Formula 1

Monza, Mugello, Imola: il trittico di gare F1 in Italia

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Per la prima volta nei suoi 70 anni di vita, il Mondiale di Formula 1 ospiterà tre tappe nel nostro paese: ai Gp d'Italia (in programma a Monza il 6 settembre) e di Toscana-Ferrari 1000 (in programma presso l'Autodromo Internazionale del Mugello il 13 Settembre) si è aggiunto in queste ore il Gp d'Emilia Romagna, che vedrà dopo 14 anni il ritorno di Imola in Formula 1.

Un riconoscimento alla qualità degli impianti motoristici del nostro paese. Nell'anno più difficile della Ferrari in Formula 1 (riferendoci ovviamente all'era turbo-ibrida), l'Italia per la prima volta nei 70 anni di storia del Circus ospiterà addirittura tre gare valide per il Mondiale di Formula 1: al consueto appuntamento di Monza con il Gp d'Italia (confermato per il 6 Settembre) e al Gran Premio di Toscana-Ferrari 1000 in programma presso l'Autodromo Internazionale del Mugello (al debutto nella massima serie motoristica) il prossimo 13 Settembre, nei giorni scorsi si è aggiunto il Gran Premio dell'Emilia Romagna, che vedrà dopo 14 anni il ritorno di Imola, e più precisamente del circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari.

Se Monza ha rappresentato fin dalla nascita del Mondiale un vero e proprio caposaldo nella storia della Formula 1 al punto da ospitarvi la quasi totalità delle edizioni del Gp d'Italia (ad eccezione del 1980, quando la gara nazionale venne spostata ad Imola), un discorso a parte lo meritano sicuramente sia il circuito toscano di proprietà della Ferrari, sia il circuito del Santerno, che scoprono per la prima volta (o tornano a scoprire nel caso di Imola) le emozioni generate dal Circus.

MUGELLO E IL DEBUTTO IN FORMULA 1

Apprezzato dagli appassionati del Motomondiale per le numerose edizioni fin qui svolte del Gran Premio d'Italia (annullato quest'anno per via della pandemia legata al Coronavirus), l'Autodromo Internazionale del Mugello (o Mugello Circuit) vede la luce nel 1972 nel comune di Scarperia e San Piero su iniziativa dell'Automobile Club di Firenze con l'obiettivo di dare una sede più sicura alle competizioni automobilistiche locali (e in particolare alla Circuito stradale del Mugello), disputate fino al 1970, sfruttando le strade che giravano intorno alla vallata. Gli incidenti mortali occorsi nel 1967 al pilota tedesco Gunther Klass a bordo della Ferrari Dino 206S e nel 1970 a un bambino investito dall'Alfa Romeo di Spartaco Dini mentre stava assistendo alle prove, spinsero le forze dell'ordine a chiedere agli organizzatori della Circuito del Mugello di recintare i 65 Km facenti parte del percorso. Non potendo esaudire questa richiesta, la gara venne abolita, ma non la voglia di continuare a correre, con le prime gare motoristiche trasferite sul nuovo tracciato.
In particolare, ad inaugurare il 23 Giugno 1974 l'Autodromo del Mugello (progettato dall'Ing. Gianfranco Agnoletto) sarà una gara di monoposto di Formula 5000.
Acquistato nel 1988 dalla Ferrari (che negli anni vi ha disputato numerosi test privati con le monoposto di F1), nel corso degli anni l'Autodromo ha subito numerose ristrutturazioni (con la scuderia di Maranello che negli anni lo ha dotato delle più sofisticate infrastrutture, e che dal 2015 ha aggiunto le vie di fuga in asfalto, progettate dalla Dromo, che aveva già dato un prezioso contributo per la riasfaltatura del 2011 volta a garantire il miglior drenaggio possibile dell'acqua piovana) sempre rispettando però il layout originario della pista messo a punto dall'Ing. Agnoletto.

Una pista, quella del Mugello, come detto all'inizio, familiare per gli appassionati del Motomondiale, e che ha visto alcune curve del tracciato diventare negli anni delle vere e proprie istituzioni, quali ad esempio la San Donato che si trova al termine del lunghissimo rettilineo in salita lungo oltre 1 Km (l'unico punto, forse, dove le attuali F1 hanno possibilità di sorpassare, e dove le MotoGp possono arrivare fino a circa 340 Km/h), due curve cieche come le due Arrabbiate o la Borgo San Lorenzo-Materassi, o ad esempio la chicane destra-sinistra della Casanova-Sabelli, o il tornante del Correntaio, che porta alle due curve velocissime Biondetti, e alla Bucine (sotto raffigurata), la più lunga del tracciato toscano che porta poi i piloti verso il rettilineo del traguardo.

Tutte curve, queste, note per gli appassionati di moto, e che quest'anno scopriremo anche con le monoposto di F1, che torneranno a sfrecciare sulla pista toscana dopo i test collettivi del 2012.

