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Verstappen e il primo titolo mondiale© Getty Images

Verstappen e il primo titolo mondiale

Grazie a un sorpasso all’ultimo giro ai danni di Lewis Hamilton, Max Verstappen si aggiudica il Gp di Abu Dhabi e il suo primo titolo mondiale. Bocciato il doppio reclamo Mercedes, la quale ricorrerà in appello. Ferrari: Sainz terzo, Leclerc decimo.

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Una battaglia intensa, appassionata, decisa da un sorpasso all’ultimo giro. Max Verstappen conquista non solo il Gp di Abu Dhabi ma anche il suo primo titolo mondiale al termine di una gara decisa di fatto dall’ingresso in pista della Safety Car (provocato da un contatto a muro della Williams del canadese Nicholas Latifi). La Mercedes, però, non ci sta a perdere, e un’ora dopo la conclusione della gara ha presentato un doppio reclamo in merito alle fasi finali della gara. Due le cose contestate dal Team Principal Toto Wolff: il fatto che per via del rallentamento improvviso della Safety Car Verstappen abbia leggermente superato Hamilton, e il fatto che si fossero sdoppiate solo le monoposto che separavano Hamilton da Verstappen e non tutte le monoposto doppiate. Un doppio reclamo che tra le 19:14 e le 20:03 ora italiana è stato bocciato dalla Direzione Gara, con Mercedes seriamente intenzionata a presentare appello, sebbene a questo punto sarà piuttosto difficile che possa venir accolto.

Il duello Hamilton- Verstappen ai raggi X

Una gara, il Gp di Abu Dhabi, vissuta sostanzialmente all’insegna del duello iridato tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, che si presentavano a pari punti sul circuito di Yas Marina, e che aveva visto nella giornata di ieri il pilota olandese conquistare la decima pole position della stagione (assieme al Pirelli Pole Award, destinato al pilota capace di ottenere il maggior numero di pole position nell’arco della stagione) grazie a un assetto aerodinamico piuttosto scarico sul posteriore, sulla carta più proficuo in qualifica che in gara. L’obiettivo di Verstappen (costretto in Q2 a montare una gomma soft, avendo rovinato l’ultimo set di gomme medie nuove a disposizione con un flat-spot) è chiaramente quello di puntare tutto sulla partenza potendo contare sul maggior grip delle gomme soft, per poi gestire al meglio le fasi successive della gara, dove la superiorità di Hamilton e della Mercedes con le gomme dure (presumibilmente usate nella seconda parte di gara) sarebbe giocoforza emersa.

Non sempre però la realtà procede di pari passo con quanto pianificato, e la Red Bull se ne accorge proprio al via della gara, che vede Verstappen sbagliare la partenza nonostante abbia le gomme soft ed Hamilton prendere agevolmente la testa della gara. Il pilota olandese non ci sta, e, dopo aver recuperato la distanza perduta, in Curva 7 tenta un attacco nei confronti del campione inglese della Mercedes, con Hamilton quasi spinto verso l’esterno, il quale tagliando la esse, si riprende automaticamente la testa della corsa. La Red Bull protesta: mentre Verstappen è rimasto con tutte e quattro le ruote n pista, Hamilton ha tagliato la esse guadagnando un vantaggio e tornando in testa, quando da regolamento avrebbe dovuto lasciare la leadership al pilota olandese. La Direzione Gara decide a sorpresa di non aprire alcuna investigazione in merito.

La corsa vede così Hamilton a bordo della sua Mercedes W12 scappare via, con Verstappen che con il passare dei giri comincia sempre più ad accusare del blistering sulle gomme posteriori, per via dell’assetto piuttosto scarico che se in qualifica poteva rappresentare un vantaggio, in gara (com’era lecito immaginarsi) tende ad usurare maggiormente le gomme. Inevitabile, così, nel corso del 14° Giro la sosta, con il passaggio di Verstappen alle gomme dure, con Hamilton che replicherà al rivale nel corso del giro successivo.

Passa così in testa la Red Bull di Sergio Perez, il cui compito sarà quello di rallentare Hamilton al fine di facilitare la rimonta da parte del compagno di squadra Verstappen. Compito al quale il pilota messicano (costretto poi al ritiro per un problema tecnico sul finire della gara) adempirà al massimo, rallentando Hamilton tra il 21° e il 22° Giro rispondendo per ben due volte agli attacchi del campione inglese con gomme di fatto finite, e che alla fine consentirà a Verstappen ,una volta che Hamilton riuscirà a sorpassare Perez, di ritrovarsi a solamente 1”2 di distacco dall’eptacampione Mercedes.

