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F1 Qatar: la vittoria di Hamilton e il podio di Alonso© Getty Images

F1 Qatar: la vittoria di Hamilton e il podio di Alonso

L’eptacampione del mondo della Mercedes conquista il Gp del Qatar davanti a Verstappen (Red Bull) e all’Alpine del pilota asturiano, che torna sul podio dopo 109 gare.

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Una vittoria netta, ottenuta senza mai soffrire. Lewis Hamilton su Mercedes conquista il Gp del Qatar, ventesima prova del Mondiale 2021 di Formula 1, davanti alla Red Bull di Max Verstappen (autore del giro più veloce), ma i riflettori oggi sono tutti per Fernando Alonso che dopo 109 gare torna sul podio al termine di una gara di sostanza in cui l’esperienza e la capacità di gestione delle gomme da parte dell’asturiano sono state le cifre distintive di un podio che certifica il buon feeling che per tutto il weekend l’Alpine ha avuto con la pista di Losail, certificato anche dal quinto posto di Esteban Ocon, giunto sul traguardo alle spalle di un buon Sergio Perez, autore di una buona rimonta. Gara positiva in casa Aston Martin sia per Lance Stroll (autore di un bellissimo sorpasso nel corso del nono giro ai danni sia dell’Alpha Tauri di Yuki Tsunoda che della Mercedes di Valtteri Bottas, che ha ricordato quello di Mika Hakkinen ai danni di Michael Schumacher nel Gp del Belgio 2000 a Spa-Francorschamps) che per Sebastian Vettel decimo, mentre per la lotta al terzo posto del Mondiale Costruttori bisogna registrare il settimo e l’ottavo posto della Ferrari di Carlos Sainz Jr e di Charles Leclerc, che hanno chiuso davanti alla McLaren di Lando Norris (nono), al termine di una corsa piuttosto opaca per la scuderia di Maranello, che approfitta della foratura del giovane talento inglese del team di Woking per guadagnare altri otto punti sulla McLaren.

Alonso e il ritorno sul podio dopo sette anni

La grinta immutata del combattente. Nel Gp del Qatar Fernando Alonso ha dimostrato una volta di più quanto l’esperienza e il talento del campione siano importanti nel saper affrontare una gara affascinante ma anche piena di incognite su una pista nuova per tutti com’era quella di Losail. Vero, il fatto di partire in terza posizione dopo le penalità comminate a Max Verstappen (5 posizioni da scontare in griglia con retrocessione dalla seconda alla settima posizione) e a Valtteri Bottas (3 posizioni da scontare in griglia con retrocessione dalla terza alla sesta posizione) per via del mancato rispetto delle bandiere gialle causate dal dechappamento della gomma anteriore destra dell’Alpha Tauri di Pierre Gasly può indubbiamente esser stato un incentivo, ma la grinta e l’abilità del campione o ce l’hai, o non ce l’hai. E un campione del calibro di Fernando Alonso non può non averla, a cominciare dalla partenza, dove in poche curve il pilota asturiano attacca Gasly (partito in prima fila al fianco del poleman Lewis Hamilton) conquistando il momentaneo secondo posto (prima di venir superato nel corso del quinto giro da Verstappen), ma anche e sopratutto nel corso della gara, con Alonso chiamato a gestire le gomme, riuscendo così a fare una sosta in meno rispetto alla Red Bull di Sergio Perez e nel finale a controllare il ritorno del messicano, portando a casa un podio impensabile alla vigilia. Il tutto potendo contare su una Alpine A521 che molto bene si è comportata per tutto il weekend in Qatar (come si evince anche dal quinto posto finale di Esteban Ocon), raggiungendo così un risultato che mancava a Fernando da ben 2674 giorni, e da 109 gare. Era, infatti, dal Gp d’Ungheria 2014 (quando ancora militava in Ferrari) che Alonso (nominato dagli appassionati di tutto il mondo Driver Of The Day del Gp del Qatar) non conquistava un podio iridato, mettendo così finalmente la parola fine a un tabù che gli consente al termine del Gp del Qatar di entrare nella storia come il quinto quarantenne a salire sul podio dopo Mario Andretti, Jacques Laffite, Nigel Mansell e Michael Schumacher.

Il duello iridato tra Mercedes e Red Bull in Qatar

Oltre al meritato ritorno di Fernando Alonso sul podio, il Gp del Qatar ha una volta di più evidenziato l’intensità del duello per il titolo iridato tra Hamilton e Verstappen. I due di fatto hanno corso una gara a se: troppa la differenza nel tempo sul giro tra i due contendenti al titolo mondiale e gli altri piloti, con Lewis (autore di una buona partenza al via con cui ha ribadito la prima posizione dopo la pole conquistata ieri) pronto a controllare la gara emulando con il suo team la strategia di Max, abile al via a risalire in poche curve dal settimo al quarto posto, e in quattro giri a guadagnare quella seconda posizione ottenuta in qualifica, prima che il mancato rispetto delle bandiere gialle in occasione del dechappamento della gomma di Gasly costringesse la Direzione Gara a penalizzare il pilota olandese con cinque posizioni di penalità in griglia. Assodato che la vittoria era impossibile contro l’ottima Mercedes e l’ottimo Hamilton visti oggi, nel finale Verstappen (già autore del giro più veloce) si è fermato una terza volta ai box per montare gomme soft e tentare di realizzare il giro più veloce (1’23”196), quasi a voler ulteriormente rimarcare il territorio nei confronti di Hamilton, nonostante per via dei problemi al DRS riscontrati nel corso delle libere la scuderia di Milton Keynes abbia montato sulla monoposto del pilota olandese l’ala di maggior carico. Una gara, quella del Qatar, dalla quale Verstappen esce tutto sommato con la consapevolezza di aver limitato al massimo i danni, in una domenica in cui la Red Bull guadagna comunque punti preziosi per il titolo Costruttori, grazie al quarto posto finale di Sergio Perez, autore di un’ottima gara.

