Formula 1, presentazione Gp Miami

La Formula 1 riparte dal Miami International Autodrome per la disputa della quarta prova del Mondiale 2026, così come della seconda Sprint stagionale
Formula 1, presentazione Gp Miami
© Formula 1

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 30 aprile 2026, 18:54

Un doppio, significativo banco di prova. Dopo la pausa forzata dovuta alla guerra in Iran con il (provvisorio?) annullamento delle gare di Bahrain e Arabia Saudita programmate nel mese di aprile, la Formula 1 è pronta a riprendere il suo cammino da Miami (quarta prova del Mondiale 2026), da una parte con l’obiettivo di verificare se i correttivi al regolamento adottati dopo la votazione svoltasi lo scorso 20 aprile siano effettivamente serviti a limitare (per quanto ovviamente possibile) le criticità emerse nelle prime tre gare di campionato in Australia, Cina e Giappone, dall’altra con l’incognita legata al maltempo, che potrebbe mettere seriamente a rischio (come vedremo più avanti) la disputa della gara in programma domenica. 

Sotto il profilo regolamentare dopo le criticità emerse in qualifica (con i piloti impossibilitati ad esprimere il proprio talento sul giro secco, in quanto trasformati in dei semplici gestori della batteria, prontamente puniti dall’elettronica in caso di errore) così come in gara (con sorpassi innaturali favoriti dalla differente carica e gestione della batteria, non dal talento del pilota), c’è grande attesa per capire se i correttivi (modifiche ai parametri di gestione dell'energia, tra cui una riduzione della ricarica massima consentita da 8 a 7 MJ; potenza di picco del superclipping aumentata a 350 kW rispetto ai precedenti 250 Kw; potenza massima disponibile tramite il Boost ora limitata a +150 kW in modo da ridurre improvvise differenze di prestazioni; erogazione di potenza dell'MGU-K mantenuta a 350 kW nelle zone di accelerazione chiave dall'uscita di curva al punto di frenata, limitandola però a 250 kW in altre parti del giro) potranno essere più o meno efficaci. 

Soffermandoci sugli aspetti più prettamente tecnici, è indubbio che in questo mese di pausa forzata le squadre non siano rimaste ferme, sviluppando ulteriormente non solo le novità inizialmente previste per il Bahrain, ma anche realizzandone di nuove, con l’obiettivo di ampliare il proprio vantaggio o di ridurre il proprio distacco nei confronti del leader, e non è un caso se la Federazione abbia ampliato la durata della FP1 (l’unica in questo fine settimana, essendo anche prevista la Sprint) da 60 a 90 minuti. 
Se la Mercedes (forte della sua superiorità tecnica che la vede con Antonelli e Russell in testa alla Classifica Piloti, così come alla Classifica Costruttori) nel filming day andato in scena nei giorni scorsi a Silverstone ha lavorato per risolvere una volta per tutte il tallone d’Achille rappresentato dalle partenze (alla luce delle 21 posizioni perse complessivamente dai propri piloti al via dei Gp di Australia, Cina e Giappone così come della Sprint della Cina) senza portare in apparenza particolari novità tecniche, differente è stato invece il lavoro di Ferrari e Red Bull. 
Nel corso del filming day andato in scena lo scorso 22 aprile a Monza, infatti, la scuderia di Maranello non solo ha potuto provare la versione riveduta e corretta dell’ala posteriore Macarena, ma anche un nuovo fondo e delle nuove specifiche di ali, che rivedremo sicuramente a Miami. 
Novità anche in casa Red Bull, con il team austriaco che ha sfruttato il filming day andato in scena a Silverstone per provare una nuova ala anteriore, una carrozzeria con un differente disegno delle pance e la presenza di alcune alette sull’Halo come già visto sulla Rossa, e infine la nuova ala posteriore, che presenta un funzionamento identico all’ala Macarena adottata dalla Ferrari, con i flap che anche in questo caso ruotano di 180 gradi in rettilineo. 
Differente, invece, l’approccio in casa McLaren, la quale scenderà in pista a Miami presentando direttamente i dovuti aggiornamenti, senza passare tramite il filming day. 

Una cosa, comunque, è chiara: dando per scontata la netta superiorità della Mercedes a Miami (con Russell e Antonelli in lotta per la vittoria sia per la Sprint che per il Gp domenicale), Ferrari, McLaren e Red Bull auspicano con i rispettivi aggiornamenti di essersi riavvicinati al team tedesco, o comunque di essere la seconda forza in campo alle spalle della squadra guidata da Toto Wolff. 

In questo quadro rischiano di giocare un ruolo determinante le condizioni meteo, con il Gp di Miami in programma domenica addirittura a serio rischio svolgimento: se le giornate di venerdì (con la disputa di FP1 e qualifiche Sprint) e sabato (con la disputa della Sprint e delle qualifiche del Gp domenicale) dovrebbero essere all’insegna del cielo sereno con temperature nell’ordine dei 32 gradi, differente è lo scenario previsto per la giornata di domenica, un serio peggioramento che dovrebbe portare dei rovesci nella fascia oraria destinata alla gara (50% la possibilità di pioggia alle 16 locali, le 22 in Italia), ma sopratutto una vera e propria tempesta di fulmini. Cosa, questa, che se confermata, potrebbe portare alla sospensione, se non addirittura alla cancellazione della gara, alla luce della rigido protocollo esistente negli States, che vieta ogni genere di attività sportiva all’aperto in presenza di fulmini. 
Non possiamo non pensare sotto questo aspetto a quanto avvenne lo scorso 28 giugno in occasione della partita di calcio tra Benfica e Chelsea (valida per gli ottavi di finale del Mondiale per Club), che venne sospesa addirittura per ben due ore all’altezza dell’ottantaseiesimo minuto proprio a causa delle pessime condizioni meteo.  

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