Italia-Bulgaria USA 1994, il capolavoro di Roberto Baggio

Italia-Bulgaria USA 1994, il capolavoro di Roberto Baggio

Nel mondiale a stelle e strisce gli azzurri vinsero la semifinale contro i leoni dei Balcani trascinati dal Divin Codino

Alessio Abbruzzese/Edipress

2 settembre

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A quasi due mesi di distanza i ragazzi dell’impresa di Wembley tornano a vestire la maglia azzurra. Lo fanno all’Artemio Franchi di Firenze nel quarto turno delle qualificazioni mondiali contro la Bulgaria. Tutto questo non può che far tornare alla memoria al pallonaro popolo italico dolci ricordi che risalgono al 1994, quando contro i leoni dei Balcani ci giocammo nientemeno che una semifinale del mondiale americano.

Il 1994 e il cammino mondiale

Il nostro martoriato Paese nell’estate del 1994 usciva da due degli anni più burrascosi mai vissuti almeno dai tempi del dopoguerra. Mani Pulite aveva appena spazzato via quella che ancora oggi viene ricordata dagli storiografi come Prima Repubblica, la fiducia nel Parlamento e nelle istituzioni ha raggiunto i minimi storici e Berlusconi, per contrastare quei sondaggi che danno praticamente certa la vittoria della coalizione di centrosinistra, scende in campo in prima persona con un programma liberale, vincendo nelle elezioni di fine marzo. Ma agli occhi degli italiani si sa, per quanto importanti, la totalità degli accadimenti politici cade pressoché nell’insignificanza di fronte a tre parole: Campionato del Mondo

Il torneo per la Nazionale guidata da Arrigo Sacchi inizia subito in salita. Complici probabilmente anche le temperature proibitive in cui si giocano spesso le partite del mondiale USA, gli azzurri faticano ad assimilare il dispendioso gioco del tecnico di Fusignano, perdendo il match d’esordio per 1-0 contro l’Irlanda. Nelle successive due gare l’Italia sconfigge la Norvegia e pareggia con il Messico, legando il passaggio del turno ad un complicato incastro di differenza reti. Alla fine viene ripescata come miglior terza grazie alla goleada della Russia sul Camerun, ma le polemiche e le critiche travolgono Sacchi, reo di aver quasi perso il treno degli ottavi in un girone tutto sommato non proibitivo. Anche il turno successivo è un’autentica agonia: gli azzurri acciuffano il pareggio in extremis dopo essere stati sotto per quasi tutto il match contro una modestissima Nigeria, prima di vincere per 2-1 nei supplementari. Con lo stesso risultato, anche se maturato nei 90 minuti, la Nazionale supera la Spagna ai quarti, grazie al gol del solito Roberto Baggio a tre minuti dal termine.

Italia-Bulgaria, la vittoria di Baggio e di Pirro

In semifinale ad attendere gli azzurri di Sacchi c’è la Bulgaria, una formazione solida trascinata da una generazione di fenomeni guidati da Hristo Stoickov. La nazionale italiana, a differenza di tutte le uscite precedenti, inizia bene la gara e dopo 25 minuti è sopra di due gol grazie alle reti del solito, magnifico Divin Codino. Quasi allo scadere della prima frazione Pagliuca atterra Sirakov in area concedendo ai bulgari un tiro dal dischetto, prontamente trasformato in gol da Stoickov. 

Nella ripresa l’11 di Sacchi si difende con diligenza e riesce a portare a casa il passaggio del turno. Nonostante l’euforia collettiva però, la vittoria sui bulgari si rivelerà la più classica delle vittorie di Pirro. Durante la seconda frazione infatti usciranno per infortunio sia Dino che Roberto Baggio, con quest’ultimo che aveva fino ad allora rappresentato forse l’unico spiraglio di luce nel buio della trequarti azzurra. Costacurta viene ammonito, vedendosi così costretto a saltare la finale, e aggiungendosi alla lista degli indisponibili. Al netto delle numerose defezioni,  con  Roberto Baggio e Franco Baresi a mezzo servizio, l’Italia non riuscirà a superare il Brasile nella compianta finale di Pasadena.

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