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Formula 1, presentazione Gp Miami© F1 Twitter

Formula 1, presentazione Gp Miami

La Formula 1 approda al Miami International Autodrome per la prima edizione del Gp di Miami, quinta prova del Mondiale 2022

Rispondere il più rapidamente possibile alla Red Bull. Questo l’obiettivo della Ferrari, che si presenta a Miami con l’intenzione di restare il più vicino possibile alla scuderia di Milton Keynes, passata dalla batosta (prestazionale e di affidabilità) subita in Australia alla prova di forza piuttosto evidente mostrata in gara ad Imola, su quella che sulla carta doveva essere (viste le caratteristiche, nonché il supporto degli appassionati) una pista a favore della Rossa. Per questo motivo, pertanto, la Ferrari porterà in pista sul neonato Miami International Autodrome un’ala posteriore più scarica (pensata per le piste ad alta velocità, con cui poter raggiungere maggiori velocità di punta, sopratutto nei due rettilinei, compresi tra curva 10 e 11 e tra curva 16 e 17), un nuovo fondo dotato di pattino simile a quello introdotto dalla Red Bull a Melbourne testato da Sainz la scorsa settimana ad Imola in occasione dei test Pirelli per le gomme 2023 per risolvere (si spera una volta per tutte) il fenomeno del porpoising accusato dalla Rossa sopratutto in Australia e a Imola, e infine la nuova MGU-K, che potrà consentire sia a Leclerc (che monterà questo fine settimana la seconda power unit stagionale) che a Sainz (che aveva già montato ad Imola la seconda power unit stagionale a scopo precauzionale) di poter sfruttare al massimo il proprio motore senza temere quei problemi di affidabilità (risolti definitivamente al banco prova dopo aver svolto ben sette long run) che nelle prime gare avevano spinto i tecnici del Cavallino ad usare delle mappature più conservative.

In attesa del pacchetto più consistente di aggiornamenti (previsto per la prossima gara a Barcellona, pista che i piloti e le squadre conoscono molto bene anche per avervi effettuato la prima sessione di test precampionato), Ferrari cerca quindi di riacchiappare subito la Red Bull su una pista nuova per tutte le squadre e che rappresenta senza ombra di dubbio un punto interrogativo da decifrare in occasione delle prime prove libere. Se i rettilinei posti tra curva 10 e 11 nel secondo settore e tra curva 16 e 17 nel terzo settore sembrano favorire senza ombra di dubbio la Red Bull, è altrettanto vero però che le curve da medio-bassa velocità presenti nel terzo settore (dalla 11 alla 16) sembrano essere a favore della Rossa. Una cosa, comunque, è chiara: individuare il miglior compromesso aerodinamico tra rettilineo e curve lente sarà la chiave vincente per questa o quella squadra per stare davanti al rispettivo avversario. Sia in condizioni di pista asciutta, sia in condizioni di pista bagnata (se nella giornata di venerdì le ultimissime previsioni meteo danno sereno, per sabato e domenica a Miami le previsioni indicano buone possibilità di pioggia nella fascia oraria di qualifiche e gara).

Miami sarà una gara chiave anche per la Mercedes, seriamente intenzionata a risolvere quei problemi di porpoising che hanno seriamente limitato le prestazioni del team tedesco che, non a caso, porterà degli aggiornamenti mirati a risolvere definitivamente il fenomeno in questione. Qualora la pista dovesse confermare i dati ricavati dalle prime gare (e in particolare dal weekend di Imola), consentendo così alla W13 di abbassare l’assetto, ecco quindi che la gara americana potrebbe improvvisamente diventare non più una lotta a due tra Ferrari e Red Bull, ma a tre, con Mercedes terzo incomodo, e con George Russell e sopratutto Lewis Hamilton destinati finalmente a fare una gara d’attacco, dopo esser stati costretti a disputare le prime gare alla difensiva. Solamente la pista, quindi, potrà dare una risposta o meno alle ambizioni del team tedesco.

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