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Il ritorno a casa di Alex Zanardi© Getty Images for IRONMAN

Il ritorno a casa di Alex Zanardi

A distanza di un anno e mezzo dal drammatico incidente che lo aveva visto protagonista, nelle scorse settimane il campione bolognese è tornato a casa, e potrà così trascorrere il Natale assieme ai suoi cari.

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Una notizia inattesa, e forse per questo ancora più gradita in un momento in cui la pandemia continua a far parlare di se (con la variante Omicron stimata al 28% nel nostro Paese secondo i primi dati diffusi ieri del flash survey realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità). A distanza di circa un anno e mezzo dall’incidente occorsogli sulla statale 146 a Pienza (provincia di Siena) Alex Zanardi è potuto finalmente tornare a casa, e potrà così trascorrere il Natale in famiglia assieme ai suoi cari. A dare la notizia è stata la moglie Daniela in un’intervista rilasciata al sito di BMW Italia (di cui Alex è ancora oggi Brand Ambassador), ribadita poi dal Presidente del Coni Giovanni Malagò e dal Presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli in occasione della cerimonia di consegna dei Collari d’Oro, avvenuta nei giorni scorsi nella Sala Sinopoli del Parco della Musica di Roma.

La rinascita dopo l’incidente del Lausitzing e le vittorie olimpiche

Un campione sia nello sport che nella vita. Una delle caratteristiche che ha portato Alex Zanardi ad essere amato ed apprezzato dagli appassionati di sport di tutto il mondo è senza ombra di dubbio il suo grande carisma, ma anche e sopratutto il fatto di non voler mollare mai. Dopo le esperienze in Formula 1 in Jordan (1991), Minardi (1992), Lotus (1993 e 1994) e l’anno in Williams nel 1999 dopo i due titoli vinti in Formula CART nel 1997 e nel 1998 con il team Ganassi, Alex torna a correre in Champ Car nel 2001 nel team di proprietà di Mo Nunn, suo ingegnere ai tempi del doppio titolo in Formula Cart, senza immaginare però quello che il destino aveva tragicamente in serbo per lui. Il 15 Settembre 2001 in occasione della tappa europea del Lausitzring il pilota bolognese (a lungo primo) una volta uscito dai box dopo l’ultima sosta perde il controllo della monoposto probabilmente per la presenza di acqua ed olio sulla traiettoria in uscita andando in testacoda. La Reynard-Honda di Alex viene evitata da Patrick Carpentier, ma non da Alex Tagliani, che finisce con il colpire perpendicolarmente la monoposto del bolognese all’altezza del muso spezzandola in due. Alex è in condizioni disperate, con la collisione che aveva generato l’immediata amputazione degli arti inferiori, ma per fortuna riesce miracolosamente a salvarsi, e dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite può lasciare l’ospedale di Berlino e tornare a casa, dove comincia un periodo di riabilitazione, che lo vedrà addirittura nel Dicembre 2001 in occasione della cerimonia di premiazione dei Caschi d’Oro di Autosprint alzarsi in piedi dalla carrozzina con le sue protesi.

Un’immagine che allora come oggi nel rivederla desta una grandissima emozione, e che dimostra sopratutto la grande voglia di Alex di dimostrare che tutto non era finito con l’incidente del Lausitzring, e che si concretizza ancora di più prima nel 2002 sempre in Champ Car con una gara a Toronto, e poi nel Maggio 2003 quando torna al Lausitzring per ultimare su una vettura appositamente modificata quegli ultimi 13 giri che gli mancavano per concludere la gara del 2001. Questo exploit spinge il pilota bolognese a tornare a correre, e il 28 Agosto 2005 sul circuito tedesco dell'Oschersleben torna ad aggiudicarsi una gara nel campionato turismo. A questa vittoria ne seguiranno altre, nel 2006 a Istanbul, e nel 2008 a Brno.

Nel 2010 Zanardi, dopo aver conquistato tre anni prima un prestigiosissimo quarto posto alla Maratona di New York, inizia a correre nella categoria H4 in handbike.

Nel corso degli anni Alex riesce a diventare l'uomo dei record vincendo 4 medaglie d'oro e 2 medaglie d'argento ai giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio De Janeiro 2016, e ben dodici titoli ai campionati mondiali di strada (con anche 4 secondi posti e un terzo posto) con l'handbike, conquistando a Cervia nel Settembre 2019 in occasione dell’Iron Man Italy non solo il double (avendo completato sia l’Ironman Italy, che l’Ironman 70.3 Italy), ma anche il nuovo primato mondiale degli atleti paralimpici nel triathlon in 8h25’30”, migliorando così di oltre mezz’ora il precedente primato mondiale realizzato sullo stesso percorso nel Settembre 2018 (8h26’06”).

Oltre alle medaglie vinte in occasione delle Paralimpiadi non possiamo non ricordare un bellissimo gesto di Alex Zanardi avvenuto in occasione della Maratona di Venezia 2012: presente come partecipante assieme a un ragazzo tetraplegico (l'allora 17enne Erik Fontanari di Pergine Valsugana, comune di oltre 20000 abitanti in provincia di Trento), Alex non esita a legare la carrozzina di Erik alla sua handbike a causa di alcuni spasmi muscolari sofferti a causa del freddo dal giovane ragazzo trentino, e a portarlo fino a pochi metri dal traguardo, dove, sceso dalla sua handbike, spinge a monconi la carrozzina di Erik fino al traguardo in quanto voleva fosse proprio il giovane Fontanari a tagliare prima di lui la linea d'arrivo.

