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Seconda parte del nostro Dossier dedicato al bilancio delle squadre iscritte al Mondiale 2025 di Formula 1 dopo le prime quattordici gare di campionato: dopo che nella prima parte ci siamo soffermati sui top team (McLaren, Ferrari, Mercedes e Red Bull), questa volta la nostra attenzione ricadrà su Williams, Aston Martin, Sauber, Racing Bulls, Haas e Alpine.
Una squadra in lenta, ma progressiva crescita. La Williams conferma quanto di buono già visto lo scorso anno e, con una monoposto aggiornata rispetto a quella 2024 (di cui condivide lo stesso, identico telaio) chiude la prima parte della stagione addirittura al quinto posto della Classifica Costruttori, alle spalle dei principali top team.
Importante il lavoro di riorganizzazione della squadra portato avanti dal Team Principal James Vowles, il quale ha voluto fortemente al fianco di Alexander Albon un pilota di esperienza e di valore del calibro di Carlos Sainz Jr. Se l’ex ferrarista fino a questo momento non è ancora riuscito a mettere tutto insieme nel corso del weekend (pur essendosi progressivamente adattato alla vettura) ottenendo come migliori risultati in gara due ottavi posti in Arabia Saudita e a Imola e un sesto posto nella Sprint del Belgio, pregevole è stato invece il contributo di Alexander Albon (raffigurato all'inizio del presente paragrafo), agevolato anche dal fatto di essere da più anni in Williams rispetto a Sainz, e di conoscere meglio anche la squadra e le caratteristiche della macchina, riuscendo a cogliere come migliori risultati in gara tre quinti posti rispettivamente in Australia, a Miami e a Imola.
L’obiettivo in ottica futura della Williams è quello di chiudere al meglio la stagione corrente per concentrarsi a pieno ritmo sul 2026, con l’auspicio da parte di Sainz di poter lottare per il titolo mondiale potendo contare sulla bontà della power unit Mercedes, che tanti vedono come favorita per il prossimo anno.
Una monoposto più adatta per le piste con curve a medio-bassa velocità. Sembrerebbe questa la caratteristica dell’AMR25, che ha chiuso la prima parte della stagione ottenendo non a caso in Ungheria il maggior numero di punti in una singola tappa con entrambi i piloti, alla luce del quinto posto di Fernando Alonso (sopra raffigurato) e del settimo di Lance Stroll.
Una stagione (quella Aston Martin) iniziata con il pilota canadese a punti nelle prime due gare (sesto posto in Australia e nono posto in Cina), e con Alonso fuori dalla top ten nelle prime otto gare (con ben tre ritiri in Australia, Cina e a Monaco). Solo nella gara di casa a Barcellona il campione asturiano è riuscito a conquistare i primi punti stagionali (nono posto), e da quel momento Alonso è andato regolarmente a punti (salvo chiudere in diciassettesima posizione il Gp del Belgio) ottenendo due settimi posti in Canada e in Austria e un nono posto in Gran Bretagna. Oltre ovviamente al quinto posto (già citato) ottenuto in Ungheria.
Con Adrian Newey impegnato a 360° sulla monoposto 2026 e con Enrico Cardile da poco entrato a pieno regime (dopo aver rispettato l’anno di gardening leave, come richiesto dalla Ferrari), è chiaro come l’Aston Martin sia chiaramente con la testa già proiettata al prossimo anno, dove oltre a poter contare come già detto sulla nuova monoposto progettata da Adrian Newey potrà contare sulla bontà del nuovo motore Honda.
Una squadra in decisa crescita. Se il 2024 aveva visto la Sauber chiudere desolatamente all’ultimo posto della Classifica Costruttori con i quattro punti conquistati da Guanyu Zhou (ottavo posto) nella penultima gara stagionale in Qatar, il 2025 vede il team elvetico guidato dal neo Team Principal Jonathan Wheatley addirittura in settima posizione, con ben 51 punti, ottenendo in particolare con Nico Hulkenberg (sopra raffigurato) un quinto posto in Spagna e addirittura il terzo posto in Gran Bretagna, in entrambi i casi davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton.
