F1, GP di Monaco: Panis e la Ligier eroi per un giorno

F1, GP di Monaco: Panis e la Ligier eroi per un giorno

Il 19 maggio 1996 il francese ottenne a Montecarlo la sua prima e unica vittoria in Formula 1 al termine di una "pazza" corsa sotto la pioggia

Daniele Drago/Edipress

23 maggio

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C'è un mantra ormai abusato in F1 che sostiene che a Montecarlo non si possa sorpassare per via della conformazione del circuito più glamour del mondo. Vero a metà. Le strade del Principato sono sì strette, ed è vero che i risultati delle qualifiche determinano spesso le posizioni finali. Ma ci sono delle varianti da non trascurare. Potrebbe spiegarlo bene Olivier Panis, un ragazzo francese che per dieci anni ha corso in Formula 1, diventando l'inaspettato eroe per un giorno in una piovosa domenica di maggio.

Partenza pazza

Mondiale 1996, 19 maggio. Due grandi favoriti, la Williams di Damon Hill e la Ferrari di Michael Schumacher. Sono loro a partire in prima fila dopo le qualifiche del GP di Montecarlo. Al 14° posto c’è Panis a bordo di una Ligier che non è più la scuderia che negli anni '70 lottava per il titolo. Il miglior risultato raggiunto dal francese in stagione è un 6° posto ottenuto in Brasile, a San Paolo, lì dove due anni prima aveva debuttato in F1. Nel Principato si abbatte un temporale che termina poco prima dell'inizio della gara. Qualche costruttore decide di partire con le gomme rain, qualcuno con le asciutte, pronosticando un rapido miglioramento dell’asfalto. Scelta infelice. Lo capisce subito Jos Verstappen, papà di Max, che va a sbattere con la sua Footwork subito dopo la partenza. L'olandese non è l'unico ad avere problemi. Dopo un solo giro infatti Fisichella, Lamy, Barrichello, ma soprattutto Schumacher, fanno compagnia al guard rail.

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La scalata

Panis comincia l'improbabile rimonta. Sorpassa la Jordan di Brundle dopo un lungo inseguimento, poi Hakkinen. Nel frattempo Hill comanda la gara, seguito da un arcigno Alesi.
Non appena il cielo monegasco scaccia le prime nuvole, il francese, Hill e Irvine sulla seconda Ferrari montano le gomme d'asciutto, risultando i tre più veloci in pista. I 10 cilindri del motore Honda cavalcano all’impazzata. Panis, 4°, spinge sull'acceleratore e si accorge di realizzare costantemente il tempo più veloce: gira addirittura 5 secondi più veloce della Williams. Al tornante del Mirabeau sfrutta uno spazio interno lasciato da Irvine e supera il nordirlandese, che schianta la sua F310 contro le barriere. La Ligier è sul podio.

Un momento di gloria

La pazza giornata di Monaco non è ancora finita. Al 40° giro, Hill vede il fumo fuoriuscire dal motore. L'inglese scende dalla macchina infuriato con tutto e tutti. Si consolerà a fine stagione vincendo il titolo piloti.
Nel frattempo, tra yacht, alberghi di lusso e cordoli, ci sono due francesi a giocarsi la vittoria. Alesi e la sua Benetton sono davanti, Panis insegue.
Poi, è ancora il destino a intervenire per il pilota Ligier. Al 60° giro, le sospensioni tradiscono Alesi, e Panis va in testa. A quel punto, succede di tutto. I ritiri si susseguono senza sosta. A fine gara, rimangono 4 piloti su 22 partenti. Il più vicino a Panis è David Coulthard su McLaren. Lo scozzese ci prova, ad avvicinarsi. Ma per Panis gira tutto bene. E alla fine, è lui a tagliare il traguardo.
È la sua prima e unica vittoria in F1. A distanza di 17 anni dal suo ritiro, ancora oggi viene ricordato quel giorno di pioggia a Monaco. Abbasso i mantra: le corse "pazze" servono anche a smentirli.

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