Con le gomme dure, però, Hamilton ricorda a tutti quanto con questo tipo di mescola la sua monoposto di fatto sia imprendibile, e comincia così a dare un ritmo insostenibile per Verstappen e la sua Red Bull. Neanche la Virtual Safety Car (disposta dalla Direzione Gara nel corso del 35° Giro per rimuovere l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi, costretto al ritiro per problemi al cambio) e la contemporanea seconda sosta delle Red Bull di Verstappen (e di Perez) per tentare di attaccare Hamilton con gomme dure nuove sembrano scalfire la leadership dell’eptacampione del mondo, mai così vicino all’ottavo titolo mondiale, con il pilota olandese che a cinque giri dal termine e in fase di doppiaggio sarà ancora a 12 secondi di distacco dal rivale per il titolo.

Una gara apparentemente in discesa per Hamilton, quando proprio nel corso del 53° Giro ecco materializzarsi il colpo di scena destinato a cambiare l’esito della gara: Nicholas Latifi perde la sua Williams motorizzata Mercedes all’altezza di curva 14 e va a muro, lasciando non pochi detriti in pista. Inevitabile l’utilizzo della Safety Car, con Hamilton che non si ferma (con i 12 secondi di distacco nei confronti di Verstappen sarebbe stato sorpassato dal pilota olandese), e con Red Bull che decide di fermare Verstappen e Perez (costretto poi a ritirarsi nel corso del 56° Giro) per montare gomme soft.

È chiaro che qualora la gara ripartisse, a questo punto diventerebbe Verstappen il favorito, avendo gomme soft nuove contro le gomme dure ormai finite di Hamilton, che Mercedes per eccesso di sicurezza ha preferito non far fermare. Nei team radio diffusi in televisione, assistiamo alle richieste da parte di Mercedes e del Team Principal Toto Wolff di non far ripartire la gara, e di farla concludere dietro alla Safety car in modo tale da laureare Hamilton campione del mondo, e la decisione di non far sdoppiare i piloti doppiati tra Hamilton e Verstappen sembrerebbe andare in questa direzione. Nel corso del penultimo giro arriva il dietrofront: i piloti sdoppiati tra Hamilton e Verstappen si possono sdoppiare. Mercedes è furibonda, e protesta con il Direttore di Gara Michael Masi invano.

Il fatto, però, è che quell’ultimo giro sarà gara vera con Verstappen che ha dinanzi a se la possibilità di vincere gara e titolo. Ed è quello che puntualmente avviene, con il pilota olandese che, forte di gomme soft nuove, in curva 5 riesce a superare Hamilton. Il pilota inglese proverà a risorpassare Verstappen sfruttando la vicina zona DRS, ma invano: Verstappen si aggiudica così il Gp di Abu Dhabi con 2”256 di vantaggio su Hamilton, e con 5”173 sulla Ferrari di Carlos Sainz Jr e conquista il suo primo titolo mondiale.

Sul podio è grande la gioia di Max Verstappen, che, pochi minuti dopo esser sceso dalla macchina riceve anche i complimenti del rivale Hamilton e del padre di quest’ultimo Anthony, ma la Mercedes non ci sta a perdere, e così circa un’ora dopo la conclusione della gara, quando nel paddock sono iniziati i festeggiamenti per la vittoria del pilota olandese, decide di presentare una doppia protesta.

La doppia protesta Mercedes

Mercedes decide quindi di presentare un doppio reclamo in merito alla vittoria di Max Verstappen al termine del Gp di Abu Dhabi. Due le violazioni riscontrate dal team campione del mondo: il fatto che Verstappen abbia leggermente superato Hamilton in regime di Safety Car (art. 48.8 del Regolamento Sportivo della F1 2021), e il fatto che non sia stato permesso a tutti i piloti doppiati ma solo a quelli compresi tra Hamilton e Verstappen di sdoppiarsi (art. 48.12 del suddetto Regolamento).
Dopo alcune riunioni tra i Commissari, Mercedes e Red Bull, si è arrivati al verdetto finale. Per quanto riguarda la prima protesta relativa al presunto superamento di Hamilton da parte di Max Verstappen in regime di Safety car, la Direzione Gara sostiene che nonostante per un breve periodo il pilota olandese possa anche aver leggermente sopravanzato il campione inglese della Mercedes in un momento in cui le monoposto acceleravano e frenavano, sostanzialmente per tutto il periodo in cui la Safety Car è rimasta in pista Verstappen è sempre stato dietro alla monoposto numero 44 del pilota inglese della Mercedes. Per questo motivo, viene respinta questa prima protesta.

La seconda protesta (quella più delicata da affrontare) in merito al mancato sdoppiamento di tutte le vetture doppiate in regime di Safety Car ha visto Mercedes e Red Bull battagliare su due posizioni totalmente diverse. Secondo Mercedes, infatti, con il comportamento della Direzione gara erano state compiute due violazioni dell’articolo 48.12 del Regolamento Sportivo della F1, in quanto tutte le vetture doppiate devono superare il leader, e che solamente quando l’ultima vettura doppiata ha superato il leader la Safety Car può tornare ai box alla fine del giro successivo. Se ciò fosse stato rispettato, Hamilton avrebbe dovuto vincere la gara.