Dietro questa rinascita della Sauber c’è senza ombra di dubbio il grande lavoro sotto il profilo tecnico di Mattia Binotto: approdato un anno fa a Hinwil nelle vesti di Chief Operating Officer (COO) e Chief Technical Officer (CTO) per conto di Audi (che dal prossimo anno rileverà la Sauber, trasformandola nella sua squadra corse), l’ex Direttore Tecnico e Team Principal Ferrari è stato abile nel capire che (anziché ignorare le difficoltà tecniche che stava affrontando la Sauber prediligendo il debutto di Audi in Formula 1 ) la cosa più giusta da fare era quella di lavorare anche nel breve-medio termine, in modo tale da consentire al team elvetico di poter tornare ad essere maggiormente competitivo e di fornire al contempo ad Audi una buona base su cui costruire il debutto 2026 nella massima serie motoristica ripartendo proprio dal grado di competitività raggiunto in queste settimane da Sauber.
Fondamentale anche da questo punto di vista è stato anticipare quest’anno il debutto della line-up di piloti chiamata a sostenere nel 2026 il debutto di Audi in Formula 1, e costituita da un pilota di grande esperienza come Nico Hulkenberg, affiancato da un giovane talento quale il campione uscente della Formula 2, il brasiliano Gabriel Bortoleto.
Se la prima parte della stagione ha visto le due Sauber soffrire non poco (con Hulkenberg in grado di ottenere comunque un settimo posto nella gara inaugurale in Australia), con l’innesto di un significativo pacchetto di aggiornamenti in Spagna (nuovo fondo e nuova carrozzeria) la C45 ha letteralmente preso vita conquistando con Hulkenberg un quinto posto in Spagna, un ottavo posto in Canada, mentre in Austria il pilota tedesco ha conquistato un nono posto, preceduto da Bortoleto, ottavo.
Proprio i primi punti conquistati in Austria hanno sbloccato il giovane e talentuoso pilota brasiliano: se è vero che (come già detto) in Gran Bretagna è arrivato il primo podio in carriera di Hulkenberg in F1, in Belgio e in Ungheria è stato Bortoleto ad assicurare alla Sauber rispettivamente un nono e un sesto posto.
La Sauber così (in quella che in fondo è un’annata di transizione per il team) può così guardare con molto interesse alla seconda parte di stagione sia in virtù di una monoposto rivitalizzata dagli sviluppi, sia potendo contare non solo sull’esperienza di Hulkenberg ma anche sulla crescita tecnica di Bortoleto (sopra raffigurato). Il tutto (come già detto) in attesa dell’esordio ufficiale di Audi il prossimo anno.
Una monoposto più semplice da guidare rispetto alla Red Bull. Così si presenta la Racing Bulls (squadra satellite del team austriaco) che chiude la prima parte della stagione all’ottavo posto della Classifica Costruttori con 45 punti. Un risultato indubbiamente positivo, ma su cui pesa anche il rammarico di aver sprecato in gara delle buone qualifiche, che, se ben concretizzate, avrebbero potuto portare ancora più punti alla squadra guidata da Alan Permane (che dal 9 Luglio ha rilevato la mansione di Team Principal dopo la promozione di Laurent Mekies in Red Bull, in seguito al licenziamento di Chris Horner).
Se Isack Hadjar (al debutto nella massima serie motoristica) si è rivelato essere un pilota piuttosto interessante sopratutto nella prima fase del campionato ottenendo nelle prime gare un ottavo posto in Giappone, un decimo posto in Arabia Saudita, e poi approdato in Europa un nono posto a Imola, un sesto posto a Monaco e un settimo posto in Spagna, in ripresa (dopo un primo periodo piuttosto opaco relativo alla retrocessione dalla Red Bull) è apparso Liam Lawson, capace di conquistare nelle ultime sette gare ben tre ottavi posti (Monaco, Belgio e Ungheria) e un sesto posto in Austria, prendendosi lo sfizio in Ungheria di chiudere la gara davanti alla Red Bull dell’ex compagno di squadra Max Verstappen.
