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Formula 1, presentazione Gp Bahrain© Getty Images

Formula 1, presentazione Gp Bahrain

La Formula 1 sbarca in Bahrain per la prima gara della stagione 2021.

Un viaggio lungo 23 tappe. Dopo poco più di quattro mesi dall’ultima gara svoltasi ad Abu Dhabi, la Formula 1 riprende il suo cammino, e lo fa partendo dal Bahrain, che si accinge così ad ospitare in 119 giorni la sua terza gara iridata (dopo aver ospitato tra il 29 Novembre e il 6 Dicembre scorsi il Gp del Bahrain e il Gp del Sakhir), nonché l’unica sessione di test precampionato prevista per questa stagione. Come già avvenuto nel 2006 e nel 2010 con una vittoria in entrambi i casi di Fernando Alonso, sarà il circuito del Sakhir a dare il via alla stagione 2021. Se nelle due precedenti occasioni erano stati i Giochi del Commonwealth a posticipare il Gp d’Australia, tradizionale gara inaugurale della massima serie motoristica, in questa occasione è stata la pandemia attualmente in corso a determinare il rinvio della tappa in programma sul circuito dell’Albert Park di Melbourne al 21 Novembre, dopo che già lo scorso anno la tappa australiana era stata annullata alla luce della positività di alcuni tecnici McLaren, con la Formula 1 non ancora adeguatamente preparata a fronteggiare una simile emergenza, ma capace di recuperare alla grande nei mesi successivi con un protocollo estremamente rigoroso al punto da diventare la prima disciplina motoristica a tornare a correre dopo il primo lockdown del Marzo-Giugno scorso.

Tornando però alla stretta attualità, Il Gp del Bahrain in programma questo fine settimana sul circuito del Sakhir dovrà già dare le prime risposte rispetto a quanto visto nei test precampionato, a cominciare dalla leadership. Se ad Abu Dhabi al termine di una stagione dominata dalla Mercedes avevamo lasciato il team campione del mondo con motori depotenziati per motivi di affidabilità alle spalle della Red Bull di Max Verstappen (vincitore della gara), i primi test precampionato ci mostrano una Mercedes in ritardo rispetto alla scuderia di Milton Keynes, in virtù di una W12 alle prese con un problema di affidabilità al cambio nella prima giornata ed estremamente bizzosa sul retrotreno, con Valtteri Bottas capace quantomeno di gestirla, e con un Lewis Hamilton apparso in seria difficoltà al punto da andare in almeno due occasioni in testacoda, e senza avere la reale occasione di fare un tempo. Tutto questo mentre la Red Bull RB16B di Max Verstappen e di Sergio Perez volava in pista, denotando un pregevole bilanciamento, e una buona consistenza sia sul giro secco, che sul passo gara, oltre che a un’ottima potenza, fornita dalla nuova power unit Honda (la RA621H), con il motorista nipponico al passo di addio al termine della presente stagione. Ecco, quindi, che la gara del Bahrain rappresenterà per la Mercedes il primo vero banco di prova: in soli 14 giorni i tecnici del team campione del Mondo sono riusciti a risolvere i problemi emersi nei test, trovando anche un adeguato set-up?

C’è grande curiosità anche in casa Ferrari per capire il reale potenziale della nuova monoposto. Se per quanto riguarda la power unit il passo avanti è evidente (con un recupero- si dice- di circa una trentina di cavalli, anche se a Maranello si sussurra che il numero dei cavalli recuperati possa essere maggiore), così come sul giro secco i test hanno evidenziato una discreta competitività, resta ancora da capire se nella simulazione del passo gara siano stati risolti i problemi relativi a un eccessivo consumo delle gomme, accusato da Charles Leclerc, ma non dal neo arrivato Carlos Sainz Jr nell’ultimo giorno di test. Risposte che il Gp del Bahrain (e quasi sicuramente anche la tappa successiva di Imola, quando si tornerà a correre di giorno) dovrà quantomeno cominciare a dare.

