inter al Venezia, avvenuto nel gennaio del 1999, resta ancora oggi una delle operazioni di calciomercato invernale più riuscite di sempre. El Chino ha 22 anni ed è approdato in nerazzurro nell’estate del ‘97. Pupillo di Moratti, che lo ha fortemente voluto dopo averlo visionato in alcuni filmati, fantasista dalla classe sopraffina e dal mancino sublime, Recoba non è riuscito a trovare lo spazio che merita in squadra. La presenza di attaccanti come Ronaldo, Baggio, Zamorano e Ventola e di centrocampisti offensivi come Djorkaeff e Pirlo, lo ha relegato ai margini della rosa. Sono solo 74 i minuti accumulati in quattro gare tra campionato, Coppa Italia e Champions League dal Chino nella prima parte del 1998-99. Spezzoni che vanno a sommarsi alle poche presenze messe a referto nella stagione precedente, quando comunque aveva regalato sprazzi da fuoriclasse come la doppietta all’esordio contro il Brescia, nel giorno in cui San Siro accoglieva Ronaldo il Fenomeno, di fatto oscurando la prima presenza in Serie A dell’acquisto più atteso dai tempi di Maradona. “Anche io ero al debutto quel giorno, ma ero solo un ragazzo che veniva dall’Uruguay, una sorta di attore non protagonista al fianco del Fenomeno. Ebbi la fortuna di entrare contro il Brescia e feci due goal. Il giorno dopo i giornali dissero che avevo salvato l’allenatore”. (cit. Alvaro Recoba). 

L'intuzione di Marotta che cambiò la stagione 

Come dicevamo, una trattativa che ha fatto storia ma nata per caso, solo grazie a una circostanza fortunosa. Infatti il Venezia – che in campionato occupa l’ultimo posto in classifica e per questo deve assolutamente rinforzare la rosa – si butta a capofitto su Federico Giunti. Con l’ok del presidente Zamparini il dg dei lagunari – un giovane Beppe Marotta – parte alla volta di Parma per chiudere. L’imprevisto, però, è dietro l’angolo: il centrocampista gialloblù firma col Milan. Arriva proprio dal giovane Marotta l’idea geniale, fondamentale per rimediare a una circostanza inattesa che potrebbe non andare a genio all’esuberante presidente Zamparini. Contatta così il ds nerazzurro Sandro Mazzola per provare a intavolare una trattativa per il prestito di Recoba. Per tutte le circostanze sopra elencate, la buona riuscita dell’operazione converrebbe all’Inter, al Venezia e al giocatore stesso: i nerazzurri avrebbero la possibilità di vedere all’opera con continuità il talento uruguagio; i lagunari beneficerebbero delle sue prestazioni per inseguire una salvezza insperata; El  Chino potrebbe finalmente dimostrare al pubblico italiano quello che è veramente capace di fare.  “Oltre alla competenza ci vuole sempre un po’ di fortuna. Prendemmo Recoba perché mentre stavo andando a Parma a chiudere per Giunti, Oriali mi disse che Galliani aveva appena trovato un accordo con il giocatore. Chiamai Mazzola solo perché dovevo sopperire al mancato arrivo di Giunti” (cit. Beppe Marotta). 

Recoba a Venezia: sei mesi fantastici

Recoba sbarca in laguna cambiando totalmente il destino della squadra di Novellino. L’uruguagio passa nella città dell’amore i sei mesi migliori della sua altalenante carriera. In campo è un genio: dipinge con il sinistro traiettorie da vero artista. Sono 10 capolavori in 19 presenze, reti che consentono al Venezia non solo di salvarsi risalendo dall’ultimo posto in classifica, ma anche di farlo con una giornata d’anticipo. Nella partita disputata contro chi? Contro l’Inter ovviamente: uno spettacolare 3-1 al Penzo. Chino non segna, ma regala giocate di classe pura che culminano in una festa indimenticabile per Venezia e i suoi tifosi: prima l’assist per l’1-0 di Volpi, poi la punizione del 2-0, che colpisce la traversa, sbatte sulla schiena di Frey e termina in rete. Tra le 10 perle di Recoba in arancioneroverde, resta memorabile la tripletta segnata alla Fiorentina di Batistuta, con due reti arrivate grazie alle sue velenose punizioni.

Il grande amore di Moratti per Recoba 

Al termine della stagione tornerà a Milano, dove rimarrà fino al 2007 riuscendo a vincere due campionati, due Coppe Italia e due Supercoppe senza però mai mostrare appieno le potenzialità del suo immenso talento. Resterà comunque nel cuore dei tifosi interisti, soprattutto in quello di Massimo Moratti: “Recoba non è un calciatore, Recoba è il calcio. Lui ha fatto cose che i giocatori normali non fanno. Chi ho amato di più tra lui e Ronaldo? Erano due cose diverse: Ronaldo era il migliore al mondo e quindi lo ammiravo per questo, mentre Recoba non ci aspettavamo che fosse così forte. Alla fine si tende ad amare di più colui che ti sorprende e quindi dico il Chino”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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