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Formula 1, presentazione Gp Ungheria

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 24 luglio 2026, 11:05
L’ultima tappa prima della pausa estiva. Dopo la vittoria di Andrea Kimi Antonelli in Belgio andata in scena domenica scorsa sull’iconico circuito di Spa-Francorchamps, la Formula 1 approda sul circuito dell’Hungaroring per il Gp d’Ungheria, undicesima prova del Mondiale 2026.
Una pista, quella magiara,che da sempre viene considerata dai piloti come una Montecarlo senza muri dove è fondamentale avere un buon telaio, una buona trazione ma anche una buona aerodinamica, e sopratutto dove la power unit è meno importante rispetto ad esempio ai circuiti di Silverstone o di Spa, in cui la Formula 1 ha disputato le precedenti due gare di campionato.
Valutando, quindi, tutti gli aspetti, non possiamo non indicare la Mercedes come potenziale favorita: vero, come sopra detto, all’Hungaroring il motore non è fondamentale, ma la W17 si è contraddistinta anche per la bontà del suo telaio, e a Monaco per la buona percorrenza delle curve a bassa velocità. Ecco, quindi, perché Antonelli così come Russell (scoperto sulla sua power unit un bug sul software che portava a concentrare l’erogazione della potenza nella parte iniziale del giro, lasciando poi il pilota inglese sia a Silverstone che a Spa senza potenza nel proseguo del giro, con Mercedes che ha provveduto a correggere prontamente il problema) potrebbero potenzialmente essere favoriti anche sulla pista magiara.
Tra i potenziali contendenti per la vittoria merita di essere considerata anche la Ferrari: il circuito sulla carta sembra sposare in pieno le caratteristiche tecniche della SF-26, esaltando non solo l’ottimo telaio ma anche il buon comportamento della Rossa nell’affrontare le curve a medio-bassa velocità. C’è solo un aspetto, però, sul quale andrà valutata molto bene la Ferrari: il passo gara.
Se Barcellona, Silverstone e Spa-Francorchamps nonostante fossero piste di motore avevano fatto emergere il potenziale della SF-26 (aldilà dell’aggiornamento ADUO-1 o dell’ottimo assetto trovato dalla scuderia di Maranello) in quanto piste front-limited (evidenziando la bontà dell’asse anteriore nel non far degradare eccessivamente le gomme anteriori), quella dell’Hungaroring è una pista rear-limited, cioè tendente a surriscaldare e a far degradare maggiormente le gomme posteriori.
Già in Austria su una pista rear-limited la Ferrari aveva sofferto non poco sul passo gara, ma dopo quella corsa era stata poi ipotizzata una potenziale sofferenza del turbo Ferrari in altura oltre a un assetto non del tutto perfetto.
Sotto questo aspetto, quindi, l’Hungaroring rappresenterà un esame molto importante per la scuderia di Maranello (che porterà un aggiornamento dell’ala Macarena pensato per le piste da alto carico, e contraddistinto sia dalla presenza di un hanger flap sul bordo d’uscita del flap superiore dell’ala, che dalla presenza di tre elementi su due supporti verticali, e che verrà testato nella FP1 in comparazione con l’ala Macarena fin qui utilizzata per poi valutare un suo effettivo utilizzo anche nel proseguo del weekend) per capire se quello dell’Austria è stato un episodio isolato o se realmente la SF-26 potrebbe soffrire un maggior degrado alle gomme posteriori sulle piste rear-limited: qualora l’esecuzione dovesse perfetta e l’assetto dovesse essere corretto sia Charles Leclerc che Lewis Hamilton potrebbero essere in lotta per la vittoria (o nella peggiore delle ipotesi per il podio), qualora lo scenario dovesse essere differente, avremmo la conferma definitiva delle difficoltà della SF-26 sulle piste rear-limited, con Leclerc e Hamilton chiamati a una gara di difesa nonostante sulla carta la pista dell’Hungaroring si sposi con le caratteristiche della SF-26.
Assieme a Mercedes e Ferrari merita di essere inserita tra i potenziali candidati alla vittoria anche la McLaren: il team di Woking domenica scorsa in Belgio ha molto ben impressionato per il suo passo gara (sopratutto con Lando Norris), caratterizzato da un eccellente secondo settore per via del maggior carico aerodinamico introdotto sulla MCL40. Visto e considerato che l’Hungaroring è una pista da alto carico aerodinamico e che proprio in Ungheria la McLaren porterà un pacchetto di aggiornamenti pensato per le piste più lente (un nuovo fondo in primis simile a quello Ferrari, ma anche altre novità, con in più l’ala rotante progettata dal team di Woking che verrà testata nella FP1 da Fornaroli e poi smontata in vista del possibile debutto a Monza), anche Norris e Piastri potrebbero essere dei potenziali candidati per la vittoria.
Gara sulla carta più complicata in casa Red Bull, con Verstappen chiamato comunque a dare il massimo, al pari di Hadjar. Entrambi i piloti potranno però tornare a contare sull’ala posteriore rotante (riveduta e corretta dopo il malfunzionamento che aveva portato al doppio incidente di Verstappen in qualifica in Austria e in gara a Silverstone).
Il Gp d’Ungheria vedrà infine il debutto della versione B dell’Aston Martin AMR-26, con Adrian Newey che ha preferito rifare completamente ex novo la monoposto piuttosto che apportare delle modifiche alla macchina che abbiamo visto fino a questo momento nelle dieci gare di campionato fin qui disputate. In attesa dell’aggiornamento della power unit Honda previsto a Zandvoort, è chiaro come con questa versione B (si ipotizza un telaio e un cambio profondamente alleggeriti, con muso e ala anteriore di nuova concezione, mentre le sospensioni dovrebbero rimanere invariate) Aston Martin si giochi molto del proprio futuro non solo in campionato (con l’obiettivo da qui alle prossime gare di entrare stabilmente nella top 10), ma anche sul fronte piloti (con Alonso che in caso di ulteriori risultati negativi potrebbe decidere di lasciare la squadra, per tornare il prossimo anno in Alpine al fianco di Pierre Gasly per la sua ultima stagione in Formula 1).
Un cenno, infine, alle condizioni meteo, che dovrebbero presentare nell’arco del weekend un cielo sostanzialmente sereno o comunque poco nuvoloso, con il vento che dovrebbe aumentare sopratutto nella giornata di domenica, nell’ordine dei 15-30 Km/h.
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