IMOLA E IL RITORNO IN FORMULA 1

Una pista che invece, gli appassionati di Formula 1 conoscono piuttosto bene è quella di Imola, che torna ad ospitare il Circus dopo 14 anni: l'ultima gara corsa sul circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari è infatti datata 23 Aprile 2006, quando a trionfare fu la Ferrari 240F1 di Michael Schumacher (autore anche della pole position, come possiamo vedere in questo filmato pubblicato nei giorni scorsi dalla FOM), con 2”096 di vantaggio su Fernando Alonso (Renault), protagonisti nelle ultime fasi di gara di un intenso duello vinto dal campione di Kerpen.

Inaugurato ufficialmente il 25 Aprile 1953 con alcune gare valide per le classi 125, 250 e 500 del campionato motociclistico italiano, il circuito di Imola incontra per la prima volta la Formula 1 il 21 Aprile 1963 con una gara non valida per il Mondiale, vinta dalla Lotus 25 guidata da Jim Clark, a cui poi seguirà il 16 Settembre 1979 una seconda gara non ufficiale, il Gp Dino Ferrari, vinto dalla Brabham-Alfa Romeo di Niki Lauda. Un anticipo, se vogliamo, di quello che sarebbe accaduto l'anno successivo, con il debutto di Imola nel calendario iridato vero e proprio, con la disputa del Gp d'Italia. Proprio su questa assegnazione eccezionale del Gp nazionale (fino a quel momento disputato sul circuito di Monza) è doveroso spendere qualche parola.

Tutto comincia il 26 Ottobre 1978 quando la FOCA (Formula One Constructors Association) guidata da Bernie Ecclestone annuncia la stipula di un accordo con l'Automobile Club di Bologna che sancisce la disputa del Gp d'Italia di Formula 1 ad Imola per il triennio 1979-1981. Alla base di questo accordo che sancisce di fatto l'esclusione di Monza dal Mondiale di Formula 1 la volontà di non ospitare due gare nello stesso paese, associata alla mancata realizzazione dei lavori richiesti dalla FOCA per quanto riguarda gli impianti del circuito brianzolo, ritenuti da Ecclestone scarsi.
L'accordo viene però contestato in primis dall'ACI (Automobile Club d'Italia) in quanto unico soggetto titolato a chiudere questa tipologia di accordi, e poi dal CSI (Comitato Sportivo Internazionale, antesignano dell'attuale FIA), a cui spettava il compito di omologare i circuiti destinati a ospitare le gare del Mondiale).
Dopo una lunga diatriba, nell'aprile 1979 si arriva a un compromesso (sancito poi con i promoter del circuito di Imola ad agosto): Monza avrebbe mantenuto per quella stagione il Gp d'Italia, mentre ad Imola sarebbe spettata in quello stesso anno una gara non ufficiale del Mondiale (il già citato Gp Dino Ferrari), mentre nel 1980 avrebbe ospitato il Gp d'Italia (vinto dalla Brabham-Ford di Nelson Piquet).

Come poi la storia ci insegna, dal 1981 Monza sarebbe tornata ad ospitare regolarmente il Gp d'Italia, mentre il circuito del Santerno avrebbe ospitato da quello stesso anno il Gp di San Marino. Una gara, questa, rimasta in calendario fino al 2006, dopodichè nell'ottobre di quello stesso anno nonostante la presenza di un contratto valido fino alla stagione 2009, la FOM guidata da Bernie Ecclestone annuncia l'esclusione della tappa imolese dai calendari 2007 e 2008 di Formula 1, in primis per la volontà di correre una sola gara per paese (anche per spostare il Circus sempre più nei paesi extra-europei, disposti a pagare non poco pur di ospitare una corsa della massima serie motoristica), sia perchè i lavori di ammodernamento richiesti dalla Federazione non sarebbero stati completati in tempo per consentire la disputa del Gp di San Marino nel 2007.

Tanti gli episodi occorsi sul circuito dedicato a Enzo e Dino Ferrari nei 26 anni di disputa del Gp di San Marino a Imola, e che sono entrati di fatto nella storia della Formula 1: dal duello in famiglia per la vittoria della gara il 25 Aprile 1982 tra le Ferrari di Gilles Villeneuve e Didier Pironi in quella che sarebbe stata l'ultima apparizione pubblica del pilota canadese prima del drammatico incidente di Zolder, alla gara sospesa nel 1989 al quarto giro per l'incendio della Ferrari di Gerhard Berger (salvato miracolosamente dagli uomini della CEA) causato dal contatto con le barriere all'altezza del Tamburello, con la successiva ripartenza che avrebbe visto Senna superare Prost all'altezza della Tosa nonostante i due avessero pattuito di non superarsi in quella curva nel corso del primo giro, dando così il via a una rivalità che sarebbe durata per anni; dai drammatici incidenti del 1994, costati la vita in qualifica a Roland Ratzemberger e in gara ad Ayrton Senna, alle prime vittorie in carriera di Heinz Harald Frentzen nel 1997, e di Ralf Schumacher nel 2001, entrambi al volante della Williams.

Ora, dunque, la Formula 1 torna ad Imola con un innovativo weekend di gara basato su due giorni (una prova di quello che entrerà in vigore dal 2022?), e con il promoter Uberto Selvatico Estense che vorrebbe mantenere la F1 sul circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari in pianta stabile anche nei prossimi anni. Se ci riuscirà o meno, sarà solo il tempo a dirlo.