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F1 Arabia Saudita: la vittoria di Hamilton e le incertezze della Direzione Gara© Getty Images

F1 Arabia Saudita: la vittoria di Hamilton e le incertezze della Direzione Gara

Lewis Hamilton vince il Gp di Arabia Saudita davanti a Verstappen e a Bottas azzerando così il gap in classifica con il pilota olandese.

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Una gara pazza, senza esclusione di colpi (bassi), sfuggita al controllo della Direzione Gara. Così si può sintetizzare la prima edizione del Gp d’Arabia Saudita di Formula 1, disputata ieri sera sul Jeddah Corniche Circuit che ha visto la vittoria di Lewis Hamilton su Mercedes (autore anche del giro più veloce) davanti al rivale per il titolo Max Verstappen (Red Bull) e al compagno di squadra Valtteri Bottas sulla seconda Mercedes W12, che al fotofinish ha beffato l’Alpine di Esteban Ocon, giunto quarto, con a seguire la McLaren di Daniel Ricciardo, l’AlphaTauri di Pierre Gasly, le due Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz Jr, l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi e la McLaren di Lando Norris. Un risultato, quello del Gp d’Arabia Saudita, che consente a Hamilton di raggiungere in testa alla Classifica Piloti Max Verstappen, eguagliando così il finale del Mondiale 1974, quando alla vigilia dell’ultima gara corsa sul circuito americano di Watkins Glen si trovavano in testa con pari punti (52) Emerson Fittipaldi (McLaren) laureatosi poi Campione del mondo, e Clay Regazzoni (Ferrari).

Il duello tra Hamilton e Verstappen e gli errori della Direzione Gara

Una guerra dura senza esclusione di colpi bassi tra due piloti affamati di vittoria. Così verrà ricordato il Gp d’Arabia Saudita di Lewis Hamilton e Max Verstappen, al termine di una corsa in cui anche la Direzione Gara di Micheal Masi ha, come vedremo, le sue pesanti responsabilità. Se al via tutto era filato sostanzialmente liscio con Hamilton, Bottas e Verstappen che alla fine mantenevano le proprie posizioni, nel corso del 10° Giro ecco verificarsi l’episodio che di fatto ha cambiato l’andamento della gara. La Haas di Mick Schumacher va a muro all’altezza della curva 23, la stessa che nella FP2 di venerdì sera aveva tradito la Ferrari di Charles Leclerc. Il pilota per fortuna sta bene, ed esce dalla monoposto con le proprie gambe, e, come avviene in questi casi, la Direzione Gara decide di mandare in pista la Safety Car per rimuovere la monoposto incidentata, con alcuni piloti (Hamilton, Bottas, Leclerc, Perez, Norris, Alonso, Russell, Stroll e Latifi) che decidono di anticipare la sosta approfittando del fatto che in regime di Safety Car si dimezza il tempo necessario per effettuare il pit stop. Nel corso del 13° Giro, però, ecco il primo colpo di scena: la Direzione Gara decide di fermare la corsa, esponendo la bandiera rossa. Una scelta a dir poco inspiegabile perché le barriere sembrano aver retto molto bene l’urto generato dalla Haas di Schumacher, e che sopratutto porta le monoposto che non si erano fermate (tra cui la Red Bull di Max Verstappen) a poter sostituire liberamente le gomme, finendo così con il penalizzare chi invece aveva fatto la sosta.

La decisione suscita l’irritazione di Lewis Hamilton e della Mercedes che si ritrovano così alle spalle della Red Bull, e questa irritazione si vede già al momento di schierarsi in griglia dopo che la Direzione Gara decide di optare per una partenza in griglia, con Hamilton che si lamenterà di una prova di partenza di Verstappen alle spalle della Safety Car, e con l’olandese che protesterà per il fatto che l’eptacampione del mondo della Mercedes non rispetti le dieci macchine di distanza previste nel giro di formazione dietro alla Safety Car.

