Temi caldi
Quelle amichevoli estive che non vediamo più
Quando d'estate le squadre di Serie A non disputavano tour in giro per il mondo o non andavano a farsi umiliare all'estero, ma rimanevano in zona per migliorare la condizione fisica. E ogni tanto si trovavano contro i colleghi disoccupati...

Alessandro Ruta/Edipress
Pubblicato il 15 agosto 2026, 07:21
In quest'estate di amichevoli delle squadre italiane in giro per il mondo, ci è venuta nostalgia delle vecchie sgambate estive, quelle di una volta anche contro rappresentative improvvisate. Utili, però, per riprendere in parte la condizione fisica, e magari senza accumulare figuracce, come successo ad alcuni club nostrani di recente.
Ci mancano quei trofei estivi dai nomi esotici, o semplicemente i triangolari sponsorizzati che davano un senso a un periodo fiacco delle vacanze estive, trasmessi sui principali canali tv nazionali. Ritrovarsi al bar tra gelati e fette d'anguria, scherzare un po', aprire i giornali del giorno dopo e trovare il tabellone non solo degli acquisti e delle cessioni, ma anche i risultati del precampionato.
Abbiamo preso 5 di quelle partite, o di quegli eventi, che non esistono più, ma che ci facevano sognare.

I giudizi dell'avvocato Agnelli a Villar Perosa
La partita è rimasto, l'ambiente si è un po' raffreddato: Juventus contro Juventus Primavera, oggi sarebbe Next Gen. Titolari contro giovani, a bordo campo l'avvocato Gianni Agnelli pronto a dare i suoi personalissimi giudizi sui vari giocatori. Cosa direbbe di Koopmeiners? O di Vlahovic che se n'è andato via gratis? Quella partita significava titoli di giornale certi e ficcanti, molto più interessanti del risultato in sé.

Sampdoria, sempre Monti Pallidi
Goleade, goleade senza senso: la rappresentativa locale dove si andava a cominciare la preparazione estiva. L'esempio più vintage di tutto questo era rappresentato dalla partita che i blucerchiati disputavano appena arrivati a Moena, in Trentino. Almeno 15 gol, titolari e riserve scatenati, gli allenatori a prendere nota. Se non era un risultato rotondo c'era da preoccuparsi. Ma era anche il primo vero test della nuova stagione. Come Sampdoria-Monti Pallidi ricordiamo tutte quelle amichevoli improbabili tra squadre di Serie A e rappresentative locali, trasmesse quasi di nascosto dai palinsesti sui canali nazionali, con i bordocampisti già pronti a raccogliere le indicazioni dalle panchine.

L'Equipe Romagna o chi per lei
Oggi già quando la stagione è in corso si prepara l'undici-tipo con i migliori svincolati. Molti di questi sono grossi nomi destinati, salvo cataclismi, a trovare un contratto di lì a breve. Una volta esistevano invece delle squadre "vere", fatte di calciatori rimasti a spasso ma che continuavano ad allenarsi e che disputavano amichevoli contro club di Serie A.
Servivano alle squadre come sgambata e agli svincolati per mettersi in mostra, per cercare di strappare un accordo con qualcuno e far vedere che non era ancora tempo per la pensione: la più famosa di queste rappresentative si chiamava Equipe Romagna.

Il trofeo Berlusconi portava male?
Il più classico dei classici, l'amichevole che aveva ben poco di amichevole ma che comunque non assegnava nessun trofeo, anche se era il Trofeo Berlusconi, dedicato a Luigi, papà del Cavaliere (e presidente del Milan) Silvio. Dal 1991 un vernissage di lusso, nella maggior parte dei casi con la Juventus coinvolta come rivale dei rossoneri, o del Monza come nell'ultima edizione del 2021. Con questa peculiarità, che di solito chi vinceva ad agosto era lo sconfitto di maggio o di giugno. Memorabile Ciro Ferrara, juventino ma napoletano doc e quindi molto sensibile a queste cose, quasi disperato dopo aver segnato un rigore decisivo per la vittoria dei suoi, nel 2000. E in effetti i bianconeri nel 2001 avrebbero perso in volata lo scudetto contro la Roma. Una partita che però poteva regalare anche grandi gol, naturalmente, momenti di commozione (l'addio al calcio di Van Basten in borghese nel 1995) e momenti di "collaborazione" tra le due rivali, come quando nel 2005 Buffon si infortunò gravemente a una spalla per fermare Kakà e il Milan come "compensazione" diede in prestito Abbiati alla Juventus.

I triangolari e gli shootout
Alcune trovate, va detto, sono state estemporanee. Come del resto estemporanea è l'estate, stagione precaria per eccellenza. I Birra Moretti, i Trofeo Tim, però, per anni hanno allietato le nostre estati, in prima serata soprattutto, senza dover sacrificare il pisolino per guardare amichevoli in Asia o in Australia. Detto con il massimo rispetto.
Triangolari, 45 minuti a partita, la perdente della prima costretta a rimanere in campo per sfidare la terza invitata e magari tenere ancora in gioco la classifica del torneo: tre punti per la vittoria secca, due se ai rigori o ai terribili shootout, i "rigori in movimento", o meglio i tiri correndo con il pallone tra i piedi.
Ma andava bene anche così, c'era solo da trascorrere il tempo in attesa delle sfide ufficiali.
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