Formula 1

Hamilton e un sogno chiamato Ferrari. Seconda e ultima parte

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Dopo aver ricostruito nella prima parte i precedenti in cui il nome di Lewis Hamilton era stato accostato alla Ferrari e le dichiarazioni rilasciate in merito dai Team Principal Mercedes e Ferrari Toto Wolff e Mattia Binotto, dallo stesso Hamilton e da Charles Leclerc, in questa seconda e ultima parte ci soffermiamo sugli aspetti positivi e/o negativi che l'arrivo di Hamilton potrebbe suscitare in Ferrari e sulle reali possibilità che questo possa avvenire.

Dopo aver ricostruito nella prima parte di questo approfondimento i diversi precedenti in cui il nome di Lewis Hamilton era stato accostato alla scuderia di Maranello e le reazioni in merito a questa possibilità non solo dei Team Principal Mercedes e Ferrari, ma anche dello stesso Hamilton e di Charles Leclerc (destinato in caso di approdo dell'esacampione del mondo in Rosso) a diventarne compagno di squadra, una domanda a questo punto è opportuno porsi: quali potrebbero essere gli aspetti positivi e/o negativi che un eventuale arrivo di Hamilton in Ferrari potrebbe portare con se?

HAMILTON IN FERRARI: ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI.

In primis, una cosa che tutti riconoscono al campione inglese della Mercedes è di essere un tipo estremamente perfezionista al volante, al punto da capire subito, una volta seduto in macchina, pregi e difetti della sua monoposto. Una caratteristica, questa, tipica peraltro di un grande campione quale Niki Lauda che non a caso non solo è stato l'uomo che, appena nominato Presidente non esecutivo, ha voluto fermamente portare Lewis in Mercedes nel 2013 in sostituzione di Michael Schumacher (quando il team sembrava sempre più orientato ad affiancare a Nico Rosberg il connazionale Nick Heidfeld, come ha svelato nelle scorse settimane l'ex CEO Nick Fry), ma che è stato un vero punto di riferimento per il campione inglese all'interno del team guidato da Toto Wolff. Ecco, quindi che un possibile approdo di Hamilton in Ferrari potrebbe sicuramente consentire alla Rossa di Maranello di poter fare un decisivo salto di qualità nella lotta al titolo mondiale potendo contare sul miglior pilota in circolazione. Anche Hamilton, lo abbiamo già detto, non è immune al fascino del Cavallino, e,in caso di esito positivo, vorrà cercare in tutti i modi di poter vincere il titolo mondiale al volante della Rossa, diventando così un vero e proprio mito della storia della Formula 1.

Dall'eventuale arrivo di Hamilton in Ferrari potrebbero però emergere anche alcuni punti non del tutto positivi. In primis, è noto e risaputo che Hamilton sia un personaggio piuttosto estroso all'interno del Circus e che una volta finite le varie gare sia solito divertirsi un po' in tutto il mondo. Finora Toto Wolff gli ha sempre dato carta bianca, grazie anche alle numerose vittorie che il campione inglese ha saputo sempre assicurare alla Mercedes, ma cosa potrebbe succedere nel nostro Paese se adottando lo stesso stile di vita Hamilton non riuscisse a vincere nello stesso modo al volante della Ferrari?

Altra questione altrettanto importante riguarda il ruolo di Leclerc. Non è un mistero che la Ferrari abbia promosso in prima squadra il giovane e talentuoso pilota monegasco per farne il proprio punto di riferimento per il futuro, una volta che Sebastian Vettel avrà lasciato la Rossa, o si sarà ritirato dalla Formula 1. Ovviamente, con un eventuale approdo di Hamilton in Ferrari, questa situazione rischia seriamente di essere rivista, con un sei volte campione del mondo accanto a quello che tutti considerano come un astro nascente.

La storia della Formula 1 ci insegna (sia nel 1988 con Senna e Prost, sia nel 2007 che nel quadriennio 2013-2016 con lo stesso Hamilton affiancato prima in McLaren da Fernando Alonso e poi in Mercedes da Nico Rosberg) che due galli nel pollaio (in questo caso il team) se da una parte possono anche portare ottimi risultati, dall'altra però possono rischiare di essere difficilmente gestibili (vedi il celebre duello tra Senna e Prost nel Gp del Giappone 1989 alla Triangle Chicane, il cambio gomme troppo lungo di Alonso nel Gp d'Ungheria nel 2007 che privò Hamilton di un ultimo giro lanciato, gli incidenti di Hamilton e Rosberg nel 2016 in Spagna e in Austria). La Ferrari è davvero pronta a fronteggiare una simile evenienza?

CONCLUSIONI.

In conclusione, quante sono, quindi le possibilità che Hamilton possa approdare o meno in Ferrari nel 2021? Se per il Team Principal Toto Wolff le possibilità che Lewis rimanga in Mercedes sono pari al 75%, numerosi indizi fanno pensare che le percentuali siano praticamente alla pari.
Se da una parte Hamilton si trova molto bene in Mercedes al punto che c'è anche chi sospetta che gli incontri con il Presidente della Rossa John Elkann, i successivi incontri a Maranello con tanto di visita alla scuderia accompagnato da Piero Ferrari siano solo un pretesto per poter avere poi maggiore forza economica con la Mercedes in vista del rinnovo contrattuale (in scadenza a fine 2020) rafforzato anche dal fatto che nel 2021 Hamilton compirà 36 anni (età ritenuta piuttosto avanzata per un cambio di scuderia da parte di un pilota non più giovane), dall'altra Hamilton è un pilota che vuole sempre vincere e che per questo cerca in ogni gara di essere motivato al massimo. Ecco, quindi, che approdare in Ferrari per tentare di vincere il titolo a bordo della Rossa, potrebbe essere un'importante motivazione per un pilota che giocoforza si troverà nella sua ultima fase di carriera prima del ritiro. Per di più con i colori della Ferrari, che ogni anno emozionano non poco milioni di tifosi in tutto il mondo. Colori che fecero appassionare un ragazzino, tifosissimo di Ayrton Senna, che trovò in Michael Schumacher un campione da ammirare senza sapere che un giorno non solo avrebbe scritto innumerevoli pagine di quel grande libro che è la storia della Formula 1, ma che sarebbe stato proprio lui un campione del mondo. Un campione di nome Lewis Hamilton.