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F1 Miami: vince Antonelli, harakiri Leclerc

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 5 maggio 2026, 11:33
Ferrari: Hamilton sesto, Leclerc ottavo e penalizzato

Da una parte un’occasione sprecata per il podio (o alla peggio per il quarto posto), dall’altra la consapevolezza che sopratutto lato motore il lavoro da fare è ancora tanto. La Ferrari lascia Miami con il sesto posto di Lewis Hamilton e l’ottavo posto di Charles Leclerc (sopra raffigurato) al termine di una gara in cui la Rossa ha raccolto molto meno di quanto seminato.
PURE CHAOS AT THE START!
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Here's how the Miami Grand Prix start unfolded ⬇️#F1 #MiamiGP pic.twitter.com/LVdxET24Et
Al via il pilota monegasco parte molto bene mettendosi di fatto a sandwich tra la Mercedes di Antonelli e la Red Bull di Verstappen, e, in prossimità di curva 1 (una volta intuita l’intenzione di entrambi i piloti di allungare la frenata) decide di fare il contrario, anticipando a sua volta la frenata: se Antonelli e Verstappen finiscono per compiere un bloccaggio per via delle gomme nel frattempo raffreddatesi, Leclerc riesce a frenare al punto giusto e a prendere la testa della corsa, con Verstappen che proverà in un ultimo tentativo disperato di bloccare il ferrarista, salvo perdere il retrotreno ed andare in testacoda, ripartendo dalla nona posizione. Davanti Leclerc subisce sul finire del quarto giro il sorpasso di Antonelli, salvo poi controsorpassarlo nella tornata successiva tra curva 9 e curva 10, riuscendo poi a gestire la situazione guadagnando nei tratti guidati (dove la SF-26 evidenzia un eccellente comportamento) salvo poi soffrire nei tratti rettilinei, dove emergono i limiti di potenza della power unit Ferrari.
Leclerc probabilmente sarebbe riuscito in quella prima parte di gara a gestire con la medesima strategia anche i possibili attacchi ad opera della McLaren di Lando Norris (che nel frattempo aveva superato Antonelli), ma l’ingresso della Safety Car (necessaria per rimuovere sia la Red Bull di Hadjar che l’Alpine di Pierre Gasly, entrambi costretti al ritiro per due differenti incidenti) cambia completamente lo scenario a beneficio dei motorizzati Mercedes.
Una volta rientrata in pitlane la Safety Car, Leclerc infatti ha molto più vicini sia Norris che Antonelli, e non potendo più contare sul vantaggio creatosi in precedenza subisce non solo il sorpasso di Norris nel corso del tredicesimo giro, ma anche da Antonelli poche curve dopo, con Charles che riuscirà momentaneamente a riprendersi la seconda posizione, salvo poi arrendersi definitivamente nel corso della tornata successiva, quando subisce un attacco tra curva 10 e curva 11 in cui si palesa in maniera piuttosto evidente la differenza di velocità di punta tra la Mercedes del pilota bolognese e la Rossa del monegasco. Sceso in terza posizione, Leclerc vede anche arrivare la McLaren di Piastri, che nel corso del 17°giro supera poco prima di curva 8 la Rossa per la maggiore velocità di punta garantita dalla power unit Mercedes, con Charles abile a controsorpassare in curva 11 e tornare in terza posizione, in una fase in cui però comincia ad accusare anche una maggiore usura sulle gomme medie per via della maggiore difesa sui tratti guidati, ben evidenziata non da un sovrasterzo accusato in curva 7, che aveva portato il pilota australiano della McLaren ad avvicinarsi a lui.
Nel corso del 21°giro Russell decide di anticipare la sosta ai box, e la Ferrari decide nel corso della tornata successiva di rispondere alla mossa Mercedes facendo fermare Leclerc, ma in occasione della sosta i meccanici sono un po' più lenti del solito (impiegando 3.7 secondi), con il pilota monegasco che rientra così in pista alle spalle del pilota inglese. Leclerc riuscirà nel corso del 31°giro a superare Russell, e a dare il via alla rimonta quantomeno per il terzo posto, visto e considerato che una volta passato sulle gomme dure il pilota monegasco sembra non riuscire ad emulare il passo sia di Antonelli che di Norris, decisamente più veloci di lui.
Sul finire del 47°giro Leclerc riesce (seppur con fatica) a superare Verstappen salendo così al terzo posto, ma alla sue spalle si vede minacciosamente l’ombra della McLaren di Piastri, che, una volta superata la Red Bull del campione olandese si avvicina sempre più alla Rossa del pilota monegasco.
Leclerc probabilmente intuisce che difficilmente negli ultimissimi giri riuscirà a resistere agli attacchi del pilota australiano, e così nel corso del penultimo giro mette in scena quella che nella sua mente rappresenta la soluzione perfetta, ma che in realtà si trasformerà in un clamoroso harakiri, dalle conseguenze drammatiche pensando all’esito della gara.
Preso atto che in rettilineo Piastri lo avrebbe passato con semplicità vista anche la forza della power unit Mercedes, anziché difendersi, Leclerc decide spontaneamente di alzare il piede in rettilineo (facendo così chiudere le ali anteriore e posteriore e passando di fatto dalla modalità Boost alla modalità Curve) nel corso del penultimo giro, in modo tale, una volta subito il sorpasso ad opera di Piastri, di sfruttare tutta la potenza sul rettilineo del traguardo attraverso la modalità Overtake e riprendersi così la posizione, da difendere poi nel corso dell’ultimo giro sfruttando il tratto guidato.
Le cose, purtroppo non andranno del tutto nel modo in cui voleva Charles: se sfruttando il rettilineo compreso tra curva 16 e curva 17 Piastri riuscirà a sopravanzare Leclerc, il pilota monegasco si renderà poi conto che in quelle ultime fasi di gara la McLaren può contare su una trazione decisamente migliore rispetto a quella della Rossa, con Piastri che di fatto si allontana sempre di più. Leclerc cerca disperatamente di restargli vicino, ma arrivato in curva 3 perde il posteriore della sua monoposto, e finisce per toccare un muretto, andando a danneggiare irrimediabilmente la sospensione anteriore sinistra della sua SF-26.
A WILD RIDE for Charles Leclerc! #F1 #MiamiGP pic.twitter.com/6LvWjJGzpb
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La conclusione del giro si rivelerà essere un’autentica sofferenza per Leclerc, il quale non riesce più a curvare a destra, e per questo finisce per tagliare un po' tutte le curve a destra pur di arrivare al traguardo, subendo nel frattempo i sorpassi ad opera di Russell (con cui ci sarà anche una toccata) e di Verstappen.
This battle to the finish line!!
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Russell and Verstappen JUST get past Leclerc at the flag #F1 #MiamiGP pic.twitter.com/lNb0EQ9R2J
Il pilota monegasco alla fine riuscirà a tagliare il traguardo in sesta posizione, ma a gara finita verrà punito con una penalità di venti secondi (trasformata in Drive through) dalla Direzione Gara per aver tagliato più volte la pista (al fine di avere un vantaggio) retrocedendo così dal sesto all’ottavo posto finale.
Intervistato al termine della gara da Mara Sangiorgio (Sky), Leclerc non ha esitato ad attribuirsi l’intera responsabilità dell’errore in curva 3, definito inaccettabile, rammaricandosi del fatto che dopo un inizio di stagione quasi perfetto da parte sua era ora arrivato questo errore, non mancando di chiedere scusa ai tifosi, visto e considerato che fino al penultimo giro aveva comunque fatto considerato tutto una buonissima gara nonostante la mancanza di passo, e che purtroppo all’ultimo giro aveva buttato tutto nel cestino tutto il lavoro fatto dalla squadra.