Una prima parte di stagione piuttosto altalenante. Così può essere definito fino a questo momento il 2025 della Haas, che ha visto il team americano (che ha rinnovato la propria line-up schierando Esteban Ocon e il giovanissimo Oliver Bearman al posto della coppia d’esperienza formata da Nico Hulkenberg e Kevin Magnussen) da una parte ottenere otto punti in più rispetto allo scorso anno a parità di gare disputate, dall’altra scendere al nono posto della Classifica Costruttori nonostante nel 2024 seppur con meno punti occupasse il settimo posto.
Se Esteban Ocon sembra aver già preso sulle spalle il team guidato da Ayao Komatsu andando a punti in cinque delle quattordici gare fin qui disputate (quinto posto in Cina, ottavo in Bahrain, settimo a Monaco, nono in Canada e decimo in Austria) oltre al quinto posto nella Sprint del Belgio andando così a conquistare 27 dei 35 punti del team americano, ben più discontinuo è apparso il rendimento fino a questo momento di Oliver Bearman, a punti per tre gare consecutive grazie all’ottavo posto conquistato in Cina e ai due decimi posti conquistati in Giappone e Bahrain, salvo poi non andare più a punti (se non nella Sprint del Belgio in virtù del settimo posto finale), facendo registrare anche quattro undicesimi posti consecutivi (e quindi di poco fuori dalla zona punti) in Canada, Austria, Gran Bretagna e Belgio.
Sia chiaro: il giovane pilota inglese ha ribadito la velocità già vista in altre occasioni, ma quello che in questo momento gli sembra ancora sfuggire è la capacità di riuscire a mettere insieme tutto in un weekend. Dote, questa, destinata ad essere acquisita con il tempo e con una maggiore esperienza.
Una prima parte di campionato a dir poco deludente. Così può venir considerato il 2025 dell’Alpine, caratterizzato non solo dalle improvvise dimissioni alla vigilia del Gp dell’Emilia Romagna a Imola del Team Principal Oliver Oakes (sostituito da Flavio Briatore per quanto riguarda le decisioni da prendere all’interno della squadra e da Dave Greenwood come Team Representative per quanto riguarda la parte amministrativa e gestionale a livello istituzionale), ma anche e sopratutto da un’evidente flessione sotto il profilo tecnico, in quella che si preannuncia un’annata di transizione in attesa che dal prossimo anno Alpine possa montare le power unit Mercedes. Se il finale di stagione dello scorso anno (secondo posto di Ocon e terzo posto di Gasly in Brasile, a cui poi erano seguiti un quinto posto in Qatar e un settimo posto ad Abu Dhabi sempre ad opera di Gasly) aveva fatto illudere in merito a un possibile cambio di passo del team francese (che non a caso era riuscito a salire fino al sesto posto della Classifica Costruttori) le prime quattordici gare del Mondiale 2025 sono state sotto questo punto di vista un’autentica delusione, ben rappresentata dall’ultimo posto attualmente occupato in Classifica Costruttori.
Se nonostante una certa inconsistenza dell’A525 Pierre Gasly (sopra raffigurato) è riuscito a conquistare tutti e venti i punti (settimo posto in Bahrain, ottavo posto nella Sprint di Miami e in Spagna, sesto posto in Gran Bretagna e infine decimo posto in Belgio) fin qui conquistati dal team francese, deficitario è stato il contributo fornito dai secondi piloti schierati, con Jack Doohan (nelle prime sei gare) e Franco Colapinto (nelle restanti otto) che raramente sono stati in grado di emulare le prestazioni di Gasly (ad eccezione se vogliamo dell'ultima gara di campionato in Ungheria dove il pilota argentino (18°) ha preceduto il compagno di squadra francese (19°)).
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