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La Formula 1 e il legame ancora più stretto con la MotoGp© Getty Images

La Formula 1 e il legame ancora più stretto con la MotoGp

La presenza del logo della Formula 1 sul codone delle Pramac di Johann Zarco e di Jorge Martin nei test pre-campionato della MotoGp in Qatar apre una nuova fase nei rapporti tra le due competizioni motoristiche più amate dai tifosi.

Due mondi così diversi, ma mai così vicini. Da sempre la Formula 1 e la MotoGp sono le competizioni motoristiche più apprezzate dagli appassionati delle due e delle quattro ruote, che non vedono l’ora di poter assiepare le tribune dei circuiti di tutto il mondo (o causa pandemia di assistere alle gare davanti alla televisione nel salotto di casa) per assistere alle gesta dei propri beniamini.
Un rapporto, quello tra Formula 1 e MotoGp che nell’immediato futuro è destinato a diventare ancora più stretto come ci dimostra la presenza sul codone delle Pramac di Johann Zarco e di Jorge Martin del logo della massima serie motoristica, che fin da subito ha calamitato l’attenzione di tutti nel corso della prima sessione di test precampionato della classe regina, svoltasi lo scorso fine settimana sul circuito di Losail, in Qatar, che peraltro ospiterà le prime due gare della stagione 2021 (Gp Qatar e Gp Doha) previsti rispettivamente i prossimi 28 Marzo e 4 Aprile.

Una scelta, quella di ospitare sulla propria moto il logo della Formula 1, resa possibile grazie alla forte amicizia tra il patron della Pramac, Paolo Campinoti, e il nuovo Ceo del Circus, Stefano Domenicali, rafforzatasi negli scorsi anni grazie alla partnership con Lamborghini, che del team satellite Ducati curava le livree della moto. Se a questo aggiungiamo anche la forte amicizia di Domenicali con il patron della MotoGp Carmelo Ezpeleta, ecco perché non è impossibile immaginare in futuro una partnership ancora più stretta tra Formula 1 e MotoGp, le cui strade in passato si sono più volte incrociate.

Diversi sono stati infatti i piloti che hanno voluto provare l’ebbrezza di un passaggio dalle due alle quattro ruote e viceversa, a cominciare dal leggendario John Surtees, ad oggi l’unico pilota ad aver vinto il titolo iridato in entrambe le competizioni.

Nella fattispecie Surtees si aggiudicò ben 7 titoli mondiali nel Motomondiale con la MV Agusta conquistando nel 1956 il titolo in Classe 500, e nel triennio 1958-1960 contemporaneamente sia in Classe 350 che in Classe 500, oltre a vincere nel 1964 il titolo mondiale in Formula 1 al volante della Ferrari 158.

Il secondo pilota del Motomondiale dopo Surtees a provare l’ebbrezza della guida al volante di una monoposto di Formula 1 è stato un altro grande campione delle due ruote: il britannico Mike Hailwood, capace di vincere 9 titoli iridati, di cui 3 in Classe 250 (1961, 1966 e 1967 con Honda), 2 in Classe 350 (1966 e 1967 con Honda), e addirittura 4 titoli consecutivi in Classe 500 dal 1962 al 1965 con la MV Agusta. Hailwood, come detto, approderà in Formula 1 dal 1963 al 1965 al volante della Lotus, dal 1971 al 1973 nel team Surtees, e nel 1974 al volante della McLaren, senza però ottenere gli stessi successi conseguiti con le moto. Il suo miglior risultato resta il secondo posto ottenuto nel Gp d’Italia il 10 Settembre 1972, anno che lo vedrà conquistare sempre con il team Surtees il titolo in Formula 2.

Negli anni a seguire diversi sono stati i piloti del Motomondiale che si sono voluti cimentare (anche se per poche ore o giorni) al volante di una monoposto di Formula 1, a cominciare dal centauro romano Max Biaggi, che il 18 Gennaio 1999 scese in pista a Fiorano a bordo della Ferrari F300 dell’anno prima arrivando a sette secondi dal record di Schumacher. Il test svolto da Biaggi viene ricordato anche perché fu il primo effettuato dalla scuderia di Maranello con le gomme scanalate Bridgestone (da quella stagione fornitore esclusivo della Formula 1 dopo l’addio al termine della stagione 1998 dell’americana Goodyear).

