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Buffon a Parma in una serie B stellare

Buffon a Parma in una serie B stellare

Può definirsi A2: l’80% dei club ha esperienze nella massima serie. I maghi Aglietti, Baroni, Inzaghi

Tullio Calzone

13 ottobre

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Sarà una Serie B grandi firme e mai come stavolta davvero vicinissima alla A. Non solo perché nelle ultime stagioni, in particolare, la contendibilità dei risultati e l’equilibrio che ha regnato sovrano dall’inizio alla fine hanno reso sempre più avvincente la gran parte delle gare con risultati quasi mai scontati. La presenza di grandi campioni in campo (Gigi Buffon tra i pali a Parma, per fare un esempio eclatante) e specialisti in panchina (Marco Baroni a Lecce, Alfredo Aglietti alla Reggina e Pippo Inzaghi al Brescia, tanto per citare nomi collaudati visto che hanno tutti e tre già vinto questo campionato) è destinata ad accrescere la bellezza di un torneo che sta calamitando l’interesse di tutti, non solo degli specialisti della categoria. D’altra parte con tantissime squadre con trascorsi in massima serie non potrebbe essere diversamente. Si chiama, infatti, Serie B, ma l’edizione 2021/2022 potrebbe essere definita tranquillamente una vera e propria A/2, considerando la storia delle partecipanti. Complici le retrocessioni dalla massima divisione di Crotone, Parma e Benevento e le promozioni dalla Lega Pro di Alessandria, Como, Perugia e Ternana, sono ben 16 le compagini che hanno già avuto almeno un’esperienza in A, e tutte assieme hanno giocato in massima serie per ben 202 anni: Benevento, Frosinone e Ternana (2 stagioni a testa), Crotone (3), Cremonese e Pisa (7 ciascuno), Reggina (9), Alessandria, Como e Perugia (13 a testa), Ascoli e Lecce (16 ciascuno), Spal (19), Brescia (23), Parma (27), per finire con il Vicenza che ha ben 30 campionati in A alle spalle.

Gianluigi Buffon dopo 20 anni di nuovo con la casacca giallo-blu

Gianluigi Buffon dopo 20 anni di nuovo con la casacca giallo-blu

Gianluigi Buffon indossa di nuovo la casacca del Parma, dopo la festa scudetto della Roma nel 2001 all'Olimpico, quando, simbolicamente, gli fu tolta dai tifosi romanisti, in una invasione di campo che aveva anticipato la fine della partita. 

In questa lunga parentesi l'acquisto della Juventus per 75 miliardi di lire - la cifra più alta pagata per un giocatore dalla squasdra di Torino fino a quel momento e la più alta mai pagata per un portiere in Europa, fino al 2018 - un anno al Paris Saint-Germain e il ritorno alla Juventus. 

Un ritorno che per alcuni è un romantico ritorno alle origini, per altri un estremo tentativo per avere una chances per giocare i mondiali del 2022 in Qatar, per altri ancora l'incapacità di lasciare un mondo, quello del calcio, di cui è stato a buon titolo protagonista per più di 20 anni. Quale che sia la motivazione, al momento non è dato sapere, ma per certo la Serie B si è arricchita in questa stagione di un top player di livello mondiale, accendendo un riflettore in più su un campionato che sempre più assomiglia ad una A2 e non a una serie B.

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Mission esclusiva

Questa volta ancora di più con una mission esclusiva già reiterata negli anni: quella di essere una categoria formativa per tanti giovani destinati a seguire le orme dell’indimenticato Paolo Rossi, a cui verrà intitolato il premio di capocannoniere di Serie B come ha annunciato lo stesso Balata nella serata ferrarese alla presenza, sia pure in remoto, di Federica Cappelletti, moglie dell’attaccante scomparso lo scorso 10 dicembre. Un omaggio dovuto e sincero a Pablito che vinse il titolo di goleador nel 1976-77 con la maglia del Vicenza. Questa vocazione a svezzare campioni per il nostro calcio è stata sottolineata anche dal Ct Roberto Mancini reduce dal trionfo di Wembley a cui hanno preso parte tantissimi azzurri che proprio in B hanno avuto modo di formarsi e di crescere sino a diventare autentici campioni. «Molti dei nostri ragazzi si sono fatti le ossa in cadetteria ed è bello sapere che tanti potranno continuare a farlo, sognando un giorno di vestire la maglia della nazionale», ha rimarcato il commissario tecnico azzurro con un video-messaggio che ha visibilmente inorgoglito lo stesso Balata e i presidenti cadetti. «Siamo una vera e propria università del calcio - ha sottolineato il presidente di Lega B capo-delegazione dell’Italia Under 21 agli ultimi Europei di categoria -. Formiamo tantissimi giocatori per le selezioni Under 21 e Under 20 e il loro minutaggio è fra i più alti d’Europa. Le nostre società stanno facendo un lavoro straordinario che sarebbe doveroso riconoscere e valorizzare ancor più di quanto non si faccia».

