Temi caldi
La Formula 1 e le modifiche alla ripartizione di potenza e all’ADUO

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 11 maggio 2026, 17:24
Le modifiche all’ADUO
La ripartizione di potenza delle power unit 2026 non è stata l’unica cosa soggetta a modifiche da parte della Federazione: esattamente 24 ore prima (giovedì 7 maggio) il Consiglio mondiale FIA aveva infatti approvato alcuni correttivi all’ADUO, il meccanismo studiato per aiutare i motoristi maggiormente in difficoltà a ridurre e a limitare quanto prima lo svantaggio tecnico per quanto concerne la potenza del solo motore termico nei confronti della power unit di riferimento (la Mercedes).
Se in precedenza era prevista la misurazione della prestazione media di ciascun costruttore di power unit ogni sei gare da parte della Federazione, con la possibilità per il motorista con potenza più bassa del 2% rispetto al motore termico più competitivo di poter contare su un aggiornamento in più sia nella stagione corrente che in quella successiva (potendo contare su un maggior numero di ore al banco prova e una maggiore quantità di denaro extra budget cap per poter sviluppare il proprio motore), alla luce della momentanea cancellazione dei Gp di Bahrain e Arabia Saudita lo scorso aprile (che la FOM vorrebbe recuperare nella parte conclusiva della stagione, situazione Medio Oriente permettendo) è stato deciso che la prima valutazione ADUO verrà comunicata dopo la quinta gara (Gp del Canada), a cui seguiranno ulteriori valutazioni dopo l’undicesima gara (Gp Ungheria) e non più la dodicesima, e infine dopo la diciottesima gara.
Un’ulteriore novità riguarda le fasce di attribuzione dell’ADUO: se in precedenza il regolamento prevedeva un deficit di potenza del motore termico minore al 2% (con nessun’ora aggiuntiva al banco), compreso tra 2 e 4% (con 70 ore in più al bianco prova), compreso tra 6 e 8% (con 150 ore in più al banco prova), e compreso tra 8 e 10% (con 190 ore in più al banco prova), la Federazione nell’aggiornamento approvato il 7 maggio ha inserito una nuova fascia relativa al deficit di potenza maggiore del 10% (con 230 ore in più al banco prova).
Modificata anche la soglia economica che i motoristi potranno detrarre dal budget cap per aggiornare il proprio motore: se l’ADUO minore del 2% non porterà ad alcun tipo di detrazione, l’ADUO compreso tra il 2 e il 4% porterà a una detrazione di 3 milioni di dollari, l’ADUO tra il 4 e il 6 % a una detrazione di 4 milioni e 650 mila dollari, l’ADUO tra il 6 e l’8% a una detrazione di sei milioni e 350 mila dollari, l’ADUO tra l’8 e il 10% a una detrazione di 8 milioni di dollari, e infine l’ADUO superiore al 10% porterà a una detrazione quantificabile in 11 milioni di dollari.
Attenzione, però: solo e unicamente per il 2026, in caso di ADUO superiore al 10% il motorista oltre ai suddetti 11 milioni di dollari potrà contare anche su un extra bonus di 8 milioni, con in totale 19 milioni di dollari da spendere per risistemare la propria power unit nel biennio 2026-2027.
Proprio questa improvvisa decisione da parte della Federazione di introdurre una nuova categoria ADUO superiore al 10% non può far sorgere il dubbio che in qualche modo questa nuova fascia possa essere rivolta ad Honda (che da quest’anno supporta il team Aston Martin), che nelle prime quattro gare stagionali fin qui disputate in Australia, Cina, Giappone e Miami ha evidenziato un notevole ritardo tecnico e prestazionale rispetto non solo ai principali competitor (sotto il profilo motoristico), ma anche considerando le altre squadre (emblematico il fatto che al momento Aston Martin stia gareggiando più che altro contro il neonato team Cadillac, con Racing Bulls avanti rispetto a queste squadre di almeno un secondo). Una cosa, comunque, è certa: solo la comunicato della Federazione atteso dopo il Gp del Canada ci aiuterà a capire con profonda precisione quali saranno i motoristi che necessiteranno dell’ADUO (con Ferrari ad esempio al momento in bilico tra il 2 e il 4%), e sopratutto in che percentuale, per meglio definire gli aggiornamenti su cui potranno contare non solo nel corso della stagione corrente, ma anche e sopratutto in ottica 2027.
2 di 2
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