Red Bull a sua volta risponde affermando che l’articolo 48.13 del Regolamento Sportivo recita che la frase “Safety Car in tihs lap” indica che al termine di quel dato giro la Safety Car potrà tornare ai box, che in questi casi l’art.48.13 prevale sull’art. 48.12, che l’art.15.3 attribuisce al Direttore di Gara autorità prevalente sull’uso della Safety car, e che, anche se fosse stato permesso alle monoposto doppiate di sdoppiarsi, il risultato non sarebbe cambiato.

Il Direttore di Gara Michael Masi nel ribadire che l’articolo adottato era stato il 48.13, ha poi sottolineato che era stato concordato con tutti i team che, ove possibile, la gara si sarebbe conclusa senza la presenza della Safety car. Alla luce di tutto ciò la Direzione Gara ha deciso di respingere anche la seconda protesta Mercedes dando ragione a Michael Masi, affermando che la richiesta Mercedes di considerare le posizioni al termine del penultimo giro sia un modo di accorciare la gara in modo retrospettivo, e quindi non appropriato.

La Mercedes nel corso della serata ha fatto sapere di voler ricorrere in appello presso la FIA per ribaltare la decisione in merito a questo secondo reclamo.

La gara degli altri

In una gara caratterizzata dal duello per il titolo mondiale tra Max Verstappen e Lewis Hamilton e il successivo doppio reclamo della Mercedes, merita un breve cenno la corsa degli altri, che ha visto concludere in terza posizione la Ferrari di Carlos Sainz Jr (sopra raffigurato), che con questo risultato conquista anche il quinto posto finale in Classifica Piloti. Una gara che sostanzialmente ribadisce il buon finale di stagione da parte del pilota spagnolo alla sua prima stagione in Rosso, capace nelle ultime gare in più occasioni di concludere le sessioni di libere e di qualifica davanti al compagno di squadra Charles Leclerc, classificatosi decimo al termine di una gara in cui una sosta forse un po' troppo lunga in occasione del primo pit stop, e la scelta di effettuare una seconda sosta in regime di Virtual Safety Car ha finito con il penalizzarlo più del previsto. Grazie ai risultati conquistati oggi, la Ferrari conquista matematicamente il terzo posto nel Mondiale Costruttori

Positivo il risultato finale dell’AlphaTauri, con Yuki Tsunoda quarto e Pierre Gasly quinto: il pilota nipponico conquista il miglior piazzamento nella stagione di esordio in Formula 1 che ha visto da parte sua una progressiva crescita sopratutto nella parte finale di campionato. Positiva, come detto, anche la gara di Pierre Gasly, che dal dodicesimo posto in griglia risale fino alla quinta posizione finale, ottenendo così quei punti necessari per regalare all’AlphaTauri il sesto posto finale in Classifica Costruttori, il risultato migliore conseguito dalla scuderia di Faenza nei 15 anni di esistenza della squadra (nata nel 2006 con il nome di Toro Rosso).

Deludente il sesto posto di Valtteri Bottas: partito sesto dalla griglia di partenza, il pilota finlandese alla sua ultima gara in Mercedes ha fornito una prestazione francamente sotto tono.
In settima posizione troviamo la McLaren di Lando Norris: partito dalla terza posizione in griglia, il giovane talento inglese del team di Woking è stato penalizzato da una partenza non eccezionale (che lo ha visto superato al via da Perez e da Sainz), ma ancor di più da una foratura nel corso del 50° Giro, che lo costringe a una sosta forzata, privandolo di un quinto posto che, con il senno di poi, sarebbe stato abbastanza meritato. In ottava e nona posizione troviamo le due Alpine di Fernando Alonso e di Esteban Ocon che blindano così il quinto posto finale in Classifica Costruttori.

Le Classifiche iridate

In Classifica Piloti Max Verstappen si laurea Campione del mondo con 395.5 punti, seguito da Lewis Hamilton a quota 387.5 punti. In terza posizione troviamo Valtteri Bottas con 226 punti, seguito da Perez (190), Sainz (164.5), Norris (160), Leclerc (159), Ricciardo (115), Gasly (110), e Alonso (81).

In Classifica Costruttori la Mercedes si laurea per l’ottava volta consecutiva Campione del mondo con 613.5 punti, seguita dalla Red Bull a quota 585.5 punti. In terza posizione troviamo la Ferrari con 323.5 punti, seguita da McLaren (275), Alpine (155), Alpha Tauri (142), Aston Martin (77), Williams (23), e Alfa Romeo (13).

Con il Gp di Abu Dhabi si chiude, quindi, la stagione 2021 della Formula 1. Per le squadre non è ancora, però, tempo di vacanza: i team infatti torneranno in pista sempre ad Abu Dhabi Martedì 14 e Mercoledì 15 Dicembre con due giornate destinate ai giovani piloti in cui ci sarà anche la possibilità di provare le nuove gomme Pirelli da 18 pollici, in attesa che la Formula 1 torni nuovamente in pista con la nuove monoposto il 20 Marzo 2022 sul circuito del Sakhir con il Gp del Bahrain.

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