Il cuoio

Lamberto Zauli: talento puro al servizio di Vicenza, Bologna e Palermo

Nato il 19 luglio 1971, è stato un fedelissimo di Guidolin: per la sua classe avrebbe meritato di più. Resta un’icona tra le provinciali

In Serie A, nella stagione 1997-98, ci sono talmente tanti fenomeni che la lista sarebbe troppo lunga. Tutti gli occhi sono puntati su Ronaldo, appena arrivato all'Inter, ma in provincia ci sono delle straordinarie sorprese. Amoroso e Bierhoff trascinano l'Udinese al terzo posto in classifica, mentre a Vicenza esplode il talento di Lamberto Zauli

Caratteristiche

Non un trequartista, non un esterno d'attacco: un "dieci e mezzo". Prelevato dal Ravenna, fa il suo esordio tra i grandi tardi, a 26 anni. Non importa, a lui basta poco per diventare la rivelazione del campionato: segue i consigli del mentore Francesco Guidolin e accarezza il pallone in maniera differente. Destro o sinistro è uguale: è alto e coordinato, ma soprattutto ragiona con la palla tra i piedi. Difende la sfera egregiamente e la smista come pochi. Piedi sensibili e istinto da fuoriclasse: un giocatore lucido, che sa fare la differenza. Generoso coi compagni, cerca più spesso la rifinitura che la porta e sa sacrificarsi per la squadra. 

Gli anni a Vicenza

Le doti tecniche e quelle atletiche si mischiano perfettamente: è il gioiello della squadra che incanta mezza Europa e giunge fino alla semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea. Quel gol ai Blues nella gara d'andata rimane una perla indelebile nell'immaginario collettivo di tutti gli appassionati di calcio: un aggancio da favola e un sinistro all’angolino su cui De Goey non può nulla. Il Vicenza vince 1-0 al Menti. Nella gara di ritorno un’altra magia regala a Pasquale Luiso l’assist per l’1-0 a Stamford Bridge, ma il Chelsea reagisce e la ribalta grazie alle giocate dei “nostri” Gianfranco Zola e Gianluca Vialli. Una serata storica dai risvolti amari, anche vista la rete annullata al “Toro di Sora” per un presunto fuorigioco. Resta a Vicenza altre tre stagioni scendendo in B nel ’99 e ritrovando subito la A nella stagione successiva che terminerà poi con un’altra retrocessione. 

Le due esperienze a Bologna, Palermo e Sampdoria

Nel 2001-02 si trasferisce a Bologna e ritrova Guidolin in panchina. La stagione è ancora da incorniciare: a conti fatti, solo quattro sconfitte nelle ultime sei gare di campionato negano ai rossoblù una storica qualificazione in Champions League. Nel 2002 Zamparini lo porta a Palermo. In seguito a un brutto infortunio che lo tiene lontano dai campi per quattro mesi e al sesto posto centrato con i rosanero in Serie B, nel 2003-04, con il 10 sulle spalle, ritrova nuovamente il suo maestro Guidolin in panchina (subentrato a stagione in corso a Silvio Baldini) e, nonostante gli infortuni che continuano a tormentarlo, contribuisce al ritorno dei siciliani in Serie A a 31 anni di distanza dall’ultima volta. Con i rosanero centra poi una storica qualificazione in Coppa Uefa prima di salutare tutti e trasferirsi a Genova per vestire il blucerchiato. Con la Samp il feeling non sboccia e nella sessione di mercato invernale torna ancora a Bologna per disputare un campionato e mezzo nella serie cadetta con Ulivieri in panchina. Chiude la carriera con le ultime due annate con la Cremonese in C1 e con il Bellaria Igea Marina nella Seconda Divisione di Lega Pro.

Un calciatore straordinario salito alla ribalta troppo tardi, che per il suo talento avrebbe meritato senza dubbio di più. Resta comunque “l’Anatrone" di Renzo Ulivieri, lo "Zidane della Serie B", il fuoriclasse di Guidolin, un’icona di provincia: semplicemente il "Principe", Lamberto Zauli.