Storie Mondiali: Moacir Barbosa, maledetto per sempre

Storie Mondiali: Moacir Barbosa, maledetto per sempre

Numero 1 del Brasile nel Mondiale del '50, votato miglior portiere dell'edizione; pluricampione in patria col Vasco da Gama: ha convissuto per tutta la vita con i fantasmi del Maracanazo

Paolo Marcacci/Edipress

24 novembre

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Il 16 luglio del 1950 Moacir Barbosa, ginocchiere chiare e guanti scuri, entra al Maracaná come un re, assieme a dieci compagni, con la fanfara, non per via di metafora; con le danzatrici e con un muro di folla in preda a un festeggiamento compulsivo, che non può contemplare l’attesa, che considera il risultato soltanto una variabile numerica smarrita all’interno della cifra dei presenti allo stadio. Lo stadio, già, in cui la folla deborda come la polpa di un frutto tropicale maturo che sta già lacerando la buccia. Come undici prigionieri dipinti di celeste pallido, Schiaffino e gli altri giocatori dell’Urug

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