La rivincita di Vandoorne

La conquista del titolo mondiale in Formula E da parte del pilota belga rappresenta una rivincita nei confronti di quella F1 che lo ha scaricato dopo sole due stagioni

La rivincita di Vandoorne
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 20 agosto 2022, 21:58

La certezza di avere ancora dentro di se quel talento che nel 2015 gli aveva consentito di vincere il titolo in Gp2. La conquista del titolo mondiale in Formula E al termine del doppio atto conclusivo di Seoul ha riportato sotto la luce dei riflettori il 30enne pilota belga Stoffel Vandoorne, determinante peraltro nell’assicurare alla Mercedes (al suo atto di addio nella serie elettrica) il suo secondo titolo costruttori consecutivo. Una vittoria, quella di Vandoorne, che rappresenta anche una sorta di rivincita nei confronti della Formula 1 (e indirettamente anche nei confronti del suo ex team, la McLaren), pronta ad accoglierlo a braccia aperte nel 2017 dopo che nel 2016 aveva brillantemente sostituito per il Gp del Bahrain un campione del calibro di Fernando Alonso, e che non ha fatto nulla per trattenerlo quando al termine della stagione 2018 si è ritrovato di fatto senza squadra alla luce della decisione della McLaren di sostituirlo con un altrettanto giovane talento del calibro di Lando Norris, finendo così (come vedremo) con il pagare principalmente colpe non sue.

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