Questa seconda partenza da fermo che apre di fatto il 14° Giro si preannuncia piuttosto calda, ed è quello che in effetti avviene, con Hamilton che parte meglio di Verstappen, con Verstappen che taglia curva 2 riprendendo la testa della corsa davanti a Hamilton, con Bottas che per evitare il contato con Verstappen finisce lungo rientrando in quinta posizione, e con Ocon che approfittando della bagarre risale addirittura fino alla seconda posizione, superando anche Hamilton. Verstappen dovrebbe ridare la posizione a Hamilton, ma questo vorrebbe dire far passare anche Ocon, e prosegue, ma dopo poche curve viene esposta una nuova bandiera rossa per via non solo della Red Bull ferma di Perez (dopo essere andato a muro in seguito a un contatto con Leclerc), ma anche per il contatto piuttosto forte tra la Haas di Mazepin e la Williams di Russell, con il giovane talento inglese che aveva frenato in seguito al contatto Perez-Leclerc, con il russo che lo aveva centrato in pieno sul retrotreno. Gara nuovamente fermata, con le monoposto che ritornano in pitlane, e con le polemiche che divampano ancora di più per la mancata restituzione della posizione nei confronti di Hamilton da parte di Verstappen.

In questi casi dovrebbe scattare una investigazione nei confronti del pilota olandese della Red Bull, e invece (ed è questo il secondo grave errore) il Direttore di Gara Michael Masi inizia via radio una trattativa con Red Bull proponendole prima di partire seconda con Verstappen alle spalle di Hamilton, e poi terza (era sfuggita la presenza di Ocon, che sarebbe partito davanti a tutti) al posto dell’investigazione, nel momento in cui sarebbe ripresa la gara. La Red Bull accetta la proposta, ma quello che lascia veramente straniti gli appassionati è questa trattativa: perché esiste un Regolamento se poi la Direzione gara compie delle trattative per stabilire chi parte davanti al fine di evitare una investigazione? Uno spettacolo a cui il termine “gara di Formula 1” mal si addice.

Al momento della terza partenza da fermo (che da il via al 15° dei 50 Giri previsti) Verstappen (che ha montato gomme medie per puntare tutto sulla partenza) trova il guizzo migliore e riprende la testa della corsa, approfittando del fatto che Hamilton ha stretto verso Ocon, lasciando però inevitabilmente uno spazio libero al rivale olandese che, approfittando, ringrazia.

Una volta superato Ocon, Hamilton (con l’ala anteriore leggermente danneggiata dopo la ripartenza per un contatto con il pilota francese dell’Alpine) inizia la sua rincorsa nei confronti di Verstappen dimostrandosi molto performante sopratutto nel secondo settore, con l’olandese che eguaglia le prestazioni di Hamilton nel terzo settore e che nel primo settore guadagna fino a sei decimi, dimostrando una volta di più la bontà aerodinamica della sua Red Bull RB16B.
Hamilton ha il vantaggio di poter andare fino in fondo con la gomma dura, con cui la sua Mercedes W12 dimostra una volta di più un ottimo feeling, mentre per Verstappen sembra difficile poter concludere la gara con le sue gomme medie.
Con il passare dei giri, Hamilton comincia ad avvicinarsi sempre di più a Verstappen approfittando del miglior stato delle gomme dure e, nel corso del 37° giro, tenta l’attacco, con entrambi i piloti che finiscono con il tagliare Curva 2 (Verstappen più di Hamilton). Hamilton al momento dell’attacco era in vantaggio, per cui secondo Regolamento Verstappen dovrebbe cedere la posizione al campione inglese della Mercedes, ma i due finiscono nel corso del 38° Giro con il tamponarsi pur rimanendo entrambi in pista e in gara. Necessaria una nuova investigazione che verrà affrontata a gara finita.

