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Ricordando Frank Williams© Getty Images

Ricordando Frank Williams

Il mondo della Formula 1 piange la scomparsa di Frank Williams, avvenuta Domenica 28 Novembre all’età di 79 anni

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Una vera e propria leggenda, a capo della squadra da lui fondata e diretta per oltre quattro decadi, portandola ad essere la terza più vincente di tutti i tempi. Il mondo della Formula 1 piange con immenso dolore la scomparsa di Frank Williams, avvenuta nella mattinata di domenica a 79 anni.
Tante le sfide dentro e fuori la pista, che Sir Frank aveva dovuto affrontare (a cominciare dall’incidente automobilistico subito nel 1986 in Costa Azzurra che lo rende tetraplegico), ma dinanzi alle quali il patron britannico ha cercato di combattere dando tutto se stesso, ottenendo sempre dei grandissimi risultati, figli di quella grinta che ha sempre caratterizzato la sua vita, e che lo hanno portato a conquistare al comando della sua scuderia ben sette titoli piloti e nove titoli costruttori, prima di cederla nell’Agosto 2020 al fondo d’investimento americano Dorilton Capital, chiudendo così l’epoca dei team a conduzione prettamente familiare.

L’approdo in Formula 1

Nato a South Shields il 16 Aprile 1942, Frank Williams comincia ad innamorarsi dei motori quando un amico sul finire degli anni 50 gli fa guidare una Jaguar XK150. Seguirà una breve esperienza come pilota e meccanico al termine della quale nel 1966 Williams fonda la Frank Williams Racing Cars. In quei primi anni di attività la scuderia corre in Formula 2 e Formula 3 schierando tra le sue fila piloti del calibro di Piers Courage, Richard Burton, Tetsu Ikuzawa e Tony Trimmer, per poi approdare nel 1969 in Formula 1 dopo aver acquistato dalla Brabham la BT23C del 1967 e la BT26A del 1968. Nel 1970 inizia una collaborazione con il pilota spagnolo Alejandro De Tomaso e con la sua società di produzione di automobili, che si concluderà dopo un breve periodo in seguito alla scomparsa di Courage durante il Gp dell’Olanda corso il 21 Giugno dello stesso anno sul circuito di Zandvoort. Dopo la stagione 1971 corsa utilizzando delle March 701 e 711, il 15 Luglio 1972 assistiamo in occasione del Gp di Gran Bretagna sul circuito di Brands Hatch al debutto della prima monoposto progettata dalla stessa scuderia: una Polistyl FX3, affidata al francese Henry Pescarolo, che si ritirerà dopo i primi sette giri causa incidente. Queste prime annate prive di successi rappresentano un momento di difficoltà economica per Williams, che riesce a proseguire grazie alle sopraggiunte sponsorizzazioni di Marlboro e Iso. Purtroppo, però, nel 1976 il fallimento dell’Iso costringe giocoforza Williams ad accettare la proposta di acquisto da parte del petroliere canadese Walter Wolf che, dopo poche gare (per la precisione alla vigilia del Gp di Spagna) non esita a cambiare il nome del team in da Frank Williams Racing Cars in Walter Wolf Racing, spostando in ruoli marginali proprio l'ex proprietario del team e l'amico-socio di Williams, Patrick Head. Da qui la decisione di Frank Williams e di Patrick Head di lasciare l'anno successivo la Walter Wolf Racing (che chiuderà i battenti al termine della stagione 1979) e di fondare in quello stesso 1977 una nuova squadra denominata Williams Grand Prix Engineering (per intenderci la Williams attuale), che debutta ufficialmente nel Mondiale di Formula 1 con una sola monoposto (la Williams con telaio March 761 motorizzata Ford) affidata al belga Patrick Neve l'8 Maggio 1977 nel Gp di Spagna, corso sul circuito di Jarama.

Questa prima stagione sarà piuttosto deludente, e porterà come miglior risultato il settimo posto nel Gp d'Italia corso a Monza.

Il 1978 vede la realizzazione della prima vera monoposto Williams (la FW06), ad opera di Patrick Head, e la scelta di un nuovo pilota per l'unica monoposto schierata dal team di Grove: l'australiano Alan Jones. La FW06 non solo conquisterà i primi punti nel Mondiale grazie al quarto posto in Sudafrica, e al quinto in Francia, ma sul finale di stagione anche il primo podio in virtù del secondo posto nel Gp degli Usa Est corso a Watkins Glen.