Se Leclerc chiude in ottava posizione una gara che senza particolari colpi di testa avrebbe potuto concludere in quarta posizione alle spalle di Piastri, altrettanto complicata è stata la gara di Lewis Hamilton (sesto dopo la penalizzazione di Leclerc) che al via in un contatto con l’Alpine di Franco Colapinto ha subito il danneggiamento del fondo e del sidepod, accusando poi un surriscaldamento del motore per via delle alte temperature accusate a Miami, e riuscendo miracolosamente a portare al traguardo la macchina. L’eptacampione del mondo inglese al termine della gara è stato molto chiaro ai microfoni di Mara Sangiorgio (Sky), affermando che nel complesso la SF-26 è un’ottima monoposto, forse anche la migliore, ma quello di cui in questo momento c’è davvero bisogno è un aggiornamento del motore (andando così a invocare l’ADUO), visto e considerato che a detta di Hamilton in questo momento è molto complicato lottare contro la potenza delle power unit Red Bull e Mercedes. Lewis è convinto che ci vorrà parecchio tempo per colmare il divario motoristico e recuperare terreno, ma è altrettanto sicuro del fatto che la squadra ci riuscisse la Rossa potrebbe a quel punto essere veramente in lotta per le vittorie.
Una considerazione, quella di Hamilton, che rispecchia perfettamente quanto visto a Miami: la SF-26 si conferma un’ottima monoposto, dotata di un buon telaio e di un’eccellente aerodinamica, come conferma la sua superiorità sia in curva che in frenata. Dove la Rossa, purtroppo, soffre, è chairamente in rettilineo, dove la superiorità della power unit Mercedes (così come in alcuni frangenti di quella Red Bull) si è chiaramente vista, con la Ferrari chiamata nelle prossime settimane a dare una risposta, contando sull’ADUO che nel weekend del Canada la Federazione dovrebbe attribuire (non si sa ancora se al 2 o al 4%) alla scuderia di Maranello.
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