Formula 1

Amarcord: Schumacher e la conquista del primo titolo mondiale

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Il 13 Novembre 1994 Michael Schumacher conquista con la Benetton il suo primo titolo mondiale. Decisivo il contatto al 36° Giro con la Williams di Damon Hill, che costringerà entrambi i piloti al ritiro.

Una stagione decisa da un episodio piuttosto controverso che a distanza di 25 anni continua ancora a far discutere. Quando si parla del Mondiale 1994 di Formula 1, una delle prime cose a venire subito in mente è sicuramente il contatto tra i due sfidanti al tutolo mondiale, Michael Schumacher e Damon Hill, nel corso del 36° Giro del Gp d'Australia, corso sul circuito cittadino di Adelaide il 13 Novembre dello stesso anno. Un contatto che, come vedremo più avanti, alla fine è stato decisivo per l'assegnazione del titolo nei confronti del campione di Kerpen, ma che ancora oggi lascia qualche perplessità tra gli appassionati. Il tutto in un'annata piuttosto drammatica sul fronte della sicurezza (con gli incidenti costati la vita ad Imola a Roland Ratzemberger e a Ayrton Senna), e caratterizzata in pista dalla forte rivalità tra Michael Schumacher e Damon Hill (suo padre Graham si è aggiudicato il titolo nel 1962 e nel 1968), capace con la Williams di arrivare a giocarsi il titolo nell'ultima gara dopo un avvio piuttosto stentato.

La stagione 1994, infatti, si era aperta all'insegna della Benetton e di Michael Schumacher che si aggiudica a sorpresa le prime quattro gare (Gp Brasile, Gp Del Pacifico, Gp di San Marino e Gp di Monaco), con McLaren (orfana di Senna, approdato in Williams e dotata dei nuovi motori Peugeot, all'esordio in Formula 1), e Williams (priva delle sospensioni attive, abolite al termine della stagione 1993) che sembrano essere meno performanti rispetto all'anno precedente. Tutto sembrerebbe preludere a un dominio di Schumacher e della Benetton, ma la realtà non sarà così.

Già nella quinta gara della stagione in Spagna la Williams (che a partire da questa gara dopo la scomparsa di Senna ad Imola affiancherà a Hill il giovane pilota scozzese David Coulthard, che a sua volta si alternerà sulla monoposto numero 2 con il più esperto Nigel Mansell, laureatosi campione del mondo nel 1992 proprio con il team di Grove), torna a vincere grazie a Damon Hill, approfittando dei problemi al cambio (con la quinta marcia bloccata) occorsi alla Benetton di Schumacher, il quale, giunto secondo al Montmelò, tornerà a vincere nelle due gare successive in Canada e in Francia, proprio davanti al pilota della Williams.

In Inghilterra, la Williams conquista pole e vittoria con Damon Hill, ma la gara viene ricordata per la squalifica di Michael Schumacher, il quale non solo nel corso del giro di ricognizione supera per ben due volte il poleman inglese (cosa, questa, non consentita dal Regolamento), ma addirittura in gara ignora lo stop&go inflittogli dai commissari. La conseguenza di questo comportamento è l'esposizione della bandiera nera da parte della Direzione Gara, con Schumacher, giunto secondo, che verrà squalificato per non aver rispettato la penalità inflittagli dai Commissari e costretto al contempo dal Consiglio Mondiale della FIA per la gravità del gesto a saltare altre due gare (Monza ed Estoril). Schumacher può così prender parte al Gp di casa in Germania (che vedrà a sorpresa la vittoria della Ferrari di Gerhard Berger, con il pilota tedesco costretto al ritiro per un problema al motore, e Hill solamente ottavo) e alle successive gare in Ungheria (vinta dal pilota di Kerpen) e in Belgio (dove verrà squalificato nonostante abbia vinto la gara per un'usura eccessiva del fondo scalinato, presumibilmente per un assetto troppo basso della Benetton). Chi approfitta di questa situazione è ovviamente Damon Hill, al quale viene assegnata la vittoria del Gp del Belgio a tavolino dopo la squalifica di Schumacher e che a partire dal Gp di Germania può contare sulla FW16B, monoposto evoluzione della FW16 che si rivelerà essere più performante della sua progenitrice grazie a delle fiancate più corte, un passo più lungo e sopratutto con tutto il retrotreno completamente riprogettato ex novo da Adrian Newey. Una monoposto, la FW16B, che consentirà a Hill di tornare a tutti gli effetti in gioco per il titolo mondiale, e con cui il pilota inglese si aggiudicherà sia la gara di Monza che quella portoghese dell'Estoril.