Anche un grande amico di Biaggi e campione della MotoGp quale Jorge Lorenzo ha vissuto per poche ore l’ebbrezza della Formula 1, guidando a Silverstone nell'Ottobre 2016 la Mercedes W05, la monoposto che avrebbe dato il via nel 2014 all’attuale dominio tecnico della scuderia tedesca.

Il 5 Giugno 2018 è stata la volta di Marc Marquez provare l’ebbrezza della Formula 1 guidando sul circuito del Red Bull Ring la Red Bull RB8 del 2012, la quale però presentava la livrea della Toro Rosso. 43 le tornate effettuate in pista dal 28enne campione spagnolo originario di Cervera, vincitore di un titolo in Classe 125 nel 2010, di un titolo in Moto2 nel 2012 e di ben sei titoli in MotoGp nel 2013,2014, 2016, 2017, 2018 e 2019 con la Honda, atteso presto al rientro dopo l’infortunio patito lo scorso anno nelle fasi finali della prima gara della stagione a Jerez.

C’è stato però un pilota di quelli attualmente impegnati nel Motomondiale che è andato veramente vicino a un possibile debutto nel Mondiale di Formula 1: stiamo parlando di Valentino Rossi, che tra il 2004 e il 2010 effettuò diversi test con Ferrari. Se il primo test venne concesso dalla scuderia di Maranello come una cortesia nei confronti del campione di Tavullia (come raccontato nelle scorse settimane in un’intervista dall’ex Presidente del Cavallino Luca Cordero di Montezemolo), proprio in quel frangente emerse la velocità in macchina e il talento di Rossi, al punto da spingere la Ferrari a valutare seriamente la possibilità di puntare su Valentino per il dopo Schumacher, ipotizzando una prima stagione nel 2007 in Sauber (una volta scaduto il contratto con Yamaha a fine 2006), a cui poi sarebbe seguito l’approdo vero e proprio a Maranello al volante della Rossa. In tanti ricordano non a caso la partecipazione del campione della MotoGp ai test collettivi della Formula 1 a Valencia sul finire del 2005, dove con la F2004 della precedente stagione riuscì ad arrivare a quasi sette decimi dal tempo fatto segnare da Michael Schumacher con la F2005 (1’12”362 il tempo del campione di Tavullia contro 1’11”640 fatto segnare dal campione di Kerpen). A dire no a quello scenario così intrigante fu proprio Rossi: tra essere uno dei piloti più bravi in Formula 1 ed essere il migliore al mondo in MotoGp, il campione di Tavullia scelse le moto, riportando alla Yamaha nel 2008 e nel 2009 il titolo piloti (già vinto con la casa del diapason nel 2004 e nel 2005)dopo i titoli vinti nel 2006 dal compianto Nicky Hayden su Honda, e nel 2007 dall’australiano Casey Stoner su Ducati.

Proprio Rossi è stato protagonista il 10 Dicembre 2019 di un bellissimo switch che ha coinvolto anche il sette volte campione della Formula 1 Lewis Hamilton, il cui sogno era quello di poter guidare la Yamaha M1 di Valentino, riportando così un pilota di F1 a guidare una moto della classe regina dopo i test effettuati nel 2005 e nel 2007 da Michael Schumacher con la Ducati.

© Getty Images 

Uno scambio, quello tra Rossi e Hamilton, avvenuto presso il circuito Ricardo Tormo di Valencia a porte chiuse, e che ha visto il pesarese salire a bordo della Mercedes W08 del 2017 e il campione inglese della Mercedes salire a bordo della Yamaha M1 di Valentino, con entrambi questi campioni che non si sono risparmiati anche a costo di fare degli errori, ma fortemente desiderosi di imparare l’uno dall’altro, e accomunati da una forte stima reciproca e da una passione comune per il Motorsport.

Quest’immagine, più di tante altre, può sicuramente rappresentare il potenziale futuro legame tra Formula 1 e MotoGp, inaugurato con la presenza del logo del Circus sul codone della Ducati Pramac: un legame tra due discipline indubbiamente differenti, ma accomunate dall’appartenenza al mondo del Motorsport.

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