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F1 Arabia Saudita: la pole di Hamilton e l’harakiri di Verstappen© Getty Images

F1 Arabia Saudita: la pole di Hamilton e l’harakiri di Verstappen

Finale appassionante di qualifiche a Jeddah, con il campione inglese della Mercedes in pole davanti a Bottas, e con il pilota olandese che vanifica una pole di fatto sua con un errore all’ultima curva. Ferrari quarta con Leclerc.

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Una qualifica appassionante. Su un circuito nuovo per la Formula 1 come quello di Jeddah in Arabia Saudita Lewis Hamilton su Mercedes conquista la sua 103° pole in carriera davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e al suo rivale per il titolo Max Verstappen su Red Bull, autore di un ultimo tentativo veramente eccezionale che quasi sicuramente gli avrebbe regalato la pole position con quasi quattro decimi di vantaggio sull’eptacampione inglese della Mercedes. Un errore all’ultima curva (con contatto piuttosto pesante sul retrotreno) che non solamente lo priva della pole andata poi ad Hamilton, ma che sopratutto potrebbe essere decisivo in ottica mondiale nel caso (piuttosto plausibile) di una sostituzione del cambio per via dell’impatto, con il serio rischio di partire ottavo domani in gara su una pista dove sorpassare è decisamente difficile.
Qualifica parzialmente positiva in casa Ferrari: se Charles Leclerc riscatta l’incidente di ieri in FP2 con un ottimo quarto posto in griglia, un testacoda con contatto del retrotreno contro le barriere con danneggiamento dell’ala posteriore priva la scuderia di Maranello di un ottimo Carlos Sainz (quindicesimo), chiamato a una difficile gara di rimonta dopo aver dimostrato di trovarsi piuttosto bene su questa pista nel corso delle tre sessioni di libere. Da sottolineare, infine, il decimo tempo in griglia di Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), che ha confermato una volta di più il suo feeling con i circuiti cittadini.

Verstappen e una pole mancata

Avere la pole tra le mani, ed andare improvvisamente a muro. A volte nella Formula 1 così come nella vita di tutti i giorni bastano pochi secondi per cambiare il corso di un dato evento, e questo è quanto avvenuto nella fattispecie a Max Verstappen, passato dal realizzare una bellissima impresa a un harakiri le cui conseguenze potrebbero rischiare seriamente di complicare il suo sogno iridato. Il tutto avviene in Q3, con Verstappen che nel corso della giornata odierna prima in FP3 e poi in Q1 e Q2 dimostra di essere uno dei pochi a saper sfruttare molto bene le gomme soft nella simulazione di giro secco, riuscendo tentativo dopo tentativo a ribattere gli attacchi delle Mercedes di Lewis Hamilton e di Valtteri Bottas. Arriviamo così a quell’ultimo tentativo che vede il pilota olandese della Red Bull prendersi qualche rischio andando a sfiorare in ben due occasioni le barriere, riuscendo però ad ottenere ben due parziali record che lo portano ad avere un vantaggio che poco prima di affrontare l’ultima curva è quantificabile intorno ai quattro decimi, come ci dimostra anche l’onboard del volante.

Nell’affrontare, però, l’ultima curva, Verstappen sbaglia, e finisce con l’impattare violentemente con la gomma posteriore destra contro le barriere di protezione. Qualifica finita per lui, e pole di fatto regalata nelle mani del rivale per il titolo, Lewis Hamilton, il quale ringrazia non poco, considerato che nel pomeriggio l’eptacampione della Mercedes aveva rischiato molto seriamente di venir penalizzato dai commissari sia per il mancato rispetto delle bandiere gialle (accese solamente un secondo), sia per un impeding ai danni della Haas di Nikita Mazepin. Se nel primo caso Hamilton è stato assolto in quanto le bandiere gialle si sarebbero accese accidentalmente in un tratto di pista dove non era stata esposta alcuna bandiera, nel caso dell’impeding il pilota inglese ha subito una reprimenda (la seconda stagionale) , ma non una penalizzazione in griglia perché su questa pista doveva essere la squadra ad avvisare preventivamente il pilota di dar strada a Mazepin (cosa non accaduta), motivo per il quale alla fine la Mercedes è stata sanzionata con una multa di 25.000 Euro.