Scontata la squalifica Schumacher tornerà in pista a Jerez vincendo il Gp davanti a Hill, il quale si aggiudicherà il Gp successivo in Giappone, corso a Suzuka sotto un vero proprio diluvio Schumacher e Hill si presentano così in Australia per quella che è l'ultima gara della stagione sul circuito cittadino di Adelaide con un solo punto di vantaggio: 92 i punti del campione tedesco, contro i 91 del figlio d'arte inglese.

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Tutti si aspettano il duello tra i due fin dalle qualifiche, ma a sorpresa a conquistare la pole position è Nigel Mansell (1'16”179), che nelle ultime tre gare della stagione ha preso il posto di David Coulthard in Williams al fianco di Hill per mettergli a disposizione tutta la sua esperienza prima di salutare (questa volta definitivamente) il mondo della Formula 1. Staccato di soli 18 millesimi troviamo Michael Schumacher (1'16”197), con Hill solamente terzo e staccato di ben 651 millesimi (1'16”830).
Al via il pilota tedesco della Benetton riesce a prendere la testa della gara (superando Mansell, il quale lascerà a sua volta strada a Hill) e sembra destinato a una facile vittoria, ma nel corso del 36° Giro (sugli 81 in programma) ecco il colpo di scena che non ti aspetti, con Schumacher che sbaglia l'approccio della curva East Terrace, uscendo fuoripista e andando a toccare con la gomma anteriore destra un muretto, danneggiando così irrimediabilmente la sospensione. Il pilota tedesco della Benetton torna in pista proprio mentre sta sopraggiungendo Damon Hill, il quale senza mantenere la giusta freddezza, tenta subito il sorpasso, con Schumacher che in ultimo disperato tentativo tenta di chiudere la traiettoria al rivale. Il contatto è inevitabile: se la Benetton di Schumacher viene toccata sulla sua fiancata destra, alzata e spinta verso le barriere in gomma toccate poi dalla monoposto del team guidato da Flavio Briatore, la Williams di Damon Hill mostra chiaramente il braccio della sospensione anteriore sinistra piegato per via del contatto con la Benetton. Se Schumacher esce dalla sua monoposto consapevole che ormai la sua gara è finita, Hill prova comunque a riportare la sua monoposto ai box, speranzoso di un possibile intervento da parte dei meccanici Williams. Intervento che non avviene: una volta rientrato ai box, i meccanici non possono fare altro che constatare il grave danno sulla sospensione, che costringe giocoforza il pilota inglese al ritiro. Mansell si aggiudica così ad Adelaide il suo ultimo Gp in Formula 1 con 2”511 sulla Ferrari di Gerhard Berger e con 52”497 sulla McLaren-Peugeot di Martin Brundle, ma a conquistare il suo primo titolo mondiale in carriera è Michael Schumacher.

Non mancheranno polemiche in merito al contatto tra Schumacher e Hill alla fine rivelatosi decisivo per la conquista del Mondiale: c'è chi sosterrà che il campione tedesco abbia premeditatamente cercato, una volta toccato il muretto alla curva East Terrace, di tornare in pista per mettere fuorigioco Hill facendo forse troppa resistenza in seguito al suo attacco, c'è chi invece sosterrà che Hill, visto il titolo ormai in tasca, avrebbe potuto essere un po' più freddo, aspettando magari una curva in più prima di portare l'attacco al pilota tedesco della Benetton, destinato giocoforza al ritiro, visti i danni riportati dalla sospensione anteriore destra della sua monoposto. Una cosa è certa: l'episodio fece molto discutere all'interno e all'esterno del paddock, al punto che la FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile) aprì un'inchiesta, il cui esitò finale (diffuso a fine Novembre 1994) fu molto chiaro: si trattava di un semplice incidente di gara.

La Federazione, infatti, non riscontrò, esaminando le immagini, prove di un comportamento di Schumacher (che al momento del contatto era ancora davanti alla Williams di Hill) volto a danneggiare volontariamente il suo rivale. Da qui la decisione di assolvere il pilota tedesco, il quale, messo alle spalle la stagione ormai conclusa, avrebbe poi bissato il titolo vinto l'anno successivo sempre con la Benetton, e che poi, approdato sul finire del 1995 in Ferrari, sarebbe tornato a conquistare il titolo mondiale dal 2000 al 2004 a bordo della Rossa. Ma questa è un'altra storia.