Per la prima vittoria bisogna aspettare l'anno successivo, il 1979, quando la Williams decide di schierare non una, ma ben due vetture per godere dei benefici previsti dalla FOCA (Formula One Constructor Association) di Bernie Ecclestone: al riconfermato Alan Jones viene affiancato il più esperto Clay Regazzoni, e sarà proprio l'ex pilota della Ferrari a portare sul gradino più alto del podio la FW07 (dotata di effetto suolo) vincendo il 14 Luglio il Gp di Gran Bretagna sullo storico circuito di Silverstone. A quella prima vittoria (preceduta il giorno prima dalla prima pole position del team di Grove fatta registrare da Alan Jones) seguiranno in quello stesso anno altri 4 successi (Austria, Germania, Olanda e Canada con Alan Jones), che consentiranno al team inglese di conquistare il secondo posto nel Mondiale Costruttori.
I tempi per il titolo mondiale sono ormai maturi, ed arriva puntualmente l'anno successivo, il 1980, con Alan Jones che conquisterà il primo titolo mondiale piloti nella storia della Williams, suffragato anche dalla conquista del titolo costruttori.
Nei 43 anni di gestione della famiglia Williams (1977-2020) saranno sette i titoli piloti conquistati dal team di Grove (oltre al titolo di Jones nel 1980, si laureeranno campioni del mondo con la Williams anche Keke Rosberg nel 1982, Nelson Piquet nel 1987, Nigel Mansell nel 1992, Alain Prost nel 1993, Damon Hill nel 1996 e Jacques Villeneuve nel 1997), mentre nove sono stati i titoli costruttori (1980, 1986, 1987, 1992,1993,1994,1996 e 1997).

Frank Williams e l’incidente mortale di Senna a Imola

Se tra gli anni 80 e gli anni 90 la Williams è riuscita a raggiungere in pista la sua vetta massima di competitività, un episodio più di altri ha fatto molto male a Sir Frank, segnandolo profondamente: l’incidente costato la vita il 1° Maggio 1994 ad Imola a quello che era il pilota più forte al mondo, desideroso di tornare a vincere sulla monoposto più forte dopo il biennio di difficoltà in McLaren dopo il dominio fatto segnare tra il 1988 e il 1991: Ayrton Senna.

Un rapporto speciale, quello tra Ayrton Senna e Frank Williams: nel 1983 il primo test del pilota brasiliano su una monoposto di Formula 1 fu proprio a bordo di una monoposto del team di Grove, 83 giri sulla pista di Donington più che altro per curiosità personale, a cui poi seguiranno dei test con McLaren, un possibile approdo in Brabham grazie al rapporto stretto instaurato con il patron Bernie Ecclestone bloccato dallo sponsor principale Parmalat (che voleva un secondo pilota italiano in squadra) con conseguente approdo alla Toleman nel 1984, a cui seguirà il passaggio in Lotus per il triennio 1985-1987, e l’approdo in McLaren dal 1988 al 1993, con cui conquisterà tre titoli mondiali nel 1988, nel 1990 e nel 1991.