La serie B buca il video

Sarà la 90ª edizione del campionato che s’è aperta lo scorso 24 luglio con la pubblicazione dei calendari avvenuta a Ferrara, nello splendido scenario della città estense di Piazza Trento e Trieste, a pochi passi dal Castello e da uno scrigno di opere d’arte che rappresenta a pieno titolo la categoria. Che è riuscita ad attraversare indenne (tra inenarrabili difficoltà non solo di natura economica) il fuoco violento della pandemia senza perdere valore, anzi incassando il riconoscimento anche degli investitori. A cominciare dai grandi network televisivi specializzati in sport che hanno riversato preziose risorse sulla Serie B. Sono, di fatto, duplicati gli introiti derivanti dalla vendita dei diritti tv, acquisiti da Sky (che dopo tre anni torna a trasmettere tutte le partite del campionato), ancora da Dazn e ora anche da Helbiz Live. In tutto sono stati incassati 46 milioni di euro per i diritti domestici e altri due e mezzo per la cessione degli stessi all’esterno. Una vera manna per le società di B asfissiate dall’emergenza pandemica, dai costi della tutela sanitaria e dalla mancanza di introiti da sponsor e ai botteghini con gli stadi rimasti sigillati per oltre un anno. Insomma, un ottimo lavoro che è stato realizzabile grazie all’appeal del campionato degli italiani, come orgogliosamente lo ha ribattezzato il presidente Balata nell’intento più volte dichiarato con forza di valorizzare l’identità sociale, economica e culturale che lega la squadra di calcio alla propria città e al proprio territorio.

Super Pippo da record e gli specialisti

Reduce dai record e dalle delusioni in A di Benevento, Pippo Inzaghi è pronto a griffare, Cellino permettendo, ovvio, un altro record alla guida del Brescia. Le Rondinelle, con l’Atalanta, hanno in bacheca già 12 promozioni in A, la 13 ª sarebbe un’esclusiva, visto che il Bari, col Palermo altro grande assente, è fermo a 11 successi e nessuno ha fatto di più. Ma la concorrenza degli specialisti anche tra le panchine certamente non mancherà. Sono infatti ben 6 gli allenatori che hanno conseguito una promozione in Serie A: il già citato Alfredo Aglietti – nuovo coach della Reggina – promosso con l’Hellas Verona (stagione 2018/19, dopo i playoff); Marco Baroni, ora al Lecce, che conquistò la storica promozione del Benevento 2016/17, affermandosi nella post-season; Filippo Inzaghi, nuovo allenatore del Brescia, salì anch’egli alla guida dei sanniti, dominando il torneo 2019/20; Moreno Longo, confermato alla guida dell’Alessandria che ritrova la B dopo 46 anni, completò l’ascesa con il Frosinone imponendosi ai play-off 2017/18; infine Fabio Pecchia, ancora alla guida della Cremonese (promosso direttamente con l’Hellas Verona 2016/17), e Giovanni Stroppa (che nel 2019/20 condusse diretto in A il Crotone). Sarà proprio quest’ultimo uno dei tecnici da battere, non solo perché il facoltoso Monza di Berlusconi e Galliani ci riproverà confidando di centrare la prima storica promozione dei brianzoli che stanno continuando a investire sul mercato senza i grandi nomi di Balotelli e Boateng che poco hanno funzionato nello scorso campionato.

Format e storia

Fu la stagione 1929/30 a tenere a battesimo la Serie B e le squadre promosse in serie A furono Casale e Legnano. Le prime 4 stagioni furono tutte a girone unico, prima di dividersi in due gruppi a partire dalla stagione 1933/34, per due anni, argomento tornato d’attualità nell’ambito delle ipotesi di riforma dei campionati avanzate e allo studio del presidente federale Gabriele Gravina, ormai certo che senza una riformulazione del professionismo difficilmente le risorse disponibili salveranno tanti club dal disastro e dalla scomparsa. Dal 1935/36 si tornò al girone unico, fino alla sospensione per gli eventi bellici, al termine del campionato 1942/43. Nel 1946/47 e 1947/48 il torneo venne strutturato su 3 gironi, prima di tornare, definitivamente a girone unico, a partire dalla stagione 1948/49.

Date, soste e var

Quello attuale è il 12º organizzato in autonomia dalla Lega B, dopo la separazione dalla Serie A che sarà avvicinata non solo per i valori tecnici, anche per l’introduzione finalmente del VAR, un’innovazione ineludibile dopo aver rimesso assieme Can A e Can B nella passata stagione con arbitri internazionali costretti a dirigere gare con l’assistenza tecnologica e senza da una settimana all’altra. Un altro passo avanti destinato ad accrescere il valore di questa Serie B che apre i battenti venerdì 20 agosto con Frosinone-Parma e si chiuderà il 6 maggio 2022. Confermato il box day con squadre in campo il 26 e il 29 dicembre prima della sosta invernale che fermerà il campionato sino al 14 gennaio. Saranno rispettati gli stop per gli impegni delle Nazionali considerando i numerosi giocatori convocati per le rispettive rappresentative. Sei le finestre infrasettimanali: martedì 21 settembre, giovedì 28 ottobre, martedì 30 novembre, martedì 1 marzo, martedì 15 marzo e martedì 5 aprile. Si giocherà anche nel periodo pasquale, il 18 e il 25 aprile, sempre di lunedì. Mentre a marzo 2022 la Lega stabilirà date e regolamento per playoff e playout.

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