Formula 1

Vettel, Leclerc e un idolo comune chiamato Schumacher

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Un incontro speciale avvenuto da piccoli in anni diversi ha cambiato per sempre la vita degli attuali piloti Ferrari Sebastian Vettel e Charles Leclerc: quello con il proprio idolo, Michael Schumacher.

Due piloti dotati di grande talento, e che rappresentano per la Ferrari un autentico punto di riferimento. Sebastian Vettel e Charles Leclerc sono senza ombra di dubbio il presente e il futuro della scuderia di Maranello. Da una parte il pilota di Heppenheim, laureatosi quattro volte campione del mondo dal 2010 al 2013 con Red Bull e approdato nel 2015 in Ferrari con l'obiettivo di riportare il titolo mondiale a Maranello; dall'altra il giovane talento monegasco che, dopo aver vinto in Gp3 e in Formula 2, ed aver disputato una buona stagione di esordio in F1 con l'Alfa Romeo Sauber nel 2018, dallo scorso anno è approdato in Ferrari riuscendo gara dopo gara a trovare un discreto feeling con la sua monoposto al punto da conquistare ben due vittorie (Spa e Monza) diventando così a 21 anni e 10 mesi il più giovane pilota di sempre ad aver vinto un Gp di Formula 1 con la Rossa (battendo così il record di 23 anni, 6 mesi e 6 giorni ottenuto da Jackie Ickx nel Gp di Francia corso a Rouen il 7 Luglio 1968). Non sono mancati degli errori legati all'inesperienza (vedi il contatto a muro nelle qualifiche del Gp di Azerbaijan, o in gara sul bagnato in Germania), ma alla fine Charles alla sua prima stagione in Ferrari è comunque riuscito a conquistare il quarto posto nel Mondiale Piloti proprio davanti a Sebastian.
Attento nel set-up della monoposto al punto da segnarsi su un taccuino ogni osservazione da condividere con la squadra l'uno, molto preciso e pronto ad imparare dal più esperto compagno l'altro. Non sono mancati tra i due momenti di frizione, come ad esempio al termine delle qualifiche di Monza, o in Brasile con il contatto che è costata la gara ad entrambi, ma alla fine tutto sommato il rapporto tra Vettel e Leclerc può considerarsi piuttosto positivo, merito anche del Team Principal Binotto, pronto ad intervenire quando le circostanze lo richiedevano.

Eppure, nonostante le possibili frizioni i due portacolori del Cavallino hanno una cosa in comune che li lega non poco: entrambi, infatti, hanno incontrato in età diversa il proprio idolo, maturando così l'idea di diventare un giorno pilota di Formula 1. Magari al volante della Rossa. Un pilota capace di scrivere la storia del Cavallino rampante, e capace di far innamorare i tifosi della massima serie motoristica: Michael Schumacher.

VETTEL E L'INCONTRO CON SCHUMACHER.

Una passione, quella per la velocità, che Sebastian comincia a coltivare fin dall'età di tre anni, quando il padre Norbert gli mette a disposizione un kart da 60cc per “tenerlo lontano dalla strada”, e che diventerà ancora più radicata quando, iscrittosi al kartodromo della famiglia Schumacher a Kerpen (intitolato precedentemente al pilota tedesco della Ferrari Wolfgang Von Trips, scomparso tragicamente a Monza durante il Gp d'Italia il 10 Settembre 1961), si metterà in luce a 8 anni, nel 1995, andando a vincere una gara amatoriale riuscendo a guidare con gomme slick su pista bagnata.

L'emozione più forte, però, deve ancora arrivare: a premiare quel piccolo pilota sul podio sarà proprio Michael Schumacher (in procinto di passare alla Ferrari) che, non esiterà ad autografare il trofeo. Un premio, questo, che Sebastian conserva e ricorda ancora oggi con grande affetto. Non solo: ad osservare la gara del piccolo Vettel c'è tra gli altri il Presidente del kartodromo, Gerhard Noack, che intuisce subito il talento di Sebastian, e non esita a prenderlo sotto la sua ala protettrice, formandolo e rendendolo sempre più un pilota completo, aprendogli la strada del mondo che conta, dandogli così la possibilità di firmare a 13 anni per lo junior team della Red Bull.
Il nome di Noack non è nuovo per gli appassionati di Formula 1: esattamente vent'anni prima egli aveva intuito prima di tutti le doti velocistiche di un altro giovane pilota tedesco, regalandogli anche il suo primo kart vero e proprio, ed aiutandolo a sbarcare nel mondo del motorsport, dove sarebbe stato in grado di regalare delle grandissime emozioni: stiamo parlando di Michael Schumacher.