Un campione nello sport e nella vita, Alex Zanardi, capace di superare con una grandissima forza d’animo quello che il destino gli aveva tolto nel 2001, senza però dimenticare gli altri. Non deve quindi stupire il fatto che nel Giugno 2020 Alex avesse deciso con la sua inseparabile handbike di partecipare a una staffetta benefica di Obiettivo 3 (volto ad avviare gli atleti disabili al mondo dello sport). Nessuno, però, poteva immaginare quello che sarebbe poi successo.

L’incidente di Pienza

Nel corso della tappa del 19 Giugno che avrebbe portato i partecipanti a Montalcino, a pochi Km dalla conclusione sulla statale 146 nel comune di Pienza Alex improvvisamente perde il controllo della sua handbike, e finisce contro il camion che stava sopraggiungendo. Il pilota rimane cosciente almeno fino all’arrivo dei soccorsi e respira autonomamente, ma, trasportato d’urgenza all’Ospedale Le Scotte di Siena, dopo un attento controllo svoltosi in check room emerge la gravità delle sue condizioni per il forte trauma cranico ricevuto e la necessità di un intervento piuttosto delicato in neurochirurgia, a cui seguirà un ulteriore intervento maxilo-facciale. Dopo un mese di coma farmacologico e ulteriori tre operazioni, il 21 Luglio 2020 Zanardi viene trasferito per la riabilitazione in un centro specializzato in provincia di Lecco (Villa Berretta a Costa Masnaga, presidio dell’ospedale Valduce di Como) una volta interrotta la sedazione, con parametri cardio-respiratori e metabolici stabili, e con condizioni neurologiche stabili. Dopo neanche tre giorni, però, il 24 Luglio 2020, Alex per via delle condizioni cliniche instabili viene trasferito d’urgenza presso il Reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Il campione bolognese, una volta superato il momento più duro, inizia un percorso di cure sub-intensive che lo porterà a subire un intervento chirurgico volto a superare le complicanze tardive dovute al trauma primitivo, il 24 Settembre a subire un intervento di ricostruzione cranio-facciale e a iniziare delle sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, in un quadro clinico generale complesso, ma caratterizzato anche da significativi progressi.
Una volta raggiunta una condizione fisica e neurologica di generale stabilità, Zanardi viene trasferito il 21 Novembre 2020 presso l’Ospedale di Padova, dove riprenderà a comunicare poco prima del Natale 2020 con i suoi familiari scambiando dei gesti (come viene riferito il 14 Gennaio 2021 dalla neuropsicologica dell’Ospedale San Raffaele di Milano Federica Alemanno). Fondamentale in questi mesi è stato il ruolo sia della moglie Daniela, che sopratutto del figlio Niccolò, che in questi mesi non esita a stare vicino al padre, infondendogli quella stessa forza d’animo che suo padre ha mostrato in più momenti. Una forza d’animo che alla fine è riuscita a far si che qualche settimana fa Alex potesse venir dimesso dall’Ospedale di Padova e tornare a casa nella sua abitazione di Noventa Padovana, giusto in tempo per poter festeggiare il Santo Natale con la sua famiglia.

Il ritorno a casa e il prosieguo del processo riabilitativo

Detto questo, è anche vero che la strada resta ancora in salita: come raccontato dalla moglie Daniela nell’intervista rilasciata al sito BMW Italia, “Il recupero continua ad essere un processo lungo. Il programma di riabilitazione condotto da medici, fisioterapisti, neuropsicologi e logopedisti ha permesso progressi costanti. Naturalmente, le battute d'arresto ci sono e possono ancora verificarsi. A volte bisogna fare due passi indietro per farne uno in avanti. Ma Alex dimostra ripetutamente di essere un vero combattente(…). Un passo importante è stato che Alex ha potuto lasciare l'ospedale qualche settimana fa e ora è tornato a casa con noi. Abbiamo aspettato a lungo che ciò accadesse e siamo molto felici che sia stato possibile ora, anche se in futuro ci saranno ancora dei soggiorni temporanei in cliniche speciali per effettuare misure di riabilitazione specifiche sul posto(...). 
Diversi programmi che Alex ha seguito in ospedale proseguiranno a casa. Durante la settimana, un terapeuta lavora con lui su esercizi fisici, neurologici e logopedici. Per quanto riguarda la sua condizione fisica, ci sono molti progressi. Alex guadagna sempre più forza nelle braccia, che è aumentata molto. Ed eccetto l’ospedale, dov’era per molto tempo a letto, Alex ora passa la maggior parte della giornata sulla sedia a rotelle con noi. Si riposa solo un po' nel pomeriggio, dopo pranzo(...).
Non è ancora possibile prevedere come il suo recupero si svilupperà ulteriormente. È ancora un percorso lungo e impegnativo che Alex affronta con spirito molto combattivo. Ricevere così tanto supporto in questo percorso, non solo dai medici e dai terapeuti che lavorano costantemente con lui, è di grande aiuto per lui e per noi. I nostri amici ci sono sempre per noi. Ciò include la famiglia del BMW Group su cui possiamo sempre contare e che è saldamente al nostro fianco anche in questo momento difficile. Siamo molto grati a tutti per questo e per molto altro, perché questi solidi legami ci danno ulteriore energia. Questo vale anche per l’affetto continuo che riceviamo da piloti, fan e conoscenti da tutto il mondo. Vorremmo esprimere un grande Grazie a tutti coloro che mandano i loro pensieri positivi e la loro forza ad Alex.”

L’augurio, forte e sincero, è che Alex possa man mano recuperare, dotato di quella grande forza d’animo che lo ha portato a non mollare mai nei momenti più difficili e a tornare ad essere dopo l’incidente al Lausitzring un grande campione nello sport, così come nella vita di tutti i giorni. Un campione di nome Alex Zanardi. Un campione di cui tutti noi possiamo essere fieri ed orgogliosi.

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