Proprio in merito all’impeding, in serata la Red Bull aveva annunciato una possibile protesta relativa alla scarna sanzione comminata ad Hamilton, salvo poi improvvisamente fare marcia indietro. Probabile che il team abbia preferito in questo momento soffermarsi sui possibili danni occorsi alla monoposto di Max Verstappen, che potrebbero finire addirittura con l’ostacolare non poco il cammino iridato del pilota olandese. Nonostante, in apparenza, l’impatto possa aver riguardato solamente la gomma posteriore destra, in realtà c’è profonda preoccupazione per la zona del cambio, che, in virtù dell’impatto, potrebbe essersi danneggiato costringendo così la squadra a sostituirlo, arretrando di fatto Verstappen dal terzo all’ottavo posto in griglia (che potrebbe diventare addirittura tredicesimo qualora la Red Bull oltre al cambio decidesse di sostituire anche il motore endotermico più che altro in vista della prossima gara ad Abu Dhabi).

Con la Mercedes che grazie all’errore di Verstappen ha conquistato l’intera prima fila con Bottas secondo (nonostante una perdita di carburante dal motore che ha costretto i meccanici Mercedes a montare a tempo di record tra FP3 e qualifiche una ulteriore power unit) alle spalle di Hamilton, con le frecce d’argento che nella simulazione passo gara della FP2 avevano dimostrato un passo gara migliore rispetto alla Red Bull, e con Perez (quinto) che partirà alle spalle della Ferrari di Charles Leclerc (quarto), ecco quindi che l’errore di Verstappen oggi potrebbe avere un peso se come sembra le Mercedes faranno il vuoto davanti a loro. Il tutto per aver voluto strafare con una pole in tasca.

Ferrari: il quarto tempo di Leclerc e l’errore di Sainz

“Farò di tutto per ripagare lo sforzo della squadra con il miglior risultato possibile”. Questo l’obiettivo che Charles Leclerc si era prefissato per voler ringraziare i meccanici per aver di fatto ricostruito la sua monoposto (e in particolare il retrotreno) dopo l’impatto occorso in curva 22 sul finire della FP2. Impegno alla fine mantenuto. Il pilota monegasco infatti, grazie a un ottimo giro, sul finire della Q3 è riuscito a risalire in classifica chiudendo al quarto posto su una pista dove, come già detto, superare è impossibile. Ora il pensiero del monegasco è sul passo gara, dove la Rossa aveva dimostrato di essere competitiva, sia con lui, che con Carlos Sainz Jr, autore oggi di un errore in Q2 in curva 11 che purtroppo ha provocato un danno lieve ma significativo all’ala posteriore. Il pilota spagnolo è riuscito a riportare la sua monoposto ai box, ma pochi minuti dopo essere tornato in pista per effettuare l’ultimo tentativo lanciato per accedere in Q3, ripassando nella zona dell’incidente l’ala posteriore si è mossa andando così a sbilanciare la monoposto, con lo spagnolo che ha rischiato di finire nuovamente in testacoda. Se per la gara di domani Sainz potrà contare su un’ala posteriore nuova, il fatto di partire quindicesimo su una pista dove sorpassare è assai difficile complica non poco la sua rimonta.

Le qualifiche degli altri

Scorrendo la classifica, da sottolineare l’ottima performance di Pierre Gasly, che con la sua AlphaTauri si piazza in sesta posizione a soli due millesimi dalla Red Bull di Sergio Perez (quinto). L’ennesima conferma, questa, di quanto il pilota francese sia maturato negli ultimi due anni rispetto al giovane talentuoso che approdò nel 2019 a Milton Keynes, e che aspira un giorno a poter tornare in Red Bull al fianco di Verstappen al posto del pilota messicano. In ottava posizione troviamo la seconda AlphaTauri di Yuki Tsunoda (autore di una qualifica piuttosto regolare che lo ha visto in alcuni momenti fare addirittura il parziale record nel primo settore), che segue la McLaren di Lando Norris, settimo su una pista su cui dalla scuderia di Woking forse era lecito aspettarsi qualcosina di più. In nona posizione troviamo Esteban Ocon, un pò più in difficoltà con un’Alpine apparsa a Jeddah meno brillante rispetto a quella ammirata in Qatar, come si evince anche dal tredicesimo posto di Fernando Alonso.

Bellissima, invece, la qualifica di Antonio Giovinazzi, che a due gare dal termine della sua avventura in Alfa Romeo (e momentaneamente anche in Formula 1) regala al team con sede a Hinwil un preziosissimo decimo posto in griglia, non esitando a prendersi dei rischi in Q2 andando a sfiorare i muri, e a difendersi un pochino di più in Q3. L’auspicio è che su un circuito cittadino (tipologia amatissima dal pilota di Martina Franca) Antonio possa avere la possibilità di mostrare il suo valore (senza venir penalizzato dagli errori strategici della squadra), potendo così regalare all’Alfa dei punti preziosi per la Classifica Costruttori.

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