Nel corso degli anni il rapporto tra Vettel e Michael Schumacher cresce man mano: Sebastian ha una sorta di ammirazione nei confronti del campione tedesco, ammira le sue gesta al volante della Ferrari, e, una volta entrato in F1 come terzo pilota BMW a partire dal Gp di Turchia 2006 si fa subito notare ottenendo il miglior tempo nella FP2 sul circuito di Istanbul, e nei test svolti a Monza la settimana antecedente la gara, ricevendo addirittura i complimenti del Kaiser di Kerpen.
Tra Sebastian Vettel e Michael Schumacher nascerà una sincera amicizia, che porterà i due a correre insieme e a vincere con i colori della Germania per diversi anni la Race Of Champions.
Non solo: secondo quanto dichiarato a inizio Aprile dall'ex Presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo a Sky Sport, Schumacher vedeva nel giovane Vettel quando ancora era in Toro Rosso (e quindi prima che firmasse con Red Bull) il proprio erede naturale al punto da proporlo più volte in Ferrari. A Maranello, però, come confessa Montezemolo, Vettel veniva considerato ancora immaturo, non pronto per uno sbarco in Rosso, e così alla fine venne scelto Alonso in ottica 2010. Un approdo in Ferrari che alla fine sarebbe arrivato nel 2015, con Vettel da quel giorno al volante di quella macchina rossa che aveva sempre desiderato guidare, ma senza il suo mentore, ancora oggi alle prese con le conseguenze dell'incidente sugli sci occorsogli a Meribel il 29 Dicembre 2013 e che di fatto ha cambiato la sua vita.

Sebastian ancora oggi è vicino alla famiglia Schumacher e con il giovane Mick ha stretto un rapporto simile a quello che aveva con suo padre Michael, pronto a dargli tutti i consigli necessari per emergere nel mondo delle corse, e correndo insieme lo scorso Dicembre la Race Of Champions (arrivando secondi). Sebastian è stato il primo ad accogliere Mick in Ferrari Driver Academy, e spera veramente con tutto il cuore un giorno di poter tornare a parlare con Michael e raccontargli così di essere finalmente arrivato in Ferrari. Così come lui sognava, e come anche lo stesso campione di Kerpen auspicava.

LECLERC E L'INCONTRO CON SCHUMACHER.

Anche per Charles Leclerc l'incontro con Michael Schumacher è stato un momento davvero speciale nella sua volontà di diventare pilota. Da piccolissimo, infatti, Charles era un grande fan della Ferrari e del campione tedesco, di cui guardava in televisione ogni gara e del quale sognava di emulare le gesta. Magari guidando un giorno la Rossa. Mai, però, avrebbe immaginato un giorno addirittura d'incontrare in pista il suo idolo.

A raccontare l'episodio è stato proprio Leclerc, sollecitato da un appassionato su Twitch, al quale ha risposto pubblicando sui social la foto di quell'incontro così speciale, avvenuto sul circuito francese del Paul Ricard nel 2005.

“Stavo effettuando dei test sulla pista dei Kart, Michael stava effettuando dei test sulla pista riservata alla F1. Ha firmato le nostre tute, ha parlato un po' con noi prima di tornare ai box. Sicuramente un momento speciale. Non avrei mai pensato un giorno di guidare per la stessa squadra con cui stava guidando allora”.

Da quel momento in poi Charles capirà che il suo sogno è quello di correre in Formula 1, con la sua carriera che nel corso degli anni a venire avrebbe progressivamente preso il volo, e con quel cerchio rosso che si sarebbe andato a chiudere nel 2016 con l'approdo nella Ferrari Driver Academy, a cui seguirà la stagione in Alfa Romeo nel 2018 (anno del debutto in F1), e la promozione a pilota ufficiale Ferrari nel 2019.

Due piloti, Sebastian Vettel e Charles Leclerc, accomunati dalla passione per la Ferrari, e dalla volontà di riportare a Maranello il titolo iridato al pari del loro idolo. Un campione che ancora oggi è nel cuore degli appassionati di Formula 1. Un campione chiamato Michael Schumacher.