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F1 Azerbaijan: la vittoria di Verstappen e la debacle Ferrari© Getty Images

F1 Azerbaijan: la vittoria di Verstappen e la debacle Ferrari

A Baku doppietta Red Bull con Verstappen davanti a Perez, e Russell (Mercedes) terzo. Ferrari costretta al ritiro sia con Sainz (problema idraulico) che con Leclerc (motore)

Un passo falso che rischia di costare molto caro. Se a Baku la Red Bull conquista il Gp dell’Azerbaijan con Max Verstappen davanti a Sergio Perez a sancire la terza doppietta stagionale del team austriaco dopo quelle ottenute a Imola e a Barcellona, la Ferrari è costretta nuovamente ad alzare bandiera bianca per un doppio problema di affidabilità: se Carlos Sainz Jr è stato costretto a ritirarsi per un problema idraulico al brake by wire, ancora più pesante è il ritiro di Charles Leclerc nel corso del 21° giro a causa dell’esplosione del motore, quando il pilota monegasco (come a Barcellona) si trovava in testa alla classifica. Una debacle sul fronte dell’affidabilità, quella odierna Ferrari (ulteriormente sottolineata dal ritiro della Haas di Kevin Magnussen per esplosione del motore), che, come detto all’inizio, rischia di costare molto caro alla Rossa, staccata ormai di 80 punti dalla Red Bull in Classifica Costruttori, e con Leclerc superato in classifica piloti da Sergio Perez, in quello che a questo punto potrebbe diventare un derby Red Bull per il titolo piloti, tra il pilota messicano e il compagno di squadra campione del mondo Max Verstappen.

Chi trae vantaggio dalla mancanza di affidabilità della Ferrari è senza ombra di dubbio la Mercedes, che, pur con un passo decisamente inferiore rispetto a Red Bull, riesce a portare al traguardo entrambe le macchine, con George Russell terzo (al terzo podio stagionale dopo quelli di Melbourne e di Barcellona), e con Lewis Hamilton quarto.

A punti anche l’AlphaTauri di Pierre Gasly (quinto ed autore di una gara regolare), l’Aston Martin di Sebastian Vettel (sesto), l’Alpine di Fernando Alonso (settimo), le McLaren di Daniel Ricciardo e di Lando Norris (rispettivamente ottavo e nono), e infine l’Alpine di Esteban Ocon (decimo).

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