Negli anni, però, Frank Williams non si era dimenticato di Senna, e così tra il 1992 e il 1993 negli anni di massimo splendore della FW14B e della FW15C (monoposto caratterizzate dalle sospensioni attive e dal controllo di trazione) il patron inglese cercò in tutti i modi di riportare a Grove il campione brasiliano, incassando prima il veto di Alain Prost, ingaggiato per il 1993 dalla scuderia inglese, e poi il via libera per la stagione 1994, che però vedrà l’approvazione di un Regolamento che vieta sulle monoposto l’utilizzo di qualsiasi dispositivo elettrico. Il risultato è che senza controllo di trazione e le sospensioni attive la Williams perde competitività, con una monoposto (la FW16) instabile e difficile da guidare, oltre a presentare un abitacolo troppo stretto in cui Senna fa fatica ad entrare.
Dopo le prime due gare di campionato che avevano visto nel Gp inaugurale della stagione in Brasile e nel Gp del Pacifico (sul circuito nipponico di Aida) due ritiri di Senna, il pilota brasiliano conquista Sabato 30 Aprile nella terza gara di campionato in programma ad Imola la pole position al termine di una sessione di qualifica che verrà ricordata per la scomparsa del pilota austriaco della Simtek Roland Ratzenberger. Il pilota brasiliano ne viene colpito, e così decide di portare con se in macchina al via della gara una bandiera austriaca, da sventolare in caso di vittoria sul gradino più alto del podio in segno di solidarietà. Nel corso del settimo giro, però, il piantone dello sterzo (modificato e allungato nella notte tra sabato e domenica per consentire ad Ayrton una migliore guida del mezzo, visto che in un primo momento con le nocche arrivava a toccare l’abitacolo) si rompe, con il brasiliano passeggero di una monoposto di fatto impossibile da controllare che va a sbattere contro il muretto situato all’altezza della curva del Tamburello. Per Senna, purtroppo non c’è nulla da fare. Nel 1997 prende il via il processo per la morte del pilota brasiliano che vedrà sul banco degli imputati Frank Williams e il Dt Patrick Head accusati di omicidio colposo, che nel 2005 verranno prosciolti da ogni grado di accusa. Williams era molto legato al pilota brasiliano, e non accetterà mai la sua scomparsa.

La Formula 1 e il ricordo di Frank Williams

Tantissimi gli omaggi che il Circus ha voluto tributare a una leggenda del calibro di Frank Williams, a cominciare dall’account Twitter della Formula 1 che nel ricordare Sir Frank (nel 1987 aveva infatti ricevuto dalla Regina Elisabetta il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico, a cui era seguito nel 1999 quello di Cavaliere) sottolinea quanto la sua vita sia stata guidata dalla passione per il motorsport, che la sua eredità è incommensurabile e farà parte per sempre della F1, che conoscerlo è stata un’ispirazione e un privilegio e che mancherà profondamente al mondo della Formula 1.

Così il Presidente e CEO della Formula 1, Stefano Domenicali ha voluto ricordare sul sito ufficiale Frank Williams. “Questa mattina Claire Williams ha chiamato per informarmi della triste notizia che il suo amato padre, Sir Frank Williams, era morto. Era un vero gigante del nostro sport che ha superato le sfide più difficili della vita e ha lottato ogni giorno per vincere dentro e fuori la pista. Abbiamo perso un membro molto amato e rispettato della famiglia F1 e ci mancherà moltissimo. I suoi incredibili risultati e la sua personalità saranno impressi per sempre nel nostro sport. I miei pensieri sono con tutta la famiglia Williams e gli amici in questo momento triste".

Questo su Twitter il ricordo del Presidente Fia, Jean Todt. “Notizia molto triste. Sir Frank Williams lascia un'impronta indelebile nella storia della Formula 1. Era un pioniere, una personalità eccezionale e un uomo esemplare. A nome dell'intera Federazione, i nostri pensieri sono con la sua famiglia, i suoi amici e il team Williams. Riposa in pace amico mio”. 

Tantissimi i ricordi che nelle ore si sono succeduti per ricordare Frank Williams, a cominciare dalla figlia Claire (che dal 2013 era diventata Vice Team Principal della squadra, prendendo il posto del padre), che di lui ricorda la sua tenacia, la sua determinazione, la sua passione e quanto lui sia stato un modello fondamentale per lei.

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Tra i piloti che hanno voluto ricordare Frank Williams non possiamo non citare Lewis Hamilton, che nel 2019 non esitò a fare alcuni giri di pista a bordo della Mercedes AMGS63 con al fianco Frank Williams poche ore prima del Gp di Gran Bretagna. Quello che colpisce delle immagini è stata la grande complicità che si andò a creare tra lo storico proprietario del team di Grove e il campione inglese, che su richiesta di Sir Frank non esitò a fare un giro in più e ad andare un po' più veloce. Un ultimo momento di serenità in pista prima dell’uscita di scena avvenuta lo scorso anno, che ha visto il Circus salutare un uomo capace di scrivere pagine innumerevoli di storia della Formula 1, e che mancherà sicuramente a tutti gli appassionati.

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