Intanto, però, Verstappen prosegue in testa, senza lasciare strada ad Hamilton (con l’ala anteriore ancora più danneggiata), con la Mercedes furibonda nei team radio con la Direzione gara. Nel corso del 43° Giro Verstappen cede la posizione ad Hamilton all’altezza dell’ultima curva, salvo poi ripassarlo sfruttando il DRS. La Direzione Gara decide così di comminare cinque secondi di penalità a Max Verstappen (per essere rientrato in pista nel corso del 37° Giro davanti a Hamilton quando ha tagliato all’altezza di Curva 2), con il pilota olandese che nel giro successivo (il 44°), darà strada libera a Hamilton, anche in questo caso poco prima dell’ultima curva.

Gli ultimi giri vedranno Hamilton scappare via e Verstappen non poter effettuare la sosta ai box con gomme medie di fatto finite, perché rischierebbe di perdere la posizione su Ocon, in lotta con la Mercedes di Valtteri Bottas per il terzo posto, con il finlandese che solamente al fotofinish (come possiamo vedere dal tweet sopra raffigurato) prima di tagliare il traguardo riuscirà a superare il pilota francese dell’Alpine, andando così a conquistare un terzo posto basilare per la leadership del team tedesco nella Classifica Costruttori.

La gara, come detto, proseguirà anche una volta sventolata la bandiera a scacchi, con Hamilton e Verstappen ascoltati dai commissari per il tamponamento avvenuto nel corso del 38° Giro, con la Direzione gara che alla fine attribuirà l’intera responsabilità al pilota olandese, sanzionandolo secondo il comunicato emesso alle 23:36 ora italiana con altri dieci secondi di penalità e con due punti tolti sulla Superlicenza. Una decisione, questa, mal accettata dalla Red Bull (con Helmut Marko che protesterà per la differenza di trattamento tra la sua scuderia e la Mercedes, e con il Team Principal Chris Horner che ha rimpianto la mancanza dello storico direttore di gara Charlie Whiting, scomparso nel 2019 a Melbourne a tre giorni dalla prima gara della stagione, il Gp d’Australia), ma che di fatto non cambia la posizione finale al termine della gara di Verstappen.

La gara degli altri

Alla luce della bandiera rossa esposta nel corso del 13° Giro dalla Direzione gara, che di fatto ha condizionato pesantemente l’esito della corsa, risulta difficile analizzare nel concreto la gara alle spalle del duo Hamilton-Verstappen, con alcuni piloti pesantemente penalizzati . Se Daniel Ricciardo conquista un buon quinto posto davanti all’AlphaTauri di Pierre Gasly, la Ferrari sopratutto con Charles Leclerc (sopra raffigurato assieme al compagno di squadra Carlos Sainz Jr) poteva ambire quantomeno a un quarto posto. Purtroppo però il pilota monegasco se con la bandiera rossa si è ritrovato di fatto in sesta posizione dopo aver fatto la sosta, con le due successive ripartenze ha finito con il perdere posizioni per la difficoltà della gomma dura ad andare subito in temperatura, gareggiando così con il suo compagno di squadra Carlos Sainz Jr, giunto ottavo.
In nona posizione troviamo l’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi, autore di una gara regolare corsa senza prendersi particolari rischi, davanti alla McLaren di Lando Norris, decimo e penalizzato al pari di Leclerc dall’esposizione (incomprensibile) della prima bandiera rossa.

Le Classifiche iridate

In Classifica Piloti Max Verstappen e Lewis Hamilton sono in testa a pari merito con 369.5 punti. In terza posizione troviamo Valtteri Bottas con 218 punti, seguito da Perez (190), Leclerc (158), Norris (154), Sainz (149.5), Ricciardo (115), Gasly (100), e Alonso (77).

In Classifica Costruttori la Mercedes resta in testa con 587.5 punti, seguita dalla Red Bull a quota 559.5 punti. In terza posizione troviamo la Ferrari con 307.5 punti, seguita da McLaren (269), Alpine (149), Alpha Tauri (120), Aston Martin (77), Williams (23), e Alfa Romeo (13).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica prossima, 12 Dicembre, con l’ultima gara della stagione, il Gp di Abu Dhabi, con diretta su Sky e TV8.

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