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F1, presentazione Gp Monaco© Ferrari via Twitter

F1, presentazione Gp Monaco

La Formula 1 approda sulle stradine di Montecarlo per il Gp di Monaco, settima prova del Mondiale 2022

Una pista speciale, per non dire unica, dove storia, glamour e sport si fondono in un unicum. La Formula 1 a distanza di pochi giorni dal Gp di Spagna approda a Montecarlo per il Gp di Monaco, settima prova del Mondiale 2022, in quella che al momento potrebbe essere l’ultima apparizione del Circus lungo le anguste stradine del Principato. Il contratto che lega Montecarlo al Circus della Formula 1 scade, infatti, quest’anno, e, nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Automobil Club monegasco Michel Boeri al momento non è stato firmato l’accordo con Liberty Media per il prolungamento del contratto per mantenere la tappa di Monaco in calendario. In una recente intervista rilasciata a Sky il Ceo della Formula 1 Stefano Domenicali pur mantenendo una comprensibile prudenza è sembrato essere piuttosto possibilista in merito a una prosecuzione del rapporto di Montecarlo con la F1, e chissà magari che proprio questo weekend non possa essere l’occasione giusta per firmare un accordo fortemente atteso anche dagli appassionati del Circus, desiderosi di continuare a vedere un circuito cittadino come quello di Monaco nel calendario della massima serie motoristica. Una gara, quella che si snoda lungo le anguste vie del Principato, che profuma di storia per le poche modifiche subite dal tracciato nel corso degli anni, che ci fa quasi assaporare l'idea di una corsa di altri tempi.

Proprio su questa pista il 27 Maggio 1950 la Ferrari fa il suo esordio in Formula 1, con Alberto Ascari che grazie al secondo posto finale regalerà alla Rossa di Maranello il primo podio, così come proprio lungo le stradine di Montecarlo si svelerà al Circus il 3 Giugno 1984 la stella di Ayrton Senna, che su pista bagnata conquisterà il suo primo podio in carriera a bordo della Toleman motorizzata Hart avvicinandosi non poco al leader della gara, il francese Alain Prost (McLaren), in seguito suo futuro compagno di squadra.
Montecarlo si ama o si odia: non ci sono vie di mezzo, e a volte è capitato che la gara monegasca non suscitasse lo stesso apprezzamento tra padre e figlio. È il caso di Graham Hill, capace di vincere ben 5 edizioni di questa gara, al contrario del figlio Damon, che non ne ha vinta nemmeno una.
Situazione simile anche in casa Rosberg, con Keke capace di vincere una sola edizione del Gp di Monaco con la Williams-Ford nel 1983, e con il figlio Nico che invece ha vinto ben tre edizioni consecutive con la Mercedes dal 2013 al 2015.

Tornando però alla stretta attualità, il Gp di Monaco ci ripresenterà senza ombra di dubbio il duello al vertice della classifica piloti tra Max Verstappen (Red Bull), vincitore della passata edizione e tornato in testa al Mondiale dopo la vittoria conseguita domenica scorsa a Barcellona, e l’idolo di casa Charles Leclerc, costretto al ritiro domenica scorsa al Montmelò per un cedimento del sistema turbocompressore e dell’MGU-H della sua Ferrari, e chiamato a Monaco a un pronto riscatto nonostante nelle sue precedenti apparizioni in terra monegasca non sia mai riuscito a tagliare il traguardo (nel 2018 quando correva in Alfa Sauber per un problema ai freni, nel 2019 nella prima stagione in Ferrari per il danneggiamento del fondo originato da un contatto con la Renault di Nico Hulkenberg in seguito a un tentativo di sorpasso dovuto a un harakiri strategico della scuderia di Maranello che aveva portato all’eliminazione di Charles in Q1; nel 2021 per un incidente contro le barriere all’altezza delle Piscine nelle ultimissime fasi della qualifica che porterà la squadra a riparare la monoposto in extremis, salvo poi emergere nel giro di schieramento in griglia un problema al semiasse sinistro, che costringerà Leclerc al ritiro ancor prima di disputare la gara).

Guai, però, a sottovalutare la Mercedes, data per molti come favorita per la gara monegasca. Se è vero che lo stesso Team Principal del team tedesco Toto Wolff ha dichiarato che Monaco sarà una gara difficile per la sua squadra visto che nel terzo settore a Barcellona (preso come riferimento in vista della gara di Monaco) sul lento la W13 soffriva, è anche vero però che in diverse occasioni in passato ci sono state delle macchine outsider capaci di vincere la gara: non possiamo non pensare ad esempio alla vittoria di Oliver Panis nel 1996 con la Ligier in una gara contrassegnata dalla pioggia, o all’unica vittoria stagionale della McLaren MP4/17 nel 2002 con David Coulthard davanti alla Ferrari di Michael Schumacher, o andando avanti negli anni alla vittoria di Daniel Ricciardo nel 2018 su Red Bull malgrado alcuni seri problemi di potenza alla sua power unit.

Questo, quindi, per dire, che a Monaco può succedere davvero di tutto, motivo per il quale non è da escludere che, come dice il celebre detto, tra i due litiganti (Red Bull e Ferrari) alla fine a godere per la vittoria sia il terzo (Mercedes), senza dimenticare per quanto riguarda un possibile piazzamento sul podio un outsider del calibro di Alfa Romeo, che molto bene si era comportata nel terzo settore di Barcellona con Valtteri Bottas.

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