A dire il vero, tornando in casa Mercedes, anche Valtteri Bottas dopo un inizio piuttosto deludente con una pessima partenza che lo aveva fatto precipitare fino all’undicesimo posto (era partito settimo dopo esser stato penalizzato in griglia al pari di Verstappen per il mancato rispetto delle bandiere gialle sul finire della Q3 di ieri) aveva disputato uno stint di gara tutto sommato positivo, ma nel corso del 34° Giro (quando era riuscito a risalire almeno fino al terzo posto senza effettuare alcun pit stop secondo la strategia messa a punto dalla Mercedes) una foratura alla gomma anteriore sinistra generata dal contatto con un cordolo lo costringe ad effettuare la sosta, passando così da gomme medie a gomme dure. La maestria con cui Bottas piuttosto repentinamente era riuscito a rientrare ai box si ritorce però contro il finlandese, in quanto il fondo della sua Mercedes risulterà essere pesantemente danneggiato. Non potendo migliorare la propria performance in pista, la Mercedes deciderà di richiamare Bottas ai box per il ritiro definitivo.
Da registrare che nel corso della gara anche Lando Norris (McLaren) nonché i piloti Williams Russell e Latifi toccando i cordoli troppo alti del circuito di Losail hanno accusato delle forature sulla gomma anteriore sinistra.

Ferrari: Sainz e Leclerc settimo e ottavo

Una gara sostanzialmente in chiaroscuro. La Ferrari nonostante la gara anonima della SF21 sul circuito di Losail caratterizzata dal settimo posto di Carlos Sainz Jr e dall’ottavo di Charles Leclerc, alla fine trova comunque il motivo di sorridere grazie agli otto punti guadagnati nei confronti della McLaren (nona con Lando Norris e dodicesima con Daniel Ricciardo) che porta a 39.5 i punti di vantaggio sul team di Woking in Classifica Costruttori. Una gara, quella della Rossa, incentrata sul fatto di gestire al meglio gli pneumatici in modo tale da fare un’unica sosta, visto che uno dei problemi accusati dalla scuderia di Maranello riguardava l’eccessiva usura sulle gomme.

Detto questo, è necessario tributare un doppio plauso, in una giornata poco esaltante per le prestazioni in pista, ai meccanici della Rossa, capaci in mattinata di sostituire a tempo di record il telaio sulla monoposto di Charles Leclerc (permettendo così al monegasco di partire dalla tredicesima posizione e non dalla pit lane), e nel corso del 29° Giro di effettuare un doppio pit stop nell’arco di pochissimi secondi, montando sia sulla monoposto di Sainz (2”2) che in quella di Leclerc (2”4) le gomme dure, dopo che entrambi avevano iniziato la gara con un set di gomme medie.

La gara degli altri

Scorrendo la classifica, merita un plauso la gara di Lance Stroll (Aston Martin), classificatosi sesto. Nel corso del nono giro bellissimo il sorpasso ai danni di Yuki Tsunoda e di Valtteri Bottas, che ha ricordato molto agli appassionati il sorpasso di Mika Hakkinen ai danni di Michael Schumacher nel Gp del Belgio 2000, mentre entrambi stavano doppiando la BAR di Ricardo Zonta.

Decimo il compagno di squadra Sebastian Vettel, autore di una buona gara di rimonta dopo esser stato penalizzato al via dalla pessima partenza davanti a lui di Valtteri Bottas, che ha finito con l’azzerare il vantaggio generato dalle buone qualifiche di ieri.

Delusione in casa McLaren per il risultato rimediato in Qatar. Lando Norris chiude, come detto, in nona posizione, dopo esser stato fino a pochi giri dal termine al quarto posto a causa di una foratura alla gomma anteriore sinistra. Piena di difficoltà la gara di Daniel Ricciardo (12°), con il pilota italo-australiano che ha confessato di essersi sentito un passeggero per il 75% della gara.

Gara da dimenticare anche in casa AlphaTauri con Pierre Gasly undicesimo e Yuki Tsunoda tredicesimo. Gasly (partito in prima fila al fianco di Hamilton) dopo aver perso nei primi due giri due posizioni a favore di Alonso e di Verstappen ha finito con il pagare la decisione della squadra di anticipare repentinamente la prima sosta (12° Giro), trovandosi così in fondo al gruppo, e con un passo gara definito dallo stesso pilota scioccante, e senza velocità per superare chi si trovava davanti a lui.

Le Classifiche iridate

In Classifica Piloti Max Verstappen resta in testa, ma vede scendere a 8 i punti di vantaggio su Hamilton: 351.5 i punti dell’olandese contro i 343.5 del campione del mondo uscente. In terza posizione troviamo Valtteri Bottas con 203 punti, seguito da Perez (190), Norris (153), Leclerc (152), Sainz (145.5), Ricciardo (105), Gasly (92), e Alonso (77).

In Classifica Costruttori la Mercedes resta in testa con 546.5 punti, seguita dalla Red Bull a quota 541.5 punti. In terza posizione troviamo la Ferrari con 297.5 punti, seguita da McLaren (258), Alpine (137), Alpha Tauri (112), Aston Martin (77), Williams (23), e Alfa Romeo (11).

Prossimo appuntamento con la Formula 1 Domenica 5 Dicembre, con il Gp dell’Arabia Saudita, con diretta esclusiva su Sky, e differita serale in chiaro su TV8.

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