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La guerra in Iran e le modifiche al calendario di F1, Wec e MotoGp

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 18 marzo 2026, 17:57
Un atto dovuto, non solo nei confronti dei piloti ma anche del proprio personale e del pubblico. Alla luce della delicata situazione legata alla guerra in Iran (iniziata lo scorso 28 Febbraio con i primi attacchi ad opera di Stati Uniti e Israele, e che ha portato Teheran a colpire ogni obiettivo o base legato agli americani situato nell’area del Golfo Persico, e con Israele al contempo intenta ad attaccare il Libano dopo aver subito alcuni attacchi ad opera di Hezbollah), i principali campionati motoristici hanno deciso di non correre (o di posticipare nell’arco della stagione corrente) le gare che da qui alle prossime settimane si sarebbero dovute svolgere in Medio Oriente. È il caso della Formula 1, che a poche ore dalla disputa del Gp di Cina ha ufficializzato la sua intenzione (presa in accordo con la FIA) di non correre ad aprile i Gp che si sarebbero dovuti disputare in Bahrain e in Arabia Saudita. Ancor prima della Formula 1 era stato il Mondiale endurance (Wec) a ufficializzare il rinvio della gara inaugurale (la 1812 Km del Qatar) in programma il prossimo 28 marzo alla luce della delicata situazione mediorientale, riprogrammandola poi per il 22-24 Ottobre prossimi.
Situazione simile anche per quanto riguarda le due ruote, con il Gp del Qatar (quarta prova della MotoGP, inizialmente in programma Domenica 12 Aprile) che è stato rinviato al prossimo 8 Novembre.
Se la massima serie motoristica spera nell’arco della stagione di poter recuperare i Gp di Bahrain e Arabia Saudita (nonostante il calendario piuttosto denso di gare rende molto complicata questa ipotesi), Wec e MotoGp auspicano la possibilità di poter correre in Qatar nella parte finale della stagione. In questo scenario appare evidente come l’andamento della guerra in Iran (con i suoi influssi in tutta la regione del Golfo Persico così come in ambito mediorientale) renda di difficile lettura una previsione di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi, con le gare, al momento rinviate, a potenziale rischio di cancellazione e con il raggiungimento della pace che rappresenta l’unica condizione necessaria a garantirne lo svolgimento.
Formula 1 e la (momentanea) rinuncia ai weekend di Bahrain e Arabia Saudita
Come già detto, dunque, nel mese di aprile la Formula 1 non correrà il 12 Aprile in Bahrain e il 19 Aprile in Arabia Saudita, con la massima serie motoristica che (dopo il Gp del Giappone in programma il prossimo 29 Marzo sul circuito di Suzuka) riprenderà la sua corsa dal 1°al 3 Maggio con il Gp di Miami, che vedrà anche la disputa della seconda Sprint stagionale.
Una decisione, quella di FIA e FOM difficile da prendere, ma volta a garantire la massima sicurezza non solo dei piloti e dello staff tecnico, ma anche del personale di pista, dei commissari, così come del pubblico.
Sebbene Bahrain e Arabia Saudita non siano direttamente coinvolti nella guerra in Iran, preoccupano (e non poco) sotto il profilo della sicurezza gli attacchi provenienti da Teheran volti a colpire gli obiettivi israelo-statunitensi presenti nell’intera regione del Golfo Persico. Da qui, dunque, la decisione da parte della Federazione così come della FOM di rinunciare alle gare in programma ad aprile, senza però cancellarle definitivamente. L’auspicio è quello di poter recuperare i Gp di Bahrain ed Arabia Saudita nel corso della stagione corrente, ma il calendario piuttosto denso di gare rende questa ipotesi (come già detto in precedenza) piuttosto complicata.
Così il Presidente e Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali ha motivato la decisione di non correre ad aprile le gare di Bahrain e Arabia Saudita. “Sebbene sia stata una decisione difficile, purtroppo è quella giusta in questa fase, considerando l'attuale situazione in Medio Oriente. Desidero cogliere l'occasione per ringraziare la FIA e i nostri straordinari promotori per il loro supporto e la loro totale comprensione, dato che non vedevano l'ora di ospitarci con la loro consueta energia e passione. Non vediamo l'ora di tornare da loro non appena le circostanze ce lo permetteranno.”
Queste le dichiarazioni del Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem “La FIA metterà sempre al primo posto la sicurezza e il benessere della nostra comunità e dei nostri colleghi. Dopo un'attenta valutazione, abbiamo preso questa decisione tenendo ben presente tale responsabilità. Continuiamo a sperare in calma, sicurezza e un rapido ritorno alla stabilità nella regione, e il mio pensiero va a tutte le persone colpite da questi recenti eventi.
Il Bahrain e l'Arabia Saudita sono incredibilmente importanti per l'ecosistema della nostra stagione agonistica e non vedo l'ora di tornare in entrambi i paesi non appena le circostanze lo consentiranno. Ringrazio sinceramente i promotori, i nostri partner e i nostri colleghi di tutto il campionato per l'approccio collaborativo e costruttivo che ha portato a questa decisione.”
Con la mancata disputa delle gare di Bahrain e Arabia Saudita in aprile, cambia inevitabilmente anche il calendario della Formula 1, che prevede a questo punto una pausa di poco più di un mese tra il Gp del Giappone (29 Marzo) e il Gp di Miami (3 Maggio), che un po' tutte le squadre sfrutteranno per ottimizzare ulteriormente quegli aggiornamenti che i team avrebbero dovuto portare in Bahrain.
Attenzione, poi, all’evoluzione della guerra in Iran: qualora il conflitto dovesse proseguire anche nei prossimi mesi, rischierebbero seriamente di saltare anche Azerbaijan (26 Settembre), Qatar (29 Novembre) e Abu Dhabi (6 Dicembre), trattandosi di località raggiunte nelle scorse settimane dai missili e dai droni lanciati da Teheran.
Incerta, inoltre, al momento, anche la disputa del Gp di Spagna (13 Settembre) sul nuovissimo circuito cittadino del Madring, in questo caso a causa dei forti ritardi dei lavori necessari per la realizzazione del circuito cittadino, di cui al momento non esiste neanche una benchè minima parvenza di pista.
In questo contesto non è da escludere quindi che possano tornare in gioco le candidature di Imola e Portimao, considerate dalla Formula 1 in un primissimo momento per sostituire Bahrain e Arabia Saudita negli slot del 12 e 19 Aprile salvo poi alzare bandiera bianca dinanzi alle problematiche organizzative e logistiche che questa doppia scelta last minute avrebbe determinato.
Qualora effettivamente la guerra in Iran dovesse andare avanti, Imola e Portimao avrebbero quindi le chance di rientrare nel calendario mondiale nella seconda parte della stagione, permettendo così alla Formula 1 di garantire un numero di tappe pari o alla peggio uguale a venti.
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