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L’incertezza delle Sprint Qualifying nella F1 2022© Getty Images

L’incertezza delle Sprint Qualifying nella F1 2022

Gare sprint a rischio quest’anno secondo il Ceo della McLaren Zak Brown per via di un braccio di ferro tra top team, Liberty Media e le altre squadre in merito alla cifra extra da erogare in caso di incidenti.

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Un format capace di dividere addetti ai lavori, squadre ed appassionati. Stiamo parlando delle Sprint Qualifying, introdotte lo scorso anno da Liberty Media a scopo sperimentale in tre gare (Gran Bretagna, Italia e Gp di San Paolo) con l’obiettivo di offrire maggiori emozioni nel weekend di gara, e in particolare durante il sabato pomeriggio. Se a Silverstone e a Monza il format della Sprint Qualifying non ha regalato particolari emozioni (se escludiamo qualche sorpasso al via), in Brasile sul circuito di Interlagos la Sprint Qualifying (probabilmente anche per via delle caratteristiche della pista) ha regalato grandissime emozioni, favorite dalla voglia di rimonta di Lewis Hamilton, partito ultimo e classificatosi quinto.
Un esperimento, insomma, riuscito a metà, fortemente apprezzato da Liberty Media e dal Ceo del Circus Stefano Domenicali, ma non dagli appassionati, ai quali risulta comprensibilmente difficile paragonare quelle emozioni che solo una gara completa sa regalare con lo spettacolo offerto da quelle che molti hanno soprannominato “corsette”. Un format, la Sprint Qualifying, capace di riaccendere la forte rivalità tra top team e squadre di medio-bassa fascia al punto da rischiare quest’anno di saltare.

Se lo scorso anno le Sprint Qualifying erano state accolte favorevolmente un po' da tutte le squadre, quest’anno la situazione è decisamente diversa, nonostante lo scorso Dicembre Stefano Domenicali avesse annunciato l’intenzione per il 2022 di raddoppiare le gare sprint portandole da 3 a 6, identificando in Bahrain, Imola, Canada, Austria, Olanda e Brasile le piste su cui correre il sabato pomeriggio. Un’ipotesi al momento rimasta tale, in quanto allo stato attuale non è stato ancora trovato un accordo reale per il loro svolgimento.

A dividere le squadre in merito allo svolgimento o meno delle Sprint Qualifying sarebbe stata infatti la quota destinata alle squadre per queste minigare supplementari. Se lo scorso anno Liberty Media aveva versato a ciascuna squadra circa 100.000 dollari per ogni gara sprint più aumento del budget cap di 450.000 dollari e un extra di 100.000 dollari in caso di incidenti con danni rilevanti alle monoposto, quest’anno la proposta presentata ai team consiste in una quota di 500.000 dollari per le prime cinque Sprint Qualifying, più una quota di 150.000 dollari per ogni gara sprint supplementare, eliminando al contempo la quota extra riservata in caso di incidente con danno ingente sulla monoposto. Facendo i conti, per le sei Sprint Qualifying ogni team riceverebbe da Liberty Media un extra di 2.65 milioni di dollari.
La proposta ha finito con il dividere le squadre: se i team di medio-bassa fascia erano favorevoli all’accordo, i top team (presumibilmente Mercedes, Red Bull e Ferrari) hanno manifestato la propria contrarietà, con due squadre in particolare che avrebbero proposto a Liberty Media di portare la quota da 2.65 a 5 milioni di dollari.

Questa proposta ha fatto infuriare i team di medio-bassa classifica, e in particolare il Ceo McLaren Zak Brown, che, in una intervista recentemente rilasciata, ha accusato i top team di sollevare la scusa del mancato introito dell’extra per gli incidenti per aggirare la regola del budget cap per spendere di più, visto che con le nuove regole il loro margine di vantaggio nei confronti del resto della griglia è destinato ad assottigliarsi.

Ricordiamo che quest’anno per approvare le Sprint Qualifying sono necessari 28 voti su 30 (10 a disposizione di Liberty Media, 10 a disposizione della Federazione, e un voto a testa per le dieci squadre partecipanti al Mondiale). È ovvio che in caso di votazione contraria di Mercedes, Red Bull e Ferrari (che potrebbero fare leva sui team clienti per sostenere la propria linea) le Sprint Qualifying rischierebbero seriamente di saltare, per tornare presumibilmente nel 2023 (quando per la loro approvazione saranno necessari non più 28, ma 26 voti favorevoli su 30). Salvo clamorosi colpi di scena.

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