Abel Balbo, il linguaggio del gol

Ritratto di un attaccante che in Italia è sempre stato uno dei più prolifici

Abel Balbo, il linguaggio del gol

Alessandro Ruta/EdipressAlessandro Ruta/Edipress

Pubblicato il 1 giugno 2026, 15:11

Arrivava in Italia dall'Argentina, Abel Balbo; percorso inverso rispetto a quello che facevano tanti nostri connazionali tra XIX e XX secolo. Capelli lunghi, aria da ribaldo, poi lo mettevi al centro dell'attacco e non smetteva mai di segnare. Udinese, Roma, Parma, Fiorentina: chi aveva bisogno di gol lo chiamava e lui rispondeva presente.

 

 

 

 

Doppia cifra

Impressionanti i numeri di Balbo nella sua carriera italiana: 13 stagioni, le prime 9 tutte immancabilmente in doppia cifra, tre volte persino sopra i 20 gol.

Arriva all'Udinese dal River Plate, è il 1989. Pesca sicura l'Argentina in quel periodo per le squadre italiane. I friulani retrocedono in B, ma Abel è uno dei pochi a salvarsi. Non è alto, non ha nulla in cui spicchi, ma è bravo in tutto: testa, destro, sinistro, freddo e istintivo. Nel campionato cadetto è semplicemente illegale, 22 gol in una stagione, ci vuole un altro anno di purgatorio prima di riabbracciare la A. Intanto è già entrato nel giro della nazionale argentina, che fatica tremendamente a trovare un "9" da affiancare a Maradona. A Italia '90 gioca ma non incide. L'Udinese retrocede di nuovo nel 1993 nonostante Balbo segni ben 22 gol e a quel punto, a 27 anni, è tempo di cambiare aria. Non ci fosse un marziano chiamato Van Basten che arriva a 25 reti sarebbe capocannoniere del campionato.

 

 

 

 

Con Batistuta

In giallorosso ricomincia da dove aveva smesso, segnando un gol dopo l'altro. È una Roma dove il partner d'attacco perfetto è Daniel Fonseca, una coppia sudamericana che si completa alla grandissima. Con risvolti anche comici nell'imitazione dell'uruguaiano fatta da Teo Teocoli nel programma "Mai dire Gol", in cui Fonseca-Teo parla sempre di "Valvo". È una Roma che si aggrappa sempre all'argentino nei momenti di difficoltà, nel 1995 ancora una volta scollina quota 20 gol ma c'è un suo connazionale, Gabriel Omar Batistuta, che fa meglio, con la Fiorentina: 26. Peccato che la squadra più di tot non riesca ad esprimere. Batistuta e Balbo comunque sono i due attaccanti argentini più forti del decennio, difficili forse da incastrare assieme in nazionale, ma con qualità simili, forse Abel tecnicamente un passo avanti. 

Saranno compagni di squadra, i due, nell'anno dello scudetto della Roma, nel 2001: Batigol al massimo della potenza di fuoco, Balbo come comprimario. Stesso ruolo occupato nelle stagioni precedenti al Parma e alla Fiorentina, attaccante buono per spezzoni di partita di qualità. In viola di nuovo riserva di Batistuta, in gialloblù vincitore di una Coppa Uefa. Oltre 100 gol in Serie A, uno dei migliori stranieri di sempre. Perché Abel Balbo quello sapeva fare, e non era poco. 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Quando il Psg era "piccolo", 5 calciatori di culto da ricordare

I parigini a lungo sono stati lontani parenti del club dominatore a livello europeo. Ripeschiamo quindi 5 giocatori mitici di quell'epoca in cui addirittura rischiava la retrocessione, in alcuni casi

I leoni di Ibrox e il primo trofeo europeo del calcio italiano

Il 27 maggio 1961 la Fiorentina batté i Rangers di Glasgow al Comunale e conquistò la prima Coppa delle Coppe. Fu anche il primo titolo UEFA vinto da un club italiano