MCLAREN E LE PARATIE VERTICALI DEL DIFFUSORE

Una soluzione che ha destato fin da subito grosse polemiche nel paddock. Non è passata infatti inosservata la risposta McLaren alla diminuzione del 10% del carico aerodinamico, fortemente voluta dalla Federazione per consentire alle attuali monoposto di poter continuare ad usare le mescole 2019 Pirelli. Tra le varie modifiche stabilite dalla Federazione, ce n’è anche una che nella zona del diffusore impone un’altezza minore di 50 cm delle paratie verticali laterali dell’estrattore. Se ad esempio Mercedes e Aston Martin hanno preferito lavorare sul marciapiede del fondo inserendo dei canali di espansione del flusso sottostante, la scuderia di Woking ha invece svolto un vero e proprio lavoro di fino elaborando due paratie verticali arcuate al fine di poterle legare alla zona centrale di 500 mm, non soggetta a limitazioni. La soluzione McLaren ha fatto sorgere alcuni dubbi sulla effettiva regolarità, ma alla luce del Regolamento è da considerarsi assolutamente conforme. Una soluzione, quella McLaren, destinata nelle prossime gare, ad avere diversi adepti tra le squadre, in una zona della monoposto dove è possibile lavorare liberamente.

DEMAISON NUOVO DT WILLIAMS

Una scelta fortemente voluta dall’ad Jost Capito. La Williams all’interno del suo processo di rinnovamento fortemente voluto dalla nuova proprietà targata Dorilton Capital accoglie tra le sue fila il francese François-Xavier Demaison, che assumerà l’incarico di Direttore Tecnico.

L’ex ingegnere Volkswagen (con precedenti in Formula 1 con Renault) avrà il compito di consentire alla scuderia di Grove un importante salto di qualità, supervisionando tutte le operazioni tecniche, e al contempo sarà responsabile anche del design e dell’aerodinamica della monoposto.

VETTEL E LA SUA HONEY RIDER

Come ogni anno uno dei momenti più attesi nelle ore che precedono l’inizio del Mondiale con lo svolgimento delle prime sessioni di prove libere è la conoscenza del soprannome che Sebastian Vettel è solito attribuire alla monoposto che guiderà nell'arco della stagione. Un soprannome, quello assegnato alla sua nuova Aston Martin AMR 21, che è stato annunciato nel corso del pomeriggio durante la consueta Press Conference del giovedì: Honey Rider. Un chiaro omaggio al legame tra Aston Martin e i film di James Bond, e in particolare alla prima iconica Bond Girl, Ursula Andress, che nel primo film della serie “Licenza di uccidere” uscito nel 1962, interpretava il personaggio per l’appunto di Honey Rider.

Una tradizione, quella dei soprannomi, iniziata ai tempi della Toro Rosso con la monoposto 2008 soprannominata Julie. Nel 2009 l'approdo in Red Bull, con le monoposto del team austriaco che sono state soprannominate Kate (2009), Liz (2010), Kinki Kylie (2011), Abbye (2012), Hungry Heidi (2013), e Suzie (2014). Nel 2015 Vettel approda in Ferrari, e così per le sue monoposto Rosse sono stati utilizzati nomi femminili italiani. Ecco, quindi nel 2015 la SF15-T soprannominata Eva, a cui seguirà la SF16-H (2016) denominata Margherita. Seguiranno Gina (SF70-H, 2017), Loria (SF71-H, 2018), Lina (SF-90, 2019) e infine Lucilla (SF-1000, 2020), prima dell’approdo quest’anno in Aston Martin, con il già citato omaggio alla prima storica Bond Girl.

LA PRIMA SAFETY CAR ASTON MARTIN

Come già accennato nelle scorse settimane, quest’anno la Safety Car sarà a metà tra Mercedes e Aston Martin, con il costruttore britannico che fornirà la sua vettura di sicurezza in 12 dei 23 appuntamenti iridati. Il primo di questi appuntamenti è proprio in Bahrain, dove nelle scorse ore, come possiamo vedere dalla foto sopra riportata, è scesa in pista l’Aston Martin Vantage colore ovviamente verde smeraldo.

L’ALBO D’ORO

Quella in programma domenica (escludendo il Gp del Sakhir, disputato lo scorso 5 Dicembre) sarà la diciassettesima edizione del Gp del Bahrain valida per il Mondiale di Formula 1: nato nel 2004, è stato il primo Gp del Mondiale di Formula 1 che si è disputato in Medio Oriente, affiancato poi nel 2009 dal Gp di Abu Dhabi. Solamente in un'occasione il Gp è stato annullato: nel 2011, quando a causa della delicata situazione politica, il governo del Bahrain fu costretto a chiedere l'annullamento della corsa, tornata nel calendario della F1 già l'anno successivo.
Nelle sedici edizioni finora disputate solo nel 2010 il Gp si è corso sulla versione più lunga del circuito (6299 m), normalmente utilizzato per le gare endurance, per celebrare i 60 anni di vita della Formula 1. Nelle altre edizioni invece è stato utilizzato il layout tradizionale del circuito (5412 m). Dal 2014 il Gp del Bahrain si corre in notturna.

Passando all’albo d’oro, i piloti ad aver ottenuto il maggior numero di pole position sono Sebastian Vettel e Lewis Hamilton a quota 3, seguiti a quota 2 da Michael Schumacher e Nico Rosberg.
Per quanto riguarda i piloti plurivittoriosi, anche in questo caso troviamo in testa con 4 vittorie Sebastian Vettel (2012 e 2013 con Red Bull, 2017 e 2018 con Ferrari) e Lewis Hamilton (2014, 2015, 2019 e 2020 con Mercedes), seguiti a quota 3 da Fernando Alonso (2005 e 2006 con Renault, 2010 con Ferrari).

CIRCUITO ED ASSETTO MONOPOSTO

Un circuito da “stop and go”. Così viene considerato il circuito del Sakhir (5412 m), costituito da 15 curve e caratterizzato da lunghi rettilinei (ben 4) a cui seguono poi delle curve a gomito. Le frenate più impegnative sono quella situata al termine della prima curva (vedi foto sopra pubblicata), e quella di curva 14 che immette sul rettilineo del traguardo. Essendo situato nel mezzo del deserto, uno dei problemi maggiormente ricorrenti sopratutto nei primi anni era la presenza di sabbia soffiata dal vento che entrava in pista, risolto sia con l'adozione di uno spray adesivo nei punti più sabbiosi della pista, sia con l'adozione di alcune strisce adesive sui cordoli. Proprio la sabbia è stata protagonista nel Febbraio 2009, con una vera e propria tempesta che fece sospendere i test privati in cui erano coinvolti Ferrari, BMW e Toyota, così come lo scorso 12 Marzo nella prima giornata di test precampionato, come possiamo vedere dall’immagine sottostante.

Per quanto riguarda il set-up, è opportuno trovare una soluzione che consenta alla monoposto da una parte di sfruttare i rettilinei presenti in pista, senza dimenticare però che un basso carico aerodinamico rischia di consumare eccessivamente le gomme posteriori, fortemente sollecitate su un circuito di trazione com'è quello del Bahrain. Per questo motivo negli ultimi anni le squadre hanno molto spesso optato per un carico aerodinamico medio-alto.

GOMME PIRELLI IN BAHRAIN

Il circuito del Sakhir presenta uno degli asfalti più abrasivi dell’anno; da qui la scelta di Pirelli di riconfermare la scelta fatta pochi mesi fa, optando per le mescole C2, C3 e C4.

Confermata anche per quest’anno l’allocazione standard, con ciascun pilota che avrà a disposizione 8 set di gomme morbide C4, 3 set di gomme medie C3 e due set di gomme dure C2.

COPERTURA TELEVISIVA SU SKY E TV8

Per quanto riguarda, infine, la trasmissione televisiva del Gp, prove libere (Venerdì 26 Marzo alle 12:30 e alle 16 FP1 e FP2; Sabato 27 Marzo alle 13 la FP3), qualifiche (Sabato 27 Marzo dalle 16 alle 17) e gara (Domenica 28 Marzo alle 17) verranno trasmesse in diretta esclusiva su SKY SPORT F1 HD (canale 207 della piattaforma Sky per satellite e fibra) e su SKY SPORT UNO (canale 201 della piattaforma Sky .per satellite e fibra; canale 482 (SD) e 472 (HD) del digitale terrestre).
Il Gp verrà inoltre trasmesso in differita in chiaro su TV8 (canale 8 del digitale terrestre) con qualifiche e gara che verranno trasmesse rispettivamente Sabato 27 Marzo a partire dalle 18 (con prequalifiche a partire dalle ore 17:45) e Domenica 28 Marzo con inizio a partire dalle 18 (con pregara a partire dalle